Val d’Arda, rilevati i laghi naturali…

Val d’Arda, rilevati i laghi naturali… (di Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)

da sinistra: sergio, Fausto, Franco e Furio

Il giro dei laghi naturali dell’alta Val d’Arda-Valtolla, il piccolo giro escursionistico adatto anche alle famiglie, è stato rilevato e geo-localizzato *. (vedi il tracciato clicca qui!).

Presto sarà anche compiutamente indicato con segnalazioni bianche e rosse (tipo CAI). La partenza e l’arrivo dell’escursione è fissata nel piazzale del bar ristorante pizzeria “Ca del Bosco” a Rusteghini di Morfasso; nel contesto dell’escursione si transita anche accanto ad altre due piccole superfici d’acqua dette “dal Suclà”.

Lago del Gallo autunnale (foto sergio efosi valtolla)

Il Lago del Gallo, il principale, è un piccolo lago naturale ai piedi del Monte Cravola e prossimo al massiccio del Lama; e nelle sue vicinanze, appena un po’ più in alto, si trova il più piccolo Lago del Rudo. Siamo in un contesto ambientale di grande impatto paesaggistico, nel bel mezzo di montagne residuali delle ere glaciali antiche dove non sono rare le torbiere, i diaspri rossi, le ofioliti verdastre e le antiche, rarissime, falesie calcaree della Rocca dei Casali (praticamente sono le uniche nell’intero Appennino emiliano occidentale). Siamo, per dirla in breve, in una zona di grande interesse geo-naturalistico dove può capitare di essere osservati dall’alto … dal Falco Pellegrino e dall’Aquila Reale.

I laghetti sono stati originati dalle “morene” formate dai movimenti dell’antico ghiacciaio che scendeva dal sovrastante Monte Lama.

Lo si intuisce abbastanza agevolmente osservando le sponde a valle dei laghetti medesimi.

Quello del Gallo, in particolare, è formato da una “collinetta” di contenimento composta da residui rocciosi e terra, ampiamente ricoperta da bosco, disposta come un anfiteatro… (questo lo si evidenza anche per il Lago del Rudo).

L’immissario dei laghetti è costituito da due differenti piccoli corsi d’acqua che scendono dal Cravola. L’emissario di quello del Rudo non sono in grado di individuarlo (forse è sottterraneo) mentre quello del Gallo è, in parte, prossimo allo stesso immissario…ma solo in parte.

Foto di Gianfranco Cinelli
worldofreptile.com

Gli esperti naturalisti (vedi le schede di Natura 2000) parlano di presenze anfibie accertate del tritone alpestre appenninico, della rana agilee della Rana di Lessona.

L’Altitudine è tra 880 e 950 metri, la superfice del Gallo è di circa 1500 mq., quella del Rudo di circa 800 mq.

La via di accesso più facile è quella attraverso Ca’ del Bosco di Rusteghini. L’anello escursionistico rilevato che consente di transitare (quasi sempre) nei sentieri del bosco è di circa 4 km, agevoli da percorrere.

La mia preferenza va alle visite autunnali (clicca qui!) che, in un contesto di foliage da invidia, riserva scenari spettacolari; oppure primavera inoltrata quando vi sono le fioriture straordinarie dell’Appennino.

In inverno questo è il regno del silenzio, della brina, della misteriosa bruma e del candore della neve…

*il lavoro di geolocalizzazione GPS è stato effettuato da Furio, l’attività di pulizia e di segnalazione da Fausto, Franco, Furio e dal sottoscritto.

LAGO DEL RUDO (foto sergio efosi valtolla)
escursione invernale ai laghi dell’alta valdarda-valtolla (foto sergio efosi valtolla)

Il laghetto del suclà (foto sergio efosi valtolla)

Lago del Gallo (foto sergio efosi valtolla)

 

 

Il giro soffice del Lago del Gallo tra …

Scritto da Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore

Il giro soffice del Lago del Gallo tra …pisarei e fasö e gutturnio (foto articolo).

Il “massiccio” del Lama, o se preferite la parte più alta della valle del Torrente Arda che nasce dal colle del Castellaccio, a poche centinaia di metri dalla vetta del sovrastante  e citato Lama,  ospita alcune meraviglie naturali in parte sconosciute al crescente numero di nuovi escursionisti che percorrono i sentieri morfassini.

Tra queste sicuramente vi rientrano i due laghetti naturali del Gallo e del Rudo di cui ho parlato nel precedente post https://valtolla.com/2018/10/29/i-laghi-naturali-della-val-darda-questi-sconosciuti/

Protetti dalla boscaglia, mete di gite locali fino alla fine degli anni settanta, sono stati quasi del tutto “dimenticati”.

Carina non cadere…
Rosanna, attenta al ramo…

Percorrere, o meglio ripercorre, questi sentieri con la neve non mi era ancora capitato e così, per festeggiare l’ultimo giorno della merla del 2019, con Rosanna, Carina, Furio e Pinuccio, ci ho provato.

Pensavamo fosse necessario indossare le ciaspole e invece no, pensavamo di dover superare chissà quali difficoltà e invece ne è nata una gran bella escursione sulla neve fresca, caduta lieve nella notte precedente.

Abbiamo lasciato l’auto nel piazzale della trattoria-pizzeria Ca’ del Bosco a Rusteghini, seguito per un km circa la strada che conduce a Teruzzi e poi siamo entrati nel bosco.

Lago del Gallo
Lago del Rudo

La neve si è rivelata subito soffice, parecchio “volatile”, piacevole al tatto e al contatto e soprattutto tanto “asciutta” da non richiedere ciaspole ma solamente ghette per tener asciutte le caviglie.

Il silenzio della natura era solo interrotto dal richiamo lieve della fauna volatile e dallo scorrere dei ruscelli non ancora ghiacciati. Avanzavamo tra rami carichi di neve, orme di caprioli e cinghiali mentre quella quiete ci coinvolgeva sempre più.

E solo alla vista del lago la meraviglia che ormai allignava in noi è esplosa in gioia, per quello spettacolo bianco e tranquillo che pur ci aspettavamo.

Allora sosta, breve, per sorseggiar un caffè caldo, scattar ancora qualche foto e avviarci al ritorno lento, con passi brevi, contemplando la neve prima del pranzo da Marisa & family a Ca’ del Bosco a base di pisarei e fasö, accompagnati da Gutturnio frizzante di Travazzano.

Ps: Furio ha rilevato la traccia di questa escursione visibile con “Relive” al link allegato con altrte foto https://www.relive.cc/view/g29745309404

 

 

Carina e Rosanna
Furio e Pinuccio…battistrada.
Aspetta…regolo la macchina…
guarda questa…
Un piatto di pisarei e…
sosta caffè.

Il gruppo…

Giro dei laghi della Valtolla: diecimila passi per star bene…

Scritto da Sergio efosi Valtolla, fotoamatore, blogger, escursionista e narratore.

Diceva Tiziano Terzani che il fascino dei fiumi è forse in quel continuo passare rimanendo immutati, in quell’andare restando, in quel loro essere una sorta di rappresentazione fisica della storia…

Questo vale per ogni corso d’acqua naturale, dal torrente al torrentello, laghi compresi.

L’acqua in queste condizioni di natura ha sempre esercitato in me un certo fascino, i corsi d’acqua e i laghetti dell’Appennino in maniera particolare.

In Alta Val d’Arda vi sono due laghetti naturali, di cui ho parlato in “I LAGHI NATURALI DELLA VALDARDA” (clicca sul link) e altri creati dall’uomo, non meno belli.

Tutti piazzati nel bosco, quello che si estende tra Sperongia e il Monte Lama.

Tutti nel bacino dell’Arda, il torrente che alimenta il lago di Mignano, la più grande, famosa e “utile” delle riserve d’acqua piacentine.

Tornando ai laghetti dell’alta Valdarda, l’antica Valtolla, posso affermare che, come capita spesso, questi luoghi sono conosciuti prevalentemente dai locali e dagli escursionisti che percorrono che frequentano queste loclaità.

Si tratta di laghetti non segnalati, con sentieri per raggiungerli non esposti e spesso pure un po’ maltrattati. In ogni caso non si tratta di sentieri migliori o peggiori di altri; sono semplicemente percorsi carrabili montani utilizzati anche dai boscaioli che svolgono il loro lavoro.

Con gli amici escursionisti Furio, Franco e Fausto siamo stati recentemente a perlustrare l’intera zona e, rintracciati i laghetti naturali del Gallo e del Rudo, abbiamo penetrato il bosco per rintracciare anche le altre piccole superfici lacustri presenti, create tanto tempo fa dall’uomo per usi agrari.

Sono occorsi quasi diecimila passi, realmente 9887, per disegnare un percorso ideale che ci consentisse di raggiungerli in successione tutti (con la sola esclusione di quello dei Lupi, più spostato verso il Passo del Pelizzone).

Uno, il “Làgu ad Peppù d’Pirõn”(1), lo abbiamo individuato in prossimità della strada e un secondo a ridosso dell’Arda, piccolo, nascosto tra grossi massi e bosco, detto “Làgu dar Suclà” (2).

E frequentando questa porzione di valle, più bassa rispetto alla zona a ridosso di Teruzzi (Groppo di Gora, Castellaccio, Lama e Menegora), mi sono anche reso conto che l’autunno, l’inverno e l’inizio della primavera sono sicuramente le stagioni ideali per passare qualche ora lieta in questi luoghi, quando i laghetti sono visibili nel loro splendore, i boschi facilmente percorribili e la natura si presenta nelle sue forme migliori…all’ombra del monte Cravola.

Il percorso ideale, per visitare tutti i laghetti menzionati, parte dalla trattoria-bar-pizzeria Ca’ del Bosco di Rusteghini e si estende per circa 6 km compiendo un anello che termina ancora al punto di partenza.

E alla trattoria un risotto o una frittata con i funghi di stagione, un piatto di salumi piacentini, una porzione di buone patate, un pizza cotta nel forno a legna, un buon bicchiere di rosso, una bevanda calda o fresca…non mancano mai.

(1)(2):i toponimi e le relative notizie sono da verificare.

I laghi naturali della Val d’Arda, questi sconosciuti…

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LAGO DEL GALLO, VISTA PARZIALE

Scritto da Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, blogger, escursionista e narratore.
Per parecchi di noi parlar di laghi in Val d’Arda, significa associare il termine a Mignano e al suo grande lago artificiale.
Invece, con questo breve articolo, vorrei parlare di quelli molto più piccoli, naturali, che si trovano girando per la boscaglia dell’alta valle…ma andiamo con ordine.

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IN PIEDI DA DESTRA: PINUCCIO, FAUSTO, PATRICK, FURIO, IO… SEDUTE DA DESTRA: MARIA LUISA, ANNA, ROSANNA, CARINA, SYLVIE.

Brevi notizie prima di entrar nel bosco…
La zona di cui parlo è compresa per intero nel comune di Morfasso, nella primaria valle dove nasce l’Arda, tra Passo del Pelizzone, Teruzzi e Rusteghini.
I laghi (quelli prevalenti) in questione sono tre: Lago del Gallo, Lago del Rudo e Lago dei Lupi; piccoli ma molto…molto antichi, generati verosimilmente i primi due, dal gran “movimento” geologico dei ghiacciai antichi del Lama che ha creato questi sbarramenti morenici in terre ricche di torbiere, zone “molli”, boscaglia, ofiolite e diaspro rosso.
Il Lago del Gallo, in particolare, vale anche per quello del Rudo, è di grande importanza naturale, è sempre pieno d’acqua, non ha alcun emissario superficiale, ospita il tritone alpestre-appenninico e diverse colonie di rane marroni e verdi.
Poco di più potrei dire a proposito del vicino Lago del Rudo, altrettanto suggestivo e con la medesima origine antica. Il toponimo con il quale è identificato “Rudo” forse ha un significo originale che non conosco.
Il Lago dei Lupi (alimentato dalle buonissima acqua “minerale” della vicina “fonte dei Lupi”) si trova a quote maggiori, poco distante dal Passo del Pelizzone e da Casali di Morfasso, conserva una piccola fioritura di ninfee estive. La sua forma rasenta quella di un grande cuore.
Si tratta di laghi piccoli e poco profondi, immersi nella boscaglia.

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LAGO DEL RUDO…

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LAGO DEL GALLO

Alla ricerca dei laghetti del Rudo e del Gallo…
Se non si conoscono bene i luoghi è meglio non azzardar ricerche improvvisate, molto meglio farsi accompagnare. In ogni caso partendo dalla storica trattoria-pizzeria-bar “Ca’ del bosco” a Rusteghini, via Cogni 5 (comune di Morfasso) si sale a piedi fino I Massè (Masè) di Teruzzi. Si attraversa il piccolo abitato e si guada la giovane Arda, piegando subito a sinistra. La carraia è agevole e conduce in poco tempo al Lago del Rudo, interamente recintato dal filo spinato. Completamente avvolto nella boscaglia, si presenta con le sponde un po’ “disordinate”.
Poi si risale sul sentiero principale e si riprende il cammino, piegando a sinistra fino a scorgere, tra la boscaglia, una piccola pineta che affianca, in parte, il Lago del Gallo, magnifico, abbastanza grande, suggestivo e misterioso al tempo stesso.
Immancabilmente, raggiunto questo Lago, abbiamo fatto una sosta decisamente più lunga, una colazione dolce con torta, patrona e caffè.
In primavera e in autunno, il bosco e i laghi citati, riservano un gran bel colpo d’occhio, tra fioriture e un bel “foliage”.
E qui si fa una breve sosta, giusto il tempo per far “colazione” e per ascoltare la lettura di un brano del Vangelo di Maria Luisa…
Infine si riprende il sentiero fino a raggiungere la sottostante strada provinciale e quindi la trattoria-bar-pizzeria “Ca’ del Bosco“, dove i gestori sono accoglienti e dove si trova sempre la maniera di mangiare qualcosa di buono, sempre.
Di fatto le carraie percorse, tracciate per il lavoro dei contadini, costituiscono un vero, pur breve, anello escursionistico non segnalato che con calma, soste comprese, si percorre al massimo in circa due ore.

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2018-10-lago del gallo11-1IMG_3252-HDRCamminare fa bene al morale e …
In altre occasioni l’ho detto: vado spesso a girar per boschi e monti in solitaria ma non disdegno la buona compagnia.
Porto sempre la macchina fotografica, un cavalletto, qualche lente e un paio di filtri in vetro. Per girar nell’alto Appennino è meglio calzare scarpe da trekking e aver sempre a disposizione acqua, copricapo e impermeabile (adatto alla stagione).
Con gli amici che citerò abbiamo interessi comuni, camminiamo molto e terminiamo spesso la giornata con “i piedi sotto al tavolo”, una buona e consolidata abitudine.
I nostri favori enogastronomici li riserviamo alle “minestre” piacentine , dai pisarei e fasö agli anolini in brodo, passando per i tortelli ripieni con erbette, ortiche e ricotta.
Per il vino “navighiamo” a vista tra Gutturnio, Monterosso leggermente abboccato, Ortrugo e dintorni…
Per i secondi, quando non abbiamo esagerato con le minestre, prediligiamo tutto quello che potremmo definire “pulaia”, dall’arrosto al lesso con o senza ripieno. In pratica siamo molto legati alla tradizione rurale piacentina.

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2018-10-lago del gallo11-1IMG_3270I protagonisti del giro ai laghi del Gallo e del Rudo …
Furio (l’esperto dei sentieri, li conosce tutti, anche ben oltre la provincia). Fausto “il brigante”, sempre alla ricerca della dieta perduta. Franco, esperto di cartografia. Ornella, silenziosa e discreta, quasi timida. Pinuccio è un gran appassionato di fotografia. Carina è patita di ginnastica e movimento. Anna è una gran viaggiatrice. Rosanna è volonterosa e decisa.  Maria Luisa, alla prima sosta utile a sorpresa, ma con nostro gran piacere, legge un brano del Vangelo.
Poi ci sono io con la mania dello scatto fotografico; il mio motto è “fermi, la prima foto andava bene ma ne facciamo un’altra”.
Poi quando possono si aggregano tante altre amiche e amici, vicini e lontani ma tutti molto simpatici…

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LAGO DEL GALLO, LA SCHIARITA IMPREVISTA…

Piesse, giusto per non dimentare: in queste occasioni non disdegnamo mai due fette di salame, un bicchiere di vino, un caffè, una fetta di torta da consumarsi nel bosco seduti nella radura, accanto al lago, al dirupo…all’ombra di un faggio o riparati in un rifugio montano …perché camminando vien sete ma anche molta fame.

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LAGO DEL RUDO, VISTA PARZIALE

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LAGO DEL RUDO