Cerco casa a due passi da casa…

CERCO CASA A DUE PASSI DA CASA…

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)

PREMESSA

Aumentano le famiglie che ritornano a preferire una vacanza a due passi da casa (covid docet), possibilmente nelle zone alto collinari e appenniniche, preferibilmente in una “casetta” indipendente con un piccolo pezzo di area cortilizia.

Dopo un periodo di relativo declino, in tutto il nostro Appennino sembra ri-tornare l’interessare per le case in affitto (o in acquisto per ristrutturarle e abitarle in maniera… forse permanente, se le condizioni di lavoro e infrastrutturali lo permettono).

È sicuramente l’affitto “a lungo termine” a essere tornato di moda, con richieste crescenti.

LA CASA A DUE PASSI DA CASA

Sembra sia tornata l’epoca dei “villeggianti”, tanto in voga tra gli anni sessanta/settanta, quando era consuetudine trascorrere le vacanze in campagna e collina per l’intera estate.

Chiaramente le abitudini del “villeggiante 2.0” sono cambiate, complici anche i mezzi di trasporto individuali e le mutate esigenze sociali, per cui si ricerca una seconda casa da poter raggiungere facilmente e in breve tempo per trascorrervi tutti i fine settimana e la parte centrale dell’estate.

In pratica tante famiglie (pensionati ma anche giovani con bambini) vorrebbero poter disporre di tale opportunità per i week end già a partire da Pasqua e fino all’autunno inoltrato.

Una sistemazione vacanziera da raggiungere entro un’ora circa dall’abituale residenza.

Si può affermare che sia in atto una controtendenza rispetto ai tempi più recenti?

Si tratterà  di scelta “effimera” o di un cambio di prospettiva sociale e culturale di lungo periodo?

È presto per dirlo.

Di sicuro, per fare un esempio, in Valtellina, in poche settimane, l’85% delle disponibilità di case in affitto e sistemazioni in B&B si è esaurita (fonte: Corriere della Sera).

Certo quella è una zona con forte vocazione e organizzazione turistica invernale e estiva, ma il dato è significativo.

Per il nostro Appennino (pedecollina compresa) le cose sono parecchio diverse.

Le zone maggiormente collaudate a questa tipologia di turismo sono l’alta Valle del Trebbia, Groppallo e Ferriere, perché le condizioni sono più favorevoli che altrove (campeggi, aree camper, tante seconde case, parecchi B&B, qualche albergo, montagne incredibilmente belle e accessibili, il magnifico fiume Trebbia, l’Aveto, ecc…).

Seconde case e B&B sono anche disponibili in Val d’Arda che però è carente in campeggi, aree camper, alberghi e non ha un fiume balneabile come lo è “la Trebbia”, ecc…

In tale contesto la zona del crinale appenninico di Morfasso presenta aree di notevole pregio ambientale come il Parco del Monte Moria, la Rocca dei Casali, Santa Franca e i monti Lama e Menegosa con due laghetti naturali facilmente raggiungibili.

L’intera area collinare tra Castell’Arquato, Lugagnano e Vernasca offre invece un territorio caratterizzato da un’ottima vitivinicoltura, con tante aziende accoglienti, e interessanti aree di pregio geologico con borghi storici e archeologici di grande impatto.

VILLEGGIANTI 2.0?

Perché sembra sia tornata in auge la villeggiatura a due passi da casa?

Due sono essenzialmente le motivazioni che sembrano prevalere, strettamente correlati di loro.

Il fatto che in meno di un’ora d’auto dalle abituali residenze ci si possa ritrovare fuori dal proprio ambiente quotidiano, in ambienti decisamente rilassanti e meno inquinati.

Una sorta di psicosi, abbastanza evidente, per prepararsi a gestire meglio una eventuale seconda ondata pandemica che gli esperti annunciano un giorno sì e pure l’altro per l’autunno.

Sono queste le principali motivazioni (non le uniche!) che, in questo inizio di “fase due”, spingono tante persone a cercare una valvola di sfogo in Appennino e in collina.

Ma il villeggiante 2.0 non si accontenterà di percorrere sentieri e alti crinali, pretenderà e cercherà servizi, divertimento anche serale, luoghi aggregazione, eventi culturali e sportivi, infrastrutturazione telematica, buona cucina…

Saranno in grado i comuni di offrire il modello “villaggio-vacanza”, nel rispetto delle regole del distanziamento?

INFINE…

La campagna e L’Appennino panacea di tutti i mali di questa società ipertecnologica e consumistica all’eccesso?

Necessità di recuperare quei valori genuini che abbiamo lasciato troppo in fretta alle nostre spalle?

Nuova coscienza più attenta ai temi della salute in generale (e dunque più sensibile ai temi ambientali)?

Chissà…

Chissà se l’uomo avrà capito che forse è proprio questa la strada giusta, anche senza “mostri” che si aggirano per il pianeta a seminar morte…

Ps: il governo ha annunciato un voucher vacanze (da vedere come sarà strutturato) per favorire la ripresa del settore turistico nell’Italia del dopo Covid… perché non utilizzarlo nella nostra bella provincia?

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