La rocca era dei ligures, i nostri lontani antenati…

copia
resti del muro del castelliere

Brigante della valtolla

Nel 1998 un gruppo di amici della Pandora della Valdarda, volontari archeologi, proprio sulla rupe, sottostante la Rocca, scoprì la presenza di undici gradini scolpiti nella dura roccia. Un centinaio di metri sotto la rupe dei gradini, in località “I Corvi”, su un pianoro notarono delle mura di fortificazione e vicino una roccia che mostrava dei graffiti.

Gli ultimi tre gradini, probabilmente i più antichi, in base all’erosione della roccia, si trovavano proprio sulla vetta e sembravano finire nel vuoto. Potevano essere i resti di un’ara sacrificale, di una torre o di un luogo di inumazione a cielo aperto dei morti, come usavano fare certe antiche tribù dell’Europa occidentale. Una cosa è certa: il tempo, i terremoti, le frane molto evidenti potrebbero aver confuso tutto…

Di sicuro l’intera Rocca dei Casali, l’intera falesia come abbiamo detto in altre occasioni, era un luogo abitato da una tribù ligure. Un luogo ben difeso, quasi come si trattasse di castello naturale, con accessi controllabili e dal quale si poteva comunicare, probabilmente con segnali di fuoco, con altre tribù “amiche” o “concorrenti” stanziate sul monte Moria, sulla Palazza, sul Giogo…

Anche l’amico Manzi conferma che il “castelliere” ritrovato nel 1953 era Ligures e che qui avrebbe stanziato perfino Annibale, notoriamente alleato di certe tribù liguri e non ostile al popolo Ligures, con il suo esercito in attesa di procedere verso Veleia (allora importante centro commerciale dei liguri Veleati) e verso la gloria della battaglia vittoriosa contro i Romani sul fiume Trebbia.

I liguri, Nazione che controllava un territorio vastissimo dalla Liguria ai Pirenei, furono tra i primi abitanti autoctoni della nostra provincia.

Poi arrivarono  i celti che  “sottrassero” loro vasti territori e con i quali alla fine si dovettero in parte integrare. Infine giunsero, per sempre, i romani e tutto divenne Roma.

Una cosa è certa: i ligures non erano dei conquistatori delle terre altrui, rispettavano le vicine nazioni con le quali commerciavano, erano gelosi della loro autonomia e combatterono strenuamente per non farsi conquistare.

Ma la storia la scrivono i vincitori e allora …la memoria dei nostri avi liguri è “svanita”. La Valdarda e la Valtolla sono pieni di luoghi incredibili come questo della falesia dai quali emergono le nostre vere antiche radici.

La Rocca dei Casali, da qualche tempo,  è anche un teatro naturale dei rocciatori che vi hanno tracciato, tra parete nord e parete ovest, 32 vie di arrampicata talune delle quali molto tecniche.  I boschi, il torrente Arda che lambisce la falesia, i rii che la discendono, le viste spettacolari sulla valle, le vecchie case abbandonate alle sue pendici contribuiscono a mantenere quel fascino che dura da millenni.

Accanto alla Rocca dei Casali transitavano i pellegrini francigeni, quelli che avevano sostato dai frati dell’Abbazia scomparsa e volevano raggiungere Gravago prima di sera. Quei pellegrini che spesso sostavano anche al Pelizzone diretti a Roma.

Un giorno potrei anche accompagnarvi…

andrea bergonzi
la rocca dei casali, vista particolare (foto di andrea bergonzi)
ronc da l'arda da il peyote
ronc da l’arda (foto di il peyote)

 

 ©coordinamento editoriale F.F.& S.E.

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