FRUTTA ANTICA….natural valley

Nelle scorse settimane, il 18 e il 20 novembre 2009, abbiamo parlato diffusamente di alberi da frutto centenari presenti in valtolla…precisamente a Vezzolacca.

BRUTTE MA BUONE...dolci e saporite!

Abbiamo anche precisato che, se a Vezzolacca esistono quelli “più vecchi della provincia”, altri ne esistono in tutta la valtolla.
Abbiamo, in quell’occasione, parlato delle piante mentre ora ci concentreremo su due frutti selvatici ampiamente diffusi in tutto l’Appennino : la Castagna e la Mela.
Occorre anche precisare  che mentre un tempo vi era tanta attenzione alla frutta selvatica e addomesticata ora, per diverse cause che spesso abbiamo affrontato con il nostro blog, questa frutta è abbandonata alla natura.
Solamente la Castagna e solo molto parzialmente, viene raccolta…..da alcuni proprietari e da parecchi appassionati che uniscono l’utile al dilettevole.
In autunno, nei nostri boschi, si incontrano centinaia di persone, intere famiglie, che raccolgono questo frutto per il loro consumo occasionale e per il puro piacere ludico del “gesto” .
L’albero, che può elevarsi fino a 30 metri con ampia chioma, fruttifica in Autunno un   riccio (il vero frutto) che si apre e libera da uno a tre acheni con una buccia color bruno scuro contenente una polpa dolce giallo chiaro paglierino.
Il Castagno produce frutti anche dopo centinaia di anni e la prova sta proprio in Vezzolacca dove un albero di 500 anni produce ottimi frutti.
Il Castagno non ha solo costituito la riserva di legname per lavoro, con il quale si sono costruiti travi, infissi, attrezzi per il lavoro….ecc..…, ma ha soprattutto costituito, con i suoi frutti, una importante base alimentare per diversi secoli.

Il Melo selvatico invece, anch’esso ben presente in valtolla, è un albero di dimensioni molto più modeste e i suoi frutti sono grandi come una piccola palla dal diametro di pochi centimetri ( da 12 a 15 cm. circa)…in poche parole come come una grossa noce.
Il melo selvatico, quello che troviamo tanto sul crinale quanto sulle alte colline boscate della Borla è un albero preistorico ed è anche il ceppo del Melo domestico…da qui il nostro interesse!
Camminando nei boschi, in Autunno, si notano spesso queste piante di Melo con i loro piccoli frutti di color verde o giallo …spesso arrossati se esposti in zone soleggiate……di sapore aspro, se non maturi, sono poi dolciastri alla maturazione e molto rustici.
Nella valtolla, nella zona di Vezzolacca, l’uomo abilmente aveva creato un giardino di frutta rustica, antica, buona che…diciamo così….per mutate necessità ha abbandonato.
Impensabile, per ora, tornare indietro ma…recuperare le piante ancora sane….preservarle…introducendo miglioramenti…collegandosi con le istituzioni preposte al mantenimento di tale biodiversità …..la mela carraia….al pum vardon, al pum salam  oppure al per spadon….

L’uomo è sempre stato un raccoglitore di frutta selvatica e di frutta antica ma oggi si mangiano mele super belle che non san di nulla e la castagna si mangia saltuariamente.

La Provincia di Piacenza ha istituito un osservatorio per la frutta antica (dott. Libè).

frutti di melo selvatico del monte lama