Val d’Arda, Appennino e paesaggi dell’inverno

VAL D’ARDA, APPENNINO E PAESAGGI DELL’INVERNO

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)

Crea disagio, dalle nostre parti non siamo abituati e neppure molto attrezzati per farvi fronte, di sicuro lo sanno fare meglio in talune zone alpine o nelle località sciistiche, ma la neve esercita sempre un certo fascino. 

“Guarda come nevica…che bella la neve” è una delle affermazioni più ricorrenti prima ancora di aver constatato che determina anche conseguenze ben più serie come lo sono l’isolamento e le difficoltà logistiche.

Ora nei nostri monti dietro casa, negli Appennini piacentini, di neve ce ne sarebbe abbastanza ma l’inverno è ancora lungo e allora cerchiamo di apprezzarne il lato più bello.

Lasciamo stare dunque, si fa per dire, i disagi e cerchiamo di cogliere qualche aspetto positivo delle recenti abbondanti nevicate che vadano oltre al beneficio che ne ricaveranno i campi e le falde acquifere. 

I paesaggi innevati delle nostre montagne assumono caratteristiche inusuali, con meno mistero perché il bianco illumina la terra anche laddove si genera ombra, riflettendo più luce, determinando un paesaggio che assume valenze diverse, come fosse stato improvvisamente modificato.

Con la neve ritrovo, per certi versi, le magnifiche rappresentazioni di taluni grandi pittori a cominciare da Bruegel il Vecchio e dal nostro Stefano Bruzzi, senza dimenticare certi vedutisti e gli impressionisti.

Con la neve poi ritrovo un ambiente e un paesaggio da rispettare e conservare per tutti noi, e per i nostri figli e nipoti, perché questa è la nostra unica vera e insostituibile fabbrica di ossigeno e dunque la vita per tutti (discorso che esula dalla stagionalità).

Nelle parti più interne degli Appennini, e con maggiore altitudine, sono abituati a convivere con inverni innevati ma per ora, a parte qualche comune, siamo in presenza di scarsissime strutture di accoglienza e infrastrutture per praticare l’escursionismo invernale. Ancora si ritiene questa tipologia turistica poco meritoria di attenzioni per cui si pensa, e questo è ovviamente più che giusto, a liberare le strade ma non a realizzare piste escursionistiche per l’inverno innevato. È pur vero che esiste la ciaspola ma questa, piaccia o no, è più adatta allo sportivo o all’escursionista esperto che va oltre i sentieri. Sto invece parlando di anelli escursionistici con neve rullata da piccoli gatti delle nevi e con mezzi più rudimentali per percorrenze lunghe diverse decine di km, dove trascorrere anche con la famiglia una piacevole passeggiata in sicurezza terminandola, possibilmente, davanti a un fumante piatto di anolini.

Utopia? Per ora di sicuro ma si guardi ad esempi realizzati in altre regioni del Paese e nel nord Europa.

Quando si parla di attività sulla neve viene subito in mente lo sci alpino con piste da realizzare a suon di milioni, spesso sacrificando quote di ambienti bellissimi e incontaminati e cose del genere.

Tuttavia anche con con poca neve e pochissimi investimenti si possono anche fare cose meno costose e soprattutto meno impattanti sull’ambiente. Nel versante piacentino questo sarebbe possibile quasi ovunque.

Di certo queste cose vanno gestite, pubblicizzate e nuovamente gestite… bene. Tra l’altro servirebbe gestire l’escursionismo anche nelle stagioni non innevate per aumentarne la fruibilità da parte delle famiglie.

Da un anno, da quando è esploso il COVID, a parole si pontifica sul cosiddetto “turismo di prossimità” ma in realtà non si fa nulla o quasi per renderlo davvero più fruibile. Ci si limita a segnalare un sentiero, un luogo ma non si va oltre (con qualche positiva eccezione). Francamente poco, per non dire niente.

Eppure nel nostro territorio sono operative anche un discreto numero di giovani guide escursionistiche e ambientali che potrebbero partecipare a un “progetto”, solo se questo si manifestasse.

Quale iniziativa pubblica, per ora, sta sostenendo tali guide per lanciare la start-up “Escursionismo a Piacenza”? Notizie non pervenute.

Eppure le esperienze ci sono, io ne conosco una valdardese (ma ci sono anche in altre vallate e a Piacenza): Esploratori Val d’Arda-EVA, tre donne imprenditrici che hanno inventato i sabati del benessere riscontrando un crescente successo, condiviso, in sole poche uscite autunnali, da oltre 200 escursionisti entusiasti, tra i quali tante famiglie con un sacco di bambini al seguito.

E allora?

Per ora la neve la percepiamola “bella ma disagevole”, se possiamo organizziamoci per raggiungere gli Appennini più belli, fotografiamo i paesaggi innevati, facciamo qualche escursione ciaspolante e via…

Un po’ limitativo non trovate?

Bye bye turismo!

created by dji camera, edit sergio efosi valtolla

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