Traffico pesante nella valtolla, nella val d’arda e a Castell’arquato (Valtolla, Val d’Arda and Castell’Arquato in heavy traffic)

extract: Valtolla, Val d’Arda and Castell’Arquato in heavy traffic.

When it came time to build or renovate or expand the modern factories of cement and bricks between Lugagnano Val d’Arda and Mignano (Vernasca) none of the mayors of valtolla was probably still active in politics.

Quando fu il momento di realizzare o ristrutturare o ampliare i moderni stabilimenti industriali del cemento e dei mattoni tra Lugagnano val d’arda e Mignano (vernasca) nessuno dei Sindaci della valtolla era forse ancora attivo in politica.

Ma in quei momenti (ampliamenti e ristrutturazioni datano inizi anni 80 circa) erano ben presenti ai più le problematiche ambientali che tali realizzazioni avrebbero potuto comportare….

La  nostra provincia era, allora e ancor oggi, modernamente attrezzata per tutte le rilevazioni del caso poiché era sede della grande centrale nucleare di Caorso attiva (solamente per tale motivo eravamo dotati di laboratori unici e di uno dei primi presidi di prevenzione, il PMP!).

Eppure quasi nessuno degli amministratori e degli imprenditori dell’epoca si preoccupò seriamente dell’impatto che quelle “fabbriche” avrebbero provocato sul sistema territoriale locale.

In una strada provinciale stretta che partiva dal ponte di Castell’Arquato fino agli stabilimenti industriali, oltre il centro abitato di Lugagnano,  dovevano convivere 1000 passaggi di camion al giorno e altrettante o forse più auto dei pendolari che si recano quotidianamente a valle per Studiare, lavorare, ecc….

 Alla fine tutta l’attenzione si concentrò solamente sui posti di lavoro e sulla qualità dell’aria ( acqua, traffico pesante e disagi vari dimenticati) e  i pochi che si opposero furono denigrati, politicamente parlando, tanto da farli “allontanare” dalla politica attiva.

 Dei controlli promessi è restato in piedi una centralina per le polveri fini a Lugagnano e basta!

Ma ora il sindaco di Castell’Arquato ne vorrebbe una sul suo territorio e la richiesta ci pare molto, molto legittima!

Questo Sindaco si lamenta molto e non ha torto! Ma non ha torto neppure il Sindaco di Vernasca.

Spesso viene alla mente che negli anni ’80 la sola presenza della centrale nucleare di Caorso comportò un indennizzo, per la provincia, per i comuni limitrofi alla centrale e per il comune di Caorso, di svariati miliardi di lire.

Analogamente, considerati gli impatti ambientali, i comuni della media e alta valdarda  saranno forse stati indennizzati?

I comuni per sopportare tale presenza saranno stati  indennizzati attraverso la “sponsorizzazione”  di eventi, campi giochi, ristrutturazione storiche, ecc…? …Saranno stati sostenuti i loro bilanci…i poveri bilanci dei comuni della vallata?

Così siamo arrivati a Noi, agli ultimi anni,  dove si fa un gran dibattere sul fumo (probabilmente fumo innocuo !!?…Ma per lo sforamento dei parametri delle polveri fini di chi sarà la responsabilità?)  che respirano nei piani alti di Vernasca  e nella valle intera da Castello a  Morfasso, sulla circonvallazione mancata a Castell’arquato, sui camion che sfiorano le case a San Lorenzo e fanno “tremare” la Rocca Viscontea, sulla mini circonvallazione di Lugagnano costruita con il contributo della “fabbrica” che la usa di più, sulle soluzioni viabilistiche alternative…….

 LE SOLUZIONI POSSIBILI

 La soluzione che sembra piaccia molto è quella che vede realizzato un bel tunnel che “bucherebbe” la montagna nella zona a monte di  Bacedasco Basso e sbucherebbe a ridosso della fornace dei laterizi.

Tale soluzione,  di impronta molto italica,  costerebbe decine di milioni di €  (soldi  in gran parte provenienti dalle nostre tasche di contribuenti!), comporterebbe una grande colata di cemento armato (ma veramente grande!) e devierebbe il traffico sulla vallongina anziché sulla valdarda ( un palleggio tra valli piacentine).

Altra soluzione sarebbe la realizzazione di un sottopasso  che,  raccogliendo il traffico proveniente da valle,  lo incanalerebbe nella zona della Crocetta per farlo sbucare dopo le ville del quartiere.

Una nuova strada supererebbe  l’abitato dei Pallastrelli per andare a  congiungersi e con la nuova mini circonvallazione di Lugagnano val d’arda.

In ogni caso, potendolo fare, si tratterebbe anche in questo caso di una bella colata di cemento ecc…ecc….

Non si dice, non si nominano mai ma vi potrebbero essere anche le soluzioni Valchiavenna o Monterosso che, per noi, potrebbero rasentare la pura follia!

 COMMENTI MALIZIOSI

Vernasca e Lugagnano hanno “voluto o accettato” le fabbriche e, con il tunnel di cui si parla, si terrebbero anche il traffico conseguente.

Il tunnel….ma anche il sottopasso….oltre a non risolvere nessun problema a monte della valle potrebbe anche rappresentare una bella opportunità di lavoro per chi produce cemento, inerti e asfalto.

Malignità? Noi pensiamo siano solamente malignità e congetture!

ALTRI  PROBLEMI

La vallongina sarebbe entusiasta di ospitare tanto traffico generato dal tunnel ?? Qualche trattoria probabilmente si ma il resto?? I viticoltori che direbbero?

Entrambe le soluzioni farebbero ancora ricadere il traffico in vallate strette e poco adatte a supportare tali carichi di autoveicoli.

La zona del concentrato delle fabbriche di cui si parla si sta “desertificando” a causa della scarsità di vegetazione idonea a supportare tali masse di emissioni….e non si sta facendo nulla

Non sono mai stati messi in atto la realizzazione di “ ambienti protettivi” per le comunità locali e, aggiungiamo, anche per il paesaggio.

CHE FARE?

Tutte le possibili soluzioni sono difficilissime da realizzare ma il problema esiste ed è giusto parlarne.

Sopratutto i Sindaci dovranno parlarne insieme coinvolgendo popolazioni,  Regione e provincia e, se possibile, ricercare una soluzione condivisa per il bene di tutti ponendosi almeno una domanda.

Vi sono le condizioni per mantenere in simili vallate impianti industriali così impattanti?

Vi sono le risorse e le disponibilità a valutare, con lo stesso costo delle opere che si vogliono realizzare, una delocalizzazione?

Ragionare è meglio che litigare, litigare costa alla comunità e non risolve i problemi, le industrie servono, eccome se servono, ma nei luoghi idonei.

La valtolla non è luogo idoneo!

PENSIERINO DELLA SERA

La valtolla è piccola e stretta e il suo contributo allo sviluppo della comunità lo sta dando da sempre, dalle rimesse degli emigranti, alla grande diga, ai polmoni verdi della valdarda, dal buon vino che produce, al turismo….all’artigianato…

Ma i partiti, se esistono ancora,  sui temi sollevati non hanno nulla da dire, un’opinione, una proposta……una critica……parlano solamente in  campagna elettorale?

 

 

 

Un commento

  1. Hai ragione, Sergio, questo è un problema cui si devono fare carico i nostri giovani sindaci della Val d’Arda. Si trovassero, ne parlassero ed elaborassero un progetto comune da sottoporre comunque alla popolazione.
    Il problema va comunque risolto!
    Ma qualcuno ha provato ad indagare quanti sono state le morti e le malattie professionali dovute a quei mostri che sono la Cementeria e la Danesi in questi anni?
    Possibile che a qualche giornalista, solitamente così bravi/e a tenere su le vesti degli amministratori non sia mai venuta in mrente un idea del genere.
    Sicuramente ne uscirebbe uno scoop fantastico.
    E’certamente più facile scrivere di quanto è bravo questo, di quanto è bello quello, le morti e le malattie sono cose antipatiche (che forse la gente non vuole neppure sentire).
    Ci vorrebbe forse un cuore da brigante!

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