La Madonna del Piano: perché?

035Brigante della Valtolla

“Quando il giorno si fa nero come la notte e sulla terra si abbatte l’uragano, tra il bagliore dei lampi e il fragore dei tuoni, la furia del vento strappa via le foglie dagli alberi e le trascina turbinando a perdersi nella vuota lontananza.

A qualcuna tra le molte la sorte concede però di incagliarsi in un angolo appartato, dove nascosta nella polvere potrà dormire al sicuro per lunghissimi tempi. Nella sequenza interminabile di guerre, incendi, pestilenze e calamità di ogni genere che sempre hanno travagliato questi nostri luoghi, le carte e le memorie che notai, monaci, chierici e pubblici funzionari nemmeno nei tempi più barbarici hanno mai cessato di produrre, sono andate disperse, ad eccezione di quelle poche che per nostra somma ventura hanno trovato riparo nei forzieri di potenti famiglie o nelle sacrestie di inviolabili monasteri e cattedrali…” diceva uno storico¹ che la sapeva lunga; il quale poi ci informava anche che  nella basilica più antica dedicata  a Sant’Antonino si conservano 200 “pergamene” dei secoli IX e X delle quali una trentina  redatte in Macomero, Niviano, Lugagnano e dintorni, o comunque hanno riferimento a questi luoghi, alla Valtolla.  Queste lunghe ricerche mi hanno permesso di riscoprire storie perdute e molto interessanti, come ad esempio la storia della chiesetta della Madonna del Piano a Lugagnano Val d’Arda, quella che sorge in località Lugagnano Val d’Arda, al crocevia tra la strada che porta a Veleia, Rustigazzo e al Parco Provinciale e la strada che porta in Val Chiavenna.

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo esisteva già il culto tributato alla Madonna dipinta sul muro di un mulino detto “Del Nigrar”; ma i non lugagnanesi forse non sanno che “nigrar” sono detti i calanchi del Monte Gioco che sono qui a due passi. Dunque un piccola cappelletta votiva o forse una mistà esistevano già ai tempi.

Diroccata nel 1630, il Comune la fece riedificare su terreno proprio e da allora questo secondo Oratorio è detto “della Madonna del Piano”.

Nel 1775, per la prima volta, venne segnalata la presenza di una “turris cum sua campana“².

Qui davanti, arrivando dall’Oratorio di Piazza di Lugagnano, risalendo Via della Madonna del Piano, transita la “Via dei Monasteri Regi”, deviazione francigena della Valdarda, in direzione del greto dell’Arda, in direzione Abbazia di Tolla.

¹Angelo Carzaniga (Quaderni della Valtolla).

²Le notizie storiche provengono all’archivio A.Carzaniga†.

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