CASTELL’ARQUATO: si parla finalmente di turismo (3° commento di paolo m.)

Dopo i numerosi inteventi dei giorni scorsi ci giunge questo nuovo commento-contributo dell’amico paolo m. che volentieri pubblichiamo ( lo trovate anche in calce all’articolo del  16 marzo che portava lo stesso titolo).

Sono sicuro che tutti stanno facendo del loro meglio, anche se forse sarebbe ora che tutti uscissero dai loro “fortini” e si mettessero ad un tavolo per discutere serenamente, o almeno provassero a farlo.
Per quanto mi riguarda sono ben contento di non dover gestire la situazione che si è venuta a creare, mi limito ad esprimere qualche considerazione e a fare proposte costruttive…..proposte!
Cerco semplicemente di capire quali sono le posizioni e i problemi come ogni cittadino arquatese preoccupato dalla situazione che si è venuta a creare e a quanto pare nel mio piccolo offro a tutti l’occasione per chiarire le cose.
Mi fa piacere che facciate già tutte le cose che ho suggerito e sono certo che presto vedremo i risultati, ma non mi piace affatto che si ritengano le mie considerazioni influenzate da una campagna “contro” portata avanti da non so chi.
Le mie osservazioni derivano dal fatto che io vivo in paese, ci sono nato e vedo quello che succede, parlo con la gente, ascolto i commercianti e qualche volta anche i turisti, perché mi piace capire le cose.

Inizierò con il commento, per me molto significativo che uno sconosciuto turista ha lasciato sul sito del Comune.
“ho visto un territorio con tanto da dire e emozioni da lasciare, ma lasciato lì per caso, un pezzo qua, un pezzo là, avete forse da imparare da altri posti, potenzialmente non superiori a voi ma di fatto sì!”
Raggelante vero?

Non avete mai provato a fare due passi a piedi partendo da…. piazza S. Carlo, attraverso Via Dante e su per Via Sforza Caolzio fino all’alto paese?
Vi sarete resi conto che sono più i negozi chiusi di quelli aperti.
Non chiusi da qualche mese perché siamo in un periodo di crisi ma da anni, molto prima dell’arrivo di astra o della società del turismo, queste non sono voci messe in giro ad arte ma fatti, la triste realtà che chiunque è in grado di verificare.
Nessuno vuole capire che il turismo è un settore strategico di straordinaria importanza per l’economia di Castell’Arquato.
Non lo hanno capito le amministrazioni comunali quando in passato hanno respinto fior di aziende per puntare sul turismo senza però proporre nessun tipo di progetto, spero lo capisca chi gestisce il patrimonio turistico che oggi ha l’occasione di fare cose importanti e sicuramente non lo capisce molta gente del posto.
Tutti pronti a cavalcare i successi delle associazioni o la bellezza del borgo ereditata (immeritatamente) dal passato, quanto a creare ostacoli non appena gli si vieta un parcheggio comodo o sentono un po’ di rumore.
Gran parte dell’economia locale si è sviluppata nel corso dei secoli attorno a questi monumenti,
gioielli che hanno permesso ad intere generazioni di famiglie arquatesi di vivere la loro vita serenamente, ancora oggi restano un patrimonio di tutta la cittadinanza e attorno a loro si devono costruire progetti a beneficio di tutti.
Il turismo deve essere la linfa vitale del nostro paese, perché vuol dire maggiori opportunità di lavoro per tutti, commercianti, ristoratori e per tutto l’indotto che li serve, artigiani, viticoltori, agricoltori, possibilità per i giovani di costruirsi un futuro avviando attività in paese senza dover emigrare per trovare lavoro.
Nonostante la mancanza di progetti, incomprensioni e ostilità varie sono molte le famiglie che traggono buona fetta del loro sostentamento dalla stagione turistica, anche se ogni anno diventa sempre più difficile farlo.
Per questo motivo è logico pensare che una stagione turistica negativa produrrà danni a tutta la comunità, perché se la gente non lavora e guadagna poco non investe, con conseguente ricaduta negativa su tutta l’economia locale.
La mancanza di risorse spezza la catena, perché se non ci sono i soldi per costruire o ristrutturare case e negozi non lavorano l’edilizia, il falegname, il fabbro, l’elettricista, chi gli vende i prodotti etc. etc….
Con questo discorso non voglio attribuire a nessuno colpe più grandi di quelle che ha, il problema è che l’assenza di progetti, affossati dalla cronica mancanza di collaborazione tra i soggetti coinvolti e dalla poca voglia di trovare soluzioni crea la situazione che ho appena descritto.
Non dimentichiamo che una buona promozione può garantire ottimi risultati in termini di presenze e consentire una ricaduta benefica in termini economici per gli operatori commerciali del nostro Comune.
La gestione del turismo a Castell’Arquato è un lavoro di grande responsabilità e non si può lasciare tutto il lavoro nelle mani delle associazioni di volontariato che fanno già anche troppo.
E’ necessario che qualcuno si muova nella direzione dell’altro, iat, comune, associazioni, è fondamentale remare tutti nella stessa direzione, senza dimenticare che non può essere il volontariato a fare da traino.
Il ruolo di guida spetta al Comune e quello di stimolo a chi fa della promozione il proprio lavoro, perché il paese non può permettersi di perdere altro tempo.
Cordialmente
Paolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...