Luomo-nero-250x250di Brigante della valtolla

Chi, avendo qualche anno sulle spalle non ricorda un gioco che cominciava con questa esclamazione minacciosa: “Chi ha paura dell’uomo nero?” gridata dal bambino che “stava sotto” e che dava il via a una corsa folle degli altri bambini, i quali, urlando: “Nessuno!!”, dovevano raggiungere e toccare un muro di salvataggio senza farsi prendere. La frase gridata conteneva la parola “paura” e l’espressione ”l’uomo nero” che oggi potrebbe essere equivocata, ma che allora non aveva nessuna connotazione razziale, e si limitava a concentrare tutti i terrori infantili: dal lupo all’orco, dalla strega ai folletti. Ci si prendeva gioco della paura, deliziandosi del batticuore per la corsa alla “tana”. Ma la paura è una cosa seria, e per i bambini le è ancora di più. La paura esiste e nasce nella notte dei tempi fin da quando l’uomo abitava in buie caverne. È dunque un sentimento che va affrontato seriamente, delicatamente e rispettato a qualsiasi età della vita.

Gossolengo-Stemma
lo stemma del comune di Gossolengo con l’elefante punico

Ma la domanda è: da dove viene questa paura dell’uomo nero? E chi impersonava questo losco figuro?

Mah! Potrei essere io con la mia maschera nera a creare terrore ma non credo. Credo piuttosto che molte paure siano create ad arte: oggi è facile pensare agli immigrati del nord Africa e alle malattie che possono portare; qualche ventennio fa si poteva pensare ai fascisti che con la loro camicia nera incutevano il terrore (come se quelli con le camicie rosse fossero tanto diversi…). Qualche secolo fa, la paura dell’uomo nero poteva essere associata ai mori, (i turchi) che invasero buona parte dell’Europa e terrorizzarono le città costiere del Mediteraneo. Ma io penso che da noi, nella nostra Valtolla, la prima grande paura si manifestò nella primavera del 217 a.C., quando tra le nostre montagne incolte e boscose, abitate solo da pochi persone raggruppate in tribù (spesso nomadi) Celto-Liguri, all’improvviso comparve una colonna di soldati in gran parte dalla pelle scura, quasi nera, che risalivano la valle, con una trentina di mastodontici animali (elefanti), mai visti prima. Immaginiamo lo stupore e il terrore di questi abitanti che dall’alto dei monti osservavano questa inconsueta scena. Potrebbe sembrare uno scenario di fantascienza, da fumetto o cartone animato e invece si trattava di un fatto del tutto verosimile, perché l’inverno precedente il generale cartaginese Annibale aveva combattuto e vinto l’esercito romano in un’epica battaglia sul Trebbia e si apprestava a tornare sulla costa tirrenica per dirigersi verso il lago Trasimeno e Roma per distruggerla.

Tantissimi sono gli indizi che testimoniano la presenza di Annibale nella nostra provincia e nell’Appennino tutto, basta leggere il libro “Annibale” di Paolo Rumiz.

La mia morale? Non bisogna aver paura dell’uomo nero, rosso, giallo o verde (tra qualche decennio potrebbe anche essere che quelli di Marte decidano di venirci a trovare …per mettere un po’ le cose a posto) perché l’uomo nero è dentro di noi. Solo noi riusciremo a vincerlo perché non può esistere amore, pace e felicità se regnano le paure dentro di noi.

A colui che ci chiede “Chi ha paura dell’uomo nero?” rispondiamo sicuri “Io proprio no!”.

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Un pensiero riguardo “Chi ha paura dell’uomo nero?

  1. mi piace l’articolo fino quasi alla fine, poi, (mi sembra) un pò si inceppa, preferisco l’originale, è meglio che “nessuno” debba avere paura dell’omino nero, anzi che rispondere come da articolo: “io proprio no”…. siamo tutti coinvolti e da soli siamo soli o no? poi, magari spiega meglio… che bei ricordi comunque, avevo anche il pomeriggio alle elementari e spesso mi sfogavo nell’ora di pausa che quando tornavamo in classe ero sempre rosso come un peperone e naturalmente ero visto strano da altri (classi da 30 alunni circa), specie dalla prof ahahhahah, questo gioco (omino nero), nascondino, lupo mangia-frutta, palla qualsiasi in movimento, bandiera, salto alla corda, chi vuol giocare alla minchiata che si vuole metta il dito qui sotto e chi più ne ha pi ne metta wowwww

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