CASE IN SASSO…( 3°post): i muratori del week end.

 

CASA RISTRUTTURATA

 

 

Una volta la casa la costruiva la famiglia e doveva durare per generazioni.

La casa è, da sempre, un bene famigliare…un punto fisso, una sicurezza.

Da sempre, la casa, rappresenta l’ambizione di tutte le famiglie giovani  e non solo.

Fino a pochi anni orsono la casa, molto spesso, si costruiva in due fasi: la prima la realizzava l’impresa che dalle fondamenta arrivava al tetto. La seconda la realizzava, la costruiva il (il) muratore, secondolavorista, il Sabato e la Domenica.

I “ garzoni “ erano i ragazzi, i papà e qualche volta anche le mamme.

Con questo post  vogliamo soffermarci su un nuovo fenomeno …..non solo italico.

Quello, appunto, dei muratori a tempo perso, della domenica, delle ferie……

Sulle reti Sky vi sono importanti e seguitissime trasmissioni del genere…” vado a vivere in campagna, compro e ristrutturo, compro casa in Toscana, Spagna, Francia, ecc…”

Azzardati e improvvisati (a volte incoscienti) “muratori” si vedono all’opera dopo aver acquistato un rudere per trasformarlo in reggia.

Al lavoro mogli, mariti, amici, parenti, figli, ecc…..un mutuo bancario e previsioni di spesa, regolarmente, “cannati” in difetto.

Ora, dopo questa sarcastica rappresentazione, parleremo delle esperienze che conosciamo.

Innanzitutto una prima considerazione: i Comuni dovrebbero fissare un minimo di regole che mirino a NON impedire le ristrutturazioni; che mirino a favorire il rispetto delle funzionalità di servizio delle ristrutturazioni autorizzate.

I Comuni  devono fissare “regole idrogeologiche” ( per evitare di dover piangere sulle disgrazie causate dalle frane) e del “ Bello storico”! Si…il bello storico!

Non il purismo da “soprintendenza”, non quello che vorrebbe case in sasso ristrutturate come musei…inabitabili.

Sicuramente non siamo tra coloro che amano il finto ristrutturato, il raffazzonato, l’uso indiscriminato di qualsiasi materiale.

Non siamo tra coloro per i quali la storia è un optional…la storia delle case e dei luoghi…

Non siamo tra coloro ai quali viene l’orticaria sentendo parlare di architetti e della loro nobile funzione.

Siamo, invece, tra coloro che distinguono tra la ristrutturazione di un portico a fini abitativi ( pena il suo definitivo oblio) e quello di una casa in sasso del 1800….passando per tutte le relative vie intermedie.

Se nel caso del portico ci si può accontentare di forme, di decoro e impatto paesistico, nel caso della casa del 1800 dovremo prestare attenzione a tante questioni di carattere storico- architettonico ( curando i materiali, i recuperi delle demolizioni, le coperture, le porte, gli interni, i pavimenti, ecc… ma senza atteggiamenti isterici).

Diciamo che dove si può e dove il contesto lo richiede occorre prestare molta attenzione.

Ristrutturare case in sasso è un auspicio…..molto pressante.

Ristrutturare case in sasso è uno stato di necessità per preservare la nostra storia ( secondo il concetto poco purista già espresso).


Un pensiero riguardo “CASE IN SASSO…( 3°post): i muratori del week end.

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