San Genesio di Lugagnano, uno speciale “revival bizantino”…

SAN GENESIO DI LUGAGNANO, UNO SPECIALE “REVIVAL BIZANTINO”

(sergio efosi valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)

IN COLLABORAZIONE…

Un ringraziamento speciale all’amica Claudia Previdi che mi ha fornito tutto il materiale documentario (una dispensa di Mons. Domenico Ponzini) e fotografico per redigere questo articolo.

LE VICENDE DELLA CHIESA…

Nella piccola e collinare frazione di Lugagnano Val d’Arda, tra le valli del Chero e del Chiavenna, c’è una piccola e originale chiesa dedicata a San Genesio, martire di Roma.

Una chiesa in mattoni rossi dalla forma di un “revival bizantino”.

Le vicende di tale chiesa vengono da lontano, pare dal secolo XVI, quando poco distante da quella attuale costruzione esisteva un oratorio dipendente dalla chiesa di Antognano, a sua volta molto più antica.

Tale oratorio, tuttavia, subì alterne vicende, al punto tale che dopo soli 30 anni circa dalla sua edificazione si presentava già “indecente”.

Passarono gli anni e l’oratorio, come testimoniano atti conservati nell’archivio diocesano di Piacenza, tornò ad essere “decente” e dunque autorizzato ad ospitare funzioni religiose; il parroco di Antognano “venne incaricato” di celebrarvi le S.Messe e, con solennità,  la festa dedicata a San Genesio il 25 agosto di ogni anno.

Celebrazione, quest’ultima che attirava, già ai tempi, tanti fedeli e pellegrini…

Tuttavia quel vecchio oratorio non esiste più e nel paese, al suo posto, è stata edificata la chiesa attuale, quella con la forma in stile “revival romanico-bizantino”; un edificio sacro dalle forme originali.

Identificare il luogo esatto dove sorgeva il vecchio oratorio non è affatto agevole poiché, nel frattempo, il paesaggio è mutato parecchio anche per la presenza, negli anni 30 del secolo scorso, di una cava che estraeva pietre per la locale cementiera.

In tale contesto e in seguito a questa mutazione della “geografia del luogo”, venne creato uno spiazzo dov’è stata elevata la chiesa attuale.

Chiesa che da qualche anno non è agibile e che costringe gli abitanti del luogo a celebrare la festa di San Genesio all’esterno dell’edificio medesimo.

Sarebbe un vero delitto lasciar degradare ulteriormente tale chiesa che invece meriterebbe di ricevere un forte intervento di ristrutturazione per una sua “splendente rinascita”.

PILLOLE DI STORIA DELLA CHIESA*

Sul poggio roccioso della Gattona, sorgeva l’oratorio risalente al IX secolo di cui non rimane più alcuna traccia. L’attuale costruzione è invece stata realizzata nella prima metà del XX secolo in uno stile che riprende un revival romanico-bizantino.

La chiesa di San Genesio sorge isolata al di sopra di un promontorio, realizzata in mattoni a vista, presenta una facciata a capanna. Al centro si apre un unico portale rettangolare e un rosone circolare. La pianta della chiesa è a croce greca con campata centrale coperta da volta a vele su tiburio ottagonale finestrato. Il presbiterio è rialzato di un gradino in marmo rosa, sul piano della chiesa.

*ripreso da: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it

SAN GENESIO MARTIRE DI ROMA

Quando l’imperatore Diocleziano venne a Roma, fu accolto con la più grande magnificenza. Fra le feste, si diedero pure delle rappresentazioni teatrali, in sua presenza. Uno dei comici principali, Genesio, volle mettere in burla le cerimonie del Battesimo dei Cristiani. Era sicuro di far ridere gli spettatori. Postosi dunque a letto sul palcoscenico si finse ammalato e si cominciò un dialogo che dapprima venne accolto come una burla nei confronti dei Cristiani, ma poi terminò con vere lodi al Signore, facendo trasecolare tutti gli spettatori e lo stesso imperatore che lo fece flagellare e consegnare al prefetto Plauziano. Genesio disteso sul cavalletto per le torture ebbe rotte le costole e da ultimo fu decapitato. In queste sofferenze il martire andava ripetendo: “Non vi è altro Dio all’infuori di quello che io ebbi la fortuna di conoscere. Io non adoro né servo altro che a lui: a lui solo starò sempre unito, dovessi anche soffrire mille morti”. (dal web: santiebeati.it)

Sito web: http://www.santiebeati.it/dettaglio/67650

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