Il torrente sacro del Ducato di Piacenza e Parma…

vallongina vista da claudio Pedrazzi
vallongina vista da claudio Pedrazzi

Brigante della valtolla (le storie sconosciute della valtolla)

Per i profani la Vall’Ongina, come tante altre piccole vallette del territorio piacentino-parmense può essere etichettata come secondaria, ma che in realtà è ricchissima di storia e tradizioni come le più grandi e famose valli vicine.

Io che in questa valle ho trascorso la mia infanzia, e la conosco in ogni angolo più nascosto, voglio portare un po’ di conoscenza.

L’Ongina è un torrente della parte orientale della provincia di Piacenza. Nasce dal monte della Ranca (ora Monte Lanzone, da un conte Mantovano che in periodo medioevale era proprietario di codesto luogo), in comune di Vernasca. Si mischia col torrente Arda, o viceversa come preferite, ed entrano nel Po. Poco a nord di Castelnuovo Fogliani segna il confine con la provincia di Parma.

L’Ongina, regno di calanchi e fossili, parte del suo territorio è infatti dentro il Parco del Piacenziano. Ricca di storia con la sua antica strada che dalla Via Emilia porta fino a Genova (lo stradone di Genova), antichi ospitali come quello di S. Maria de l’Ungena, resti di castelli presso Bacedasco e Vernasca. Ricca di eccellenze gastronomiche, famosi erano nel Ducato i norcini della Vall’Ongina e famosi i suoi vini.

Il capitano  Boccia ne parla diffusamente nel 1805 durante la sua escursione in Vall’Ongina, quando nomina anche delle grandi coltivazioni di ulivi presso Vernasca.

Una cosa è certa: i migliori ristoranti di prodotti tipici emiliani sono in Vall’Ongina, da Vernasca a Polesine Parmense.

Ma io potrei parlarvi di cose che la storia ufficiale non racconta, come la collina dell’oro presso il Rio Otto, un misero canale ormai asciutto che si getta nell’Ondina a Bacedasco, dove si possono trovare pepite giganti di pirite, dei geodi dei Puzò Rùss, (Poggioli Rossi) dove si possono trovare enormi “uova” di sasso che una volta aperte possono contenere magnifici cristalli di barite azzurra.

E ancora potrei parlarvi delle grotte dei Marazzini, delle strane “buche” nella valletta della Botacca, degli insediamenti romani e medioevali, del poggiolo dove una volta, fino a che fu distrutto nel 1400, esisteva il borgo fortificato di Gonzanegolo. E ancora dove si possono trovare conchiglie fossili enormi che in Val d’Arda e Val Chiavenna se le sognano.

Forse sareste interessati  a sapere dove si trovano le fonti d’acqua pùssa e le grotte attorno a Vigoleno, dove si trovano le piante d’agrifoglio più belle, i prunoli più grossi, le piante di corniolo più belle e ricche di frutti, dove sono i posti migliori per raccogliere i funghi primaverili e quelli invernali, dove crescono i tartufi bianchi, dove sono le piante di mele e pere selvatiche, dove dormono gli elfi quando fa molto caldo e dove dimorano gli gnomi che legano le criniere ai cavalli giù vicino al torrente, dove trovare le erbe officinali ma anche quelle che possono fare molto male, dove si trovano le radici malefiche e le salamandre viola…

Un giorno vi  accompagnerò e capirete perché, da sempre, l’Ongina è il torrente sacro.

bacedasco (foto di sergio valtolla)
bacedasco (foto di sergio valtolla)
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5 pensieri su “Il torrente sacro del Ducato di Piacenza e Parma…

  1. Brigante non ho capito benissimo perché consideri L’Ongina un torrente sacro, però ho capito che per me è una zona da conoscere meglio……..per ora mi sono limitato qualche volta ad andare a funghi sul monte Lanzone ( del quale noi di Vezzolacca vediamo benissimo il profilo alla nostra destra al sorgere del sole, ma che conosciamo meno dei 3 monti alle nostre spalle ); poi un paio di volte – con la MTB – sono arrivato alla Serra, al Belvedere, ho attraversato il suddetto monte, e sono sceso verso Borla . Giro alla mia età impegnativo, ma affascinante in quanto quella zona che molti chiamano ” La Burla ” per me è sempre stata misteriosa. Se un giorno vorrai verrò volentieri a fare un giro .

    1. Bravo Renato!
      Scrivo a te per tutti coloro che chiedono…
      Farò sapere a tutti perché l’Ongina è un torrente sacro…domenica la risposta alla vs. curiosità.
      a presto.
      per …Il brigante della valtolla.

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