Strade antiche e cose del genere…

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore).

PUBBLICATO CON FOTO SULLA PAGINA FB DEL BLOG IL 25.08.19

Le strade antiche, in particolare quelle medievali come la Via Francigena, erano generalmente costituite da un fascio di percorsi (taluni erano praticamente delle semplici tracce) che convergevano in determinati punti territoriali costituiti da città o istituzioni religiose importanti.
Nel territorio piacentino ne eravamo davvvero ricchi e tutto il mondo occidentale che desiderava recarsi sulla tomba di San Pietro passava dalle nostre parti transitando per Bobbio, Piacenza, Fiorenzuola d’Arda, Castell’Arquato e Tolla.
Questo si è ripetuto per oltre 800 anni, otto secoli abbondanti, nel corso dei quali i pellegrini provenienti dal nord Europa, dopo aver attraversato la Pianura Padana, si apprestavano a valicavare l’Appennino per superarlo in direzione centro Italia.
In massima parte lo facevano dal Monte Bardone (Passo della Cisa), altri dal Borgallo, dal Bratello e dal Pelizzone per raggiungere dapprima Pontremoli e proseguire verso Roma.

LE DUE ALTERNATIVE DEL PIACENTINO
La Via degli Abati, che da Pavia raggiungeva Bobbio e poi Pontremoli era anch’essa, in realtà, un fascio di Vie (e sentieri) che raggiungevano Bardi, Borgotaro e infine Pontremoli per ricollegarsi alla Via Francigena “di Sigerico”, la principale; un fascio di Vie che interagivano anche con la “variante” della Via Francigena della Val d’Arda, definita “Via dei Monasteri Regi”.
Entrambe queste due varianti, dopo Bardi, raggiungevano Pontremoli con percorsi uguali o molto prossimi. La Via degli Abati, tra i suoi “fasci” sentieristici da Bobbio contemplava, tra gli altri, il Monte Lama oppure Montereggio, ovvero Groppallo, quasi sempre Linguadá, spesso Boccolo dei Tassi, sempre Bardi e così via…

LA VARIANTE DELLA VAL D’ARDA
La variante valdardese, proprio perché riproduceva un percorso che dal monastero di Fiorenzuola d’Arda raggiungeva quelli di Tolla e poi Gravago, “protetti” dai reali Longobardi e poi da quelli Franchi, venne definita “Via dei Monasteri Regi” e, generalmente a Fiorenzuola d’Arda, lasciando il tradizionale percorso Romeo della Via Emilia, risaliva la valle dell’Arda fino a raggiungere Tolla, il Passo del Pelizzone, Bardi (Gravago) e Pontremoli, per innestarsi nuovamente nel percorso francigeno “di Sigerico” fino a Roma.
Ma anche in questa variante vi potevano essere “fasci” di percorso diversi per raggiungere prima Castell’Arquato, poi Tolla e il Passo del Pelizzone. Le deviazioni possibili che puntavano verso sud, verso i valichi dell’Appennino, forse erano a Fontana Fredda-Fonteclos, Vigolo Marchese, Bacedasco… forse a Macinesso e chissà cos’altro ancora.

PER ORA DUE SONO I PERCORSI…
Ora di tali fasci di percorsi francieni piacentini ne sono “agevolmente” percorribili due: l’uno da Bobbio, la Via degli Abati, che raggiunge Bardi e poi Pontremoli, l’altro che da Piacenza raggiunge Fiorenzuola d’Arda e Fidenza e transita al Passo della Cisa.

E INTANTO SULLA VIA DEI MONASTERI SUCCEDE…
La Via dei Monasteri per ora è una via escursionistica, solo in parte segnalata e da ridefinire… ma intanto domenica 8 settembre si percorre il tratto da Castell’Arquato a Lugagnano, via Monte Giogo per circa 7,5 km…(tutti sono invitati-vedi locandina sotto riportata).

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