Dopo un’esperienza così, quasi quasi…

(Questo post l’ho scritto a Roma il 9 maggio 2017, al termine del percorso francigeno appena terminato). 

Il breve tratto (8 tappe, 8 giorni, 160 km circa) di Via Francigena da Acquapendente fino a Roma mi ha insegnato, innanzitutto,  a conoscere meglio i miei limiti; e questo è già un bel risultato. 

Come sempre i primi giorni si percorrono con slancio, poi subentra il supplizio del mal di piedi  (per mia fortuna non le vesciche) e alla fine si ritrova il giusto equilibrio e l’entusiasmo per l’obiettivo raggiunto, ovvero aver percorso a piedi tanti km per poter pregate  sulla tomba dell’Apostolo Pietro, il primo Papa della cristianita.

Ora meditando sull’esperienza, e ragionando ancora a caldo, penso che avrei dovuto portarmi dietro meno bagaglio e magari un obiettivo fotografico in più.

Il primo pensiero che mi è  venuto stamani è quello ripreso nel titolo ” dopo un’esperienza così, quasi quasi…”… mi faccio un bis. Ma stavolta non trascurerò di coltivare la mia passione fotografica approfittando dell’estate.

Se la forza di volontà mi sosterrà mi allenerò percorrendo qualche tratto di cammino al sud, in solitaria, intanto che altri prendono il sole in spiaggia,  e poi vorrei provare a percorrrere un lungo  tratto di Via Francigena al nord.

Dove di preciso non lo so, ci sto pensando. 

Forse ancora in solitaria o con un compagno paziente, molto paziente perché chi scatta foto si ferma spesso, interrompe il ritmo del cammino e percorre la tappa con tempi molto dilatati.

Ho già provato a percorrere 20 km lenti, con soste fotografiche,  impiegando anche 7/7,5 ore, divertendomi parecchio e non stancandomi affatto. 

Ho il vizio di documentare e difficilmente rinuncio a fotografare un bel paesaggio, un centro storico, una chiesa, un oratorio o un campo di fiori a modo mio, senza pretese stilistiche; e poi rimetto lo zaino in spalla e proseguo il mio cammino. 

A Dio piacendo…

A Dio piacendo prima o poi riparto. 

Sergio Efosi, blogger e fotoamatore

Far festa in media e alta Valdarda da luglio a ottobre…

2016-09-10-medioevo-2-bisbis-0179fl_fotorCon questo articolo non intendo elencare tutte le feste e le manifestazioni che si effettueranno, tra luglio e ottobre di quest’anno, nella media e alta valdarda e dintorni ma solamente suggerirne e ricordarne qualcuna.

Diciamo che si tratta del mio personale gradimento e sono ben accetti suggerimenti e integrazioni da parte vostra. Continua a leggere “Far festa in media e alta Valdarda da luglio a ottobre…”

Le buone (?) notizie dalla Valdarda…

2016-12-monte moria autunno no-1IMG_0030-Modifica-2_Fotor copiaMolti abitanti della Valdarda, forse tutti, conoscono il Parco Provinciale del monte Moria, altrimenti definito Parco del Moria, per averlo almeno una volta frequentato per un pic nic, una festa agostana, una camminata escursioniastica, una scampagnata a cercar funghi o castagne…

È bene allora sapere che l’organismo gestore di tale “nostro” Parco scade (o è già scaduto) e nessuno ha ancora stabilito che fare per il dopo; nessun comune, nessun organismo amministrativo pubblico, che io sappia.  Continua a leggere “Le buone (?) notizie dalla Valdarda…”

Manca l’acqua, la crisi è grave in Valdarda e ovunque 

La continuità del servizio di erogazione dell’acqua è messa a dura prova dalla carenza di pioggia che nel nostro territorio ha registrato un calo incredibile, gli esperti parlano addirittura dell’80% in meno rispetto al 2016.
La situazione è dunque molto critica e occorrerebbe che le autorità locali prendessero serie iniziative (può essere che quando leggete il post che sarà pubblicato dal blog all’una di notte del 9 giugno si già in atto un qualche  provvedimento restrittivo…) per garantire l’approvviagionamento in tutte le case il più a lungo possibile, e a livelli accettabili in attesa che si superi la fase critica. Continua a leggere “Manca l’acqua, la crisi è grave in Valdarda e ovunque “

Il sindaco di Morfasso…valorizza il suo territorio

2017-04-14-sentieri -1IMG_7431Tra le tante iniziative per valorizzare il territorio, l’amministrazione comunale morfassina presieduta da Paolo Calestani non trascura il turismo e la cura del proprio territorio; non trascura di incoraggiare i volontari escursionisti locali e valdardesi impegnati sul fronte del miglioramento della fruibilità della vasta rete dei sentieri  locali che dal capoluogo risalgono verso i monti più belli del crinale, dal Lama al Menegosa, dalla Rocca dei Casali a Santa Franca, al Passo dei Guselli, ecc. Continua a leggere “Il sindaco di Morfasso…valorizza il suo territorio”

Amo il paesaggio della Valdarda

2017-02-24-magnano-1img_3007AMO IL PAESAGGIO DELLA MIA INFANZIA…
Quando penso al paesaggio della Valdarda, la valle-comprensorio dove sono nato e dove vivo, vedo per primi i vigneti, i vecchi alberi di ciliegio e i castagni del bosco di Santa Franca; se vado oltre vedo i campi colorati della stagione che li contiene, le lunghe file dei gelsi, i maestosi alberi isolati della quercia, del noce e infine ancora il bosco e le siepi di robinia a creare l’orizzonte, il sereno orizzonte dei ricordi. Continua a leggere “Amo il paesaggio della Valdarda”

Le strane lucertole del monte Giogo

Foto 04-08-12 22 21 15Le lucertole del monte Giogo non sono come le altre, sono rare e (forse) non vengono dal fondo dell’antico mare padano. Sono un’eredità del giurassico; si aggiravano per questi Appennini quando il golfo era il paradiso dei cetacei e dei pesci; e quando l’immensa distesa d’acqua si ritirò, e le balene rimasero nell’antico golfo senza più voglia di vivere, scoprirono quanto fosse bello stare dove una volta c’era il profondo del mare, quello sconvolto dalle alluvioni. Continua a leggere “Le strane lucertole del monte Giogo”

Cronache da Vetralla…(passando sulla Francigena)

2017-05-vetralla-1IMG_3887Domenica 7 maggio,  nel primo pomeriggio arriviamo a Vetralla, cittadina della Tuscia Laziale, uno di quei luoghi che ci ostiniamo a definire minori (dal punto di vista turistico) e che invece non lo sono, come non lo è l’intera Tuscia. Dopo una breve sosta ristoratrice ci siamo avventurati a scoprire questa apparentemente modesta cittadina medievale (circa 14.000 abitanti) sulle pendici dei Monti Cimini, sulla Via Francigena di Sigerico. Continua a leggere “Cronache da Vetralla…(passando sulla Francigena)”

Da Bolsena a Formello, tra vie antiche e paesaggi spettacolari (percorrendo la Via Francigena) 

Il percorso Francigeno da Bolsena per Montefiascone e poi avanti…avanti fino a Formello, nella periferia romana è lungo, a tratti faticoso ma molto bello.
In pratica è un gran saliscendi dal lago, al monte, dalla campagna alla boscaglia…transitando per centri storici bellissimi.

Luoghi carichi di storia e spiritualità, con viste panoramiche quasi perenni.

I tratti migliori? Tutta la Tuscia e l’Etruria attraversata sono veramente belle, con gioielli che non ti aspetti.

Si attraversano parchi naturali, parchi archeologici, vigneti, castagneti, uliveti e noccioleti; vi sono passaggi in lunghe e profonde gole molto selvagge e suggestive, ottimi sentieri, aree picnic e acqua ottima e fresca.

Si calpestano lunghi tratti della Via Cassia antica, si attraversano zone dove “i segni estruschi” sono più che mai evidenti…

M le risalite e le discese non terminano mai e …

Montefiascone o Vetralla, ovvero Campagnano di Roma ritornano imprendibili, sembrano a due passi e invece sono oltre quelle distese fiorite, quelle presenti nei nostri orizzonti da 6 giorni….oltre quegli orizzonti ricoperti dalla boscaglia.

Ci superano (si fa per dire) 3 francesi incontrati all’inizio a San Lorenzo Nuovo, ci raggiunge una ragazza trentina, partita da Lucca,  ci salutano un gruppo di ciclo Francigeni e una cavallerizza solitaria… e anche nelle osterie e nelle vie che percorriamo  ci sentiamo dire “buon cammino”.

Giulio, il più giovane del nostro trio, spesso si stacca, ci precede e viaggia con altri; io sono più lento …e pesante. Inoltre capita che mi arresti per scattare qualche foto e così il “rallenty” è garantito. Se volete intraprendere un simile “viaggio” con un fotoamatore siete avvertiti!!!

Ma la tomba di San Pietro non si vede ancora e vorremo arrivare alla meta finale entro giovedì sera.
E intanto Giulio ci informa, con il solito sms delle 13,30, che è in vista del traguardo di giornata; poi arriviamo anche noi con i piedi in marmellata, affamati ma contenti di avercela fatta.

Mangiamo due cose in una trattoria  o in un’osteria, con un litro di rosso locale, e poi  due passi per il paese….altri due passi.

Alla sera, docciati e puliti, ci rifacciamo con una buona cena, non prima di aver fatto anche il piccolo bucato quotidiano per non puzzar come i caproni.

Sergio Efosi (bozza non corretta)

La Via Francigena va… (lettura semiseria delle prime due giornate)

Acquapendente è una cittadina della Tuscia, quella alta, che ha tante caratteristiche positive: bei monumenti, con la chiesa che contiene una cripta del Santo Sepolcro super, buone strade, prezzi contenuti per i servizi turistici e per i pellegrini; si mangia e si beve bene e ci passa pure il percorso uffficiale della Via Francigena dopo aver attraversato la Toscana. E non è poco se pensate che il tutto è condito con un bel lago (Bolsena).


Ma il percorso della Francigena segue, a volte, troppi campanili e le “discese ardite e le risalite…” si fanno a volte esagerate (opinione personale). In compenso troviamo gatti affettuosi, cani coccoloni, pecore al pascolo e contadini al lavoro…

La Basilica di Bolsena
Forse chi ha progettato le tappe aveva pensato a questo e va bene così perché, di pellegrini, ne incontriamo tanti, e provenienti anche da tanti Paesi europei; e tutti molto meravigliati di attraversare una zona tanto bella quanto poco conosciuta dal turismo “maggiore”.

Dopo essere partiti da Acquapendente, da metà tappa circa, ovvero da San lorenzo nuovo a Bolsena, lo spettacolo per gli occhi è garantito. In questa stagione c’è un’esplosione di fioriture davvero sensazionale con le gialle ginestre che sono tante, grandi e ovunque; Km di sentieri e carrarecce immersi nella naturale fioritura di ginestre, papaveri, fiordalisi, colza, margheritoni ecc… che fanno da contraltare al verde magnifico della boscaglia e della campagna, al blu del lago e all’azzurro del cielo, in un susseguirsi di lievi saliscendi fino a Bolsena.

Dopo 22,5 km a piedi arriviamo, nel primissimo pomeriggio, nella menzionata Bolsena medievale, e si entra dalla Rocca dei Monaldeschi; da ammirare con l’adiacente chiesa di San Salvatore e il panorama sul lago!!!

Ma a quest’ora la fame è tanta, sono le 14,30 (ci eravamo fermati a far un’ora di chiacchiere a San Lorenzo nuovo) e ci fermiamo alla piccola osteria della piazzetta dell’orologio, due scalinate sotto al castello, un piccolo scrigno di intima bellezza.

E poi si attraversa l’intero centro storico fino alla Baslica-santuario dedicato a Santa Cristina, che è un vero gioiello. Alloggiamo in un piccolo B&B per pellegrini proprio di fronte alla Basilica.

E alle nove siamo a letto non prima di aver gustato un buon gelato fatto con ingredienti naturali da due giovani gelatai locali a due passi dal santuario. Oggi si parte, zaino in spalla, per Montefiascone, sempre con vista sul lago…

Sergio Efosi (bozza non corretta )

Chiesa di San Salvatore a Bolsena