L’ozio sui monti della Val d’Arda tra due fette di salame e un rus…

L’OZIO SUI MONTI DELLA VAL D’ARDA TRA DUE FETTE DI SALAME E UN RUS…

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)

Il 18 di maggio 2020, ieri, ci hanno concesso una specie di “tana libera tutti”… o quasi.

Solo alla fine di febbraio u.s. nessuno avrebbe immaginato che il nostro Paese sarebbe stato bloccato per oltre due mesi, eppure è successo.

Ecco siamo ancora, più o meno, a questo punto, ma nel frattempo sono successe cose incredibili e dolorose.

Siamo alla conclusione di una stagione primaverile da dimenticare, o meglio da ricordare per prestare maggiore attenzione al nostro mondo che è sempre più malato, ma non è di questo che voglio parlare.

LA STAGIONE PIÙ BELLA

La stagione più bella, quella che piace a tanti di noi, che meglio si concilia con la nostra voglia di “fuga” ci riserva ancora un bel mese, sempre con la prudenza del caso.

Sono pronto (sono in pensione) alla fuga dal rumore che sta riprendendo nel piano.

Ho già iniziato a vagare senza meta verso il sud della provincia alla ricerca dell’ozio, del colore, del gusto, dei sentieri da percorrere in lentezza, dei panorami da ammirare, contemplare e fotografare.

Mi dirigo verso la collina e l’Appennino che mi piace, dove mi attendono boschi freschi, acqua buona, fiori, frutti selvatici e, se siamo fortunati, funghi…

La nostra  montagna e le nostre alte colline piacentine sono belle sempre, ma lo sono in maniera speciale in primavera, estate e autunno; qui si sta bene quando altrove si “boccheggia”, quando i giorni sono lunghi e le notti brevi.

Sui monti è bello anche oziare, rallentare, riposare e rendersi  conto che l’aroma di una fetta di salame piacentino, tra il profumo essenziale delle piante in fiore, produce una “chimica diversa”, conosciuta solo da chi pratica questi esercizi appena accennati, lentamente e senza fretta.

Ma è dopo aver trascorso il mattino, andando per boschi e radure, aspettando il rintocco della campana del mezzogiorno che si espande in ogni angolo della Val d’Arda che prefiguro l’agognato ozio del pomeriggio per leggere un quotidiano, un libro, ascoltando musica, chiacchierando e giocando a briscola, tra una fetta di salame e un rus.

Mi rifugio a Vezzolacca dove tutto è più facile: c’è una grande boscaglia di oltre 600 ettari, in questa stagione lussureggiante di faggi, castagni e roverelle, percorsa da storici sentieri tracciati dal CAI di Piacenza, ci sono tante seconde case che si animano di famiglie con bambini, stradine che penetrano nella profondità del bosco, dove non ci si perde mai; e c’è l’ostello dove Ivan prepara pizza super buona e spaghetti da volar via, da consumare in un ampio terrazzo o nel proprio giardino … con un buon bicchiere di gutturnio frizzante.

Le info sui sentieri di Vezzolacca da percorrere a piedi e in MTB le trovate, con tempi di percorrenza, tracce GPS e le cartine scaricabili, sul sito internet della proloco locale (clicca qui!)

Attraverso la APP  VieW Ranger (per Android e per IOS) è possibile scaricare la mappa dei sentieri della media e alta Val d’Arda del Cai di Piacenza, edizione aggiornata, al costo di € 4,99. La mappa è interattiva (la mappa cartacea del Cai si trova anche nelle edicole e in libreria).

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(Rivisitando un articolo del blog del 17-06-2016)

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(scaricata da vezzolacca.it)

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