Alinari ritrae il brigante (particolare)
Alinari ritrae il brigante (particolare)

Racconta delle serate estive a Taverne in Valtolla, delle serate passate favoleggiando certe storie inquietanti…

Quando, nelle lunghe serate estive, amavamo andare a bagnarci il becco nella bettola di Taverne, dopo un paio di misure di vino mi mettevo a raccontare storie più o meno paurose che perfino i miei duri uomini si spaventavano.

Racconta una delle tante storie che conosci, con un po’ di particolari. Facci rivivere quei momenti e quelle atmosfere…

Cominciavo così: …Eppure da qualche parte fra le coste del Mare d’Occidente e le montagne verso il Pavese una sottile striscia di terra nota come la Strada del Sale, si dice che sia il dominio del vero e unico Re dei Briganti e della sua vastissima corte di tagliagole delle ombre, donne dal sangue di vipera, cani parlanti e demoni vincolati.

Nessuno degli altri capi me l’ha mai confessato, ma sicuramente almeno una volta nella loro criminale vita hanno ceduto il passo a lui, io per fortuna sua, non ho mai avuto l’occasione d’incontrarlo.

Però io so che è proprio come dicono le vecchie ostesse di Santo Stefano d’Aveto o di Tarsogno: scoreggia tempeste e alita morte, ha due teste e dodici spose, ognuna gli ha dato trenta figli forti come leoni, duecento inverni sul dorso ed ancora il vigore di un torello…

A quel punto, immaginiamo, sarà serpeggiata, tra chi ascoltava, un po’ d’ilarità…

Eccome! Allora pronunciavo con una frase tipo questa: «non mi credete, pensate che mi prenda gioco di voi?…Bene! Allora avrete soddisfazione, sedetevi e datemi adito di rinfrescar l’ugola con un calice che di certo mi offrirete …»

Dovete sapere che anche con fortuna si può diventare un re, e il nostro di fortuna ne aveva, forse era l’unica cosa che possedesse. Non perderò tempo nel raccontarvi chi era prima di indossare la corona, ma si ritrovò sulla Strada del Sale nel momento sbagliato o giusto. Niente di più semplice.

Non era neanche un tipo molto sveglio, sapete? Amava viaggiare di fantasia, perdersi in sogni gloriosi e temerari, avrebbe potuto creare un mondo intero con i suoi deliri… eppure maledettamente bravo nel dimenticare la realtà intorno a lui.

E quella notte, vagabondo sulla strada, si appisolò sotto l’albero grigio, un vecchio castagno dal legno color fumo e dalla corteccia scheggiata da mille e più tagli.

Già, l’albero grigio, quello era proprio il luogo d’incontro per un nutrito gruppo di briganti.

Quel ragazzo si era cacciato in un bel guaio…

Non che avesse granché da barattare con la propria vita, purtroppo, se non l’opportunità di divenire in pochi istanti una fonte di diletto per i gentiluomini, sperando di poter strappare insieme a qualche risata anche la loro clemenza.

Intonava ogni canto volgare da bettola gli venisse in mente ma, per quanto si sforzasse, le risa furono tutto ciò che ottenne. E alla fine calò il silenzio.

Ma non si poté dire che il capo dei banditi non fosse un uomo generoso!

Lanciò un coltello ai piedi del giovane e l’invitò a conquistare la propria vita rubandola a un altro.

Solo che l’altro era il più robusto e granitico dell’accozzaglia di feccia che gli stava attorno.

E sapete cari benefattori della mia povera ugola, e voi, gentili dame dalla generosa cornucopia, cosa accadde?

Ma siete abbastanza intelligenti signore mie e signori miei, son certo che già saprete come proseguirà la storia …

briganti_meridionali

 

 

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