La ricetta dei buslanèin…

festa ciambelline lugagnano val dArda 2014Brigante della valtolla

Ieri ci siamo diffusi sulla storia di questo dolce tradizionale e ora vi svelo la ricetta…

Ricetta è secretata e, dicono a Lugagnano v.a., riposta in una busta dentro la cassaforte del Comune. Io comunque ho cercato altre vie e dovete sapere che per ottenere questa ricetta ho dovuto fare cose inconfessabili, che se le divulgassi, magari per vantarmi, parecchie famiglie sarebbero rovinate e io stesso dovrei emigrare come minimo di là dall’Emilia.

Quindi non posso fare nomi e tantomeno cognomi, posso solo dirvi la ricetta che vi consiglio di provare. Una cosa vi chiedo: se vi vengono bene, non mancate di farmelo sapere e magari lasciatemene una collana sulla finestra che poi ci penso io a passare …

Ecco la ricetta…

Ingredienti:

  • 500 g di farina
  • 180 g di zucchero
  • 100 g di burro (il massimo sarebbe usare quello di affioramento)
  • 2 uova intere(se riuscite ad avere quelle di campagna…)
  • 1 tuorlo
  • 16 g di lievito madre
  • una scorza di un limone o anche due
  • un pizzico di sale
  • mezzo bicchiere di latte (di quello possibilmente a “filiera corta”…quello dei bancolat)

Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, mettere al centro il burro a pezzetti e lo zucchero, quindi i tuorli, un pizzico di sale e una scorza di un limone.

Impastare farina, burro e zucchero, aiutandosi con un po’ di latte versato man mano e formare dei regolari cordoni che, tagliati a pezzetti di circa 9-10 cm, devono essere chiusi ad anello sull’indice della mano sinistra con una lieve pressione delle dita. Le ciambelline devono quindi essere scottate in acqua ben calda ma non bollente per circa un minuto, scolate su un asciughino e lasciate riposare per un paio d’ore prima di inserirle in forno molto caldo (180°) per quindici minuti circa e quindi abbassate il forno a 160° e lasciate ancora quindici minuti (ricordate che si tratta di ciambelle da inzuppare, quindi dure). A questo punto devono essere infilate con un grosso filo bianco a formare lunghe collane e rimesse in forno tiepido per un’ora. Ne usciranno biscottate e si manterranno fresche a lungo. (Nota della redazione: come avrete compreso siamo riusciti a rubare gli appunti del Brigante ma sospettiamo che ci sia qualche errore voluto in ispecie sui tempi di cottura…. L’unica è provare e assaggiare e poi capirete)

Solitamente, a Lugagnano la “Sagra delle ciambelline” si svolge la seconda domenica di Maggio.

Dulcis in fundo, comunque, non resta che celebrare gioiosamente la dolce “morte” dei buslanèin per annegamento in una tazza di latte (a colazione) o in un bicchiere di vino frizzante bianco (dopo pranzo o a merenda).

ciambelline

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3 Comments Add yours

  1. S.Valtolla ha detto:

    NOTA REDAZIONALE: come ben si evince dal post sono stati inseriti apposta dall’autore alcune imprecisioni e ora vi ricordiamo che in prov. di Piacenza, per ora, esiste una sola DE.CO. (denominazione d’origine comunale) relativa alle ciambelline, detti buslanein. Si tratta delle deco di San Nicolò di Rottofreno. Per vedere la ricetta cliccate sul link…
    http://www.infodeco.it/index.php?option=com_content&view=article&id=544%3Abusslanein-di-san-nicolo-piacenza&catid=45%3Aemilia-romagna&Itemid=575

  2. Filippo Lombardi ha detto:

    Caro Brigante, mi vedo costretto a scrivere due righe per rettificare i tuoi articoli sulle ciambelline di Lugagnano, che contengono alcune imprecisioni e inesattezze.
    Ci tengo particolarmente perché io sono diretta emanazione di quel Peppino Lombardi al quale qualcuno, secondo te, vuole togliere la primogenitura.
    Non parlo qui, voglio essere preciso, delle ciambelline dell’alta val Tidone, dei bocciolani di Pianello, delle ciambelline di San Nicolò (Mamago) che sono altro, sono dure e non molto dolci, come sono altro le ciambelle che le “ciambellaie” portavano alle fiere e alle feste patronali fino alla metà circa del Novecento.
    Qui parlo delle ciambelline di Lugagnano, che sono dolci e di friabile pastafrolla.
    Tra l’altro la storia delle ciambelline è dettagliatamente descritta nel volume “Lugagnano val d’Arda – Storia e storie di una comunità”, che puoi trovare a Lugagnano presso la cartoleria Franchi, che lo distribuisce ad offerta in favore delle attività benefiche della associazione “Congrega dei Presidenti”.
    La nascita delle ciambelline di Lugagnano non risale al 1931 ma al 1933 (errore veniale) e origina dalla trasformazione della ricetta di biscotti chiamati “Biscotti della domenica”. Sul volume prima accennato puoi trovare la ricetta originale di questi semplici biscotti, scritta a mano da Peppino Lombardi.
    La ricetta fu poi passata di mano in mano tra i gestori del forno, che è sempre rimasto in via Bersani. Dopo i Lombardi, ci furono i fratelli Mario e Giovanni Pellegri, poi Giuseppe Negri e infine la famiglia Frati.
    Non capisco come mai qualcuno la pensi in altro modo e riferisca l’invenzione delle ciambelline a Bruno Frati.
    Bruno Frati, originario di Casalmaggiore, è arrivato a Lugagnano nel 1957 e ha aperto un forno in via Nicelli, dove ha lavorato fino al 1977.
    Come poteva inventare un dolce che circolava già da oltre venti anni?
    L’8 ottobre 1978 ha acquistato il forno di via Bersani da Giuseppe Negri e con il forno ha ricevuto anche la ricetta delle ciambelline. L’attività prosegue tutt’ora tramite la figlia Clara con il marito Ubaldo e il nipote Paolo.
    Le “ciambelline di pasta frolla di Lugagnano” (questa è la denominazione ufficiale confermata dal riconoscimento De.Co.) secondo la ricetta derivante dai “biscotti della domenica”di Giuseppe Lombardi, sono riconosciute dal 1933 e la delibera di riconoscimento è stata assunta dalla Giunta comunale il 13 maggio 2008, esattamente 75 anni dopo la loro nascita.
    Quindi le razdore di Lugagnano non si sono mai tramandate un bel nulla perché la ricetta delle ciambelline di pastafrolla di Lugagnano viene tramandata fra fornai. E quindi è anche una discreta fantasia che la ricetta sia gelosamente custodita addirittura nel caveau del Municipio, credo sia più semplicemente nel quaderno delle ricette della famiglia Frati.
    La ricetta che riporti non posso ovviamente commentarla, tanti hanno provato a riprodurle con risultati altalenanti….

    1. brigante ha detto:

      Grazie per la considerazione ma le ricordo che il Brigante è un personaggio immaginario che pubblica pensieri e racconti tra la storia e la fantasia, aggiungendo sempre elementi mitici giusto per tener fede al personaggio. La storia, quella seria, la lascio fare a storici e ricercatori che, in Valdarda, sono numerosi e molto preparati.
      Se il Brigante dovesse divenire un personaggio reale sarebbe finito. Sulle ciambelline era facile comprendere dove c’era la fantasia (la cottura, certi ingredienti, etc…) e dove vi erano elementi più reali. Poi c’è la questione delle razdore…suvvia un po’ di mitizzazione a volte serve…nei racconti. Lo farò ancora, come ho sempre fatto, girerò attorno a questioni e fatti storici con un pizzico di fantasia e di misurate esagerazioni. Chi vuol leggere o scrivere di storia in Valdarda, e non solo, ha sicuramente gli strumenti per farlo. Io conosco “amici” che lo fanno ottimamente sui “Quaderni della Valtolla” …solo per fare un esempio. Io resto in attesa di una valorizzazione in senso lato, della DE.CO di Lugagnano, perché le ciambelline sono buone e meritano maggiore visibilità. Perché uno degli obiettivi del Brigante è, e resta, quello di parlare e far parlare della nostra magnifica comunità. Grazie per il suo commento. Cordialità. Brigante della Valtolla

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