RICOGNIZIONE IN VALTOLLA

Ancora una volta abbiamo fatto una ricognizione breve in valtolla in seguito alla precedente effettuata in Agosto 2009 (blog agosto).

Giornata piovosa, nebbiosa, a tratti ventosa e piovviginosa.

 

Siamo partiti, per ovvi motivi, dalla diga di Mignano  e ci siamo subito  diretti a Monastero-Rabbini ….abbiamo  fatto qualche sosta fotografando scorci nebbiosi della vallata mentre, il fondovalle, ci sembrava avvolto nel fumo.

In prossimità della chiesa di Monstero Rabbini, come al solito, gente che chiacchierava amabilmente e attendeva….
La temperatura era sui 7° c…a Piacenza circa 10° c.
molte abitazioni, evidentemente seconde case, sono sembrate chiuse.

Il paesaggio è sempre di quelli emozionanti tanto a Monastero quanto a Taverne con le sue case ben tenute, con il suo bel totem, nei pressi del ponte vecchio, che rappresenta il montanaro agricolo.

Abbiamo proseguito fino al parco provinciale del Monte moria, a 1200 mt.slm, fino all’ albergo ristorante immerso in boschi immensi di castagno, faggio, carpino, rovere.

Non abbiamo notato molte presenze di “ forestieri” e nessuna guardia del parco.
Siamo ridiscesi  e ciu siamo diretti verso Morfasso….anche in questo caso abbiamo scattato foto.

Durante il viaggio abbiamo intravisto le montagne del crinale far capolino tra le nubi….il Menogosa…il Santa Franca…..

In Paese, nella piazza, bar affollati e chiacchiere e poi…. verso Rusteghini scollinando ed  entrando in quella magnifica valle dove nasce e scorre l’Arda.

Questa pezzo di valle che è chiusa tra i monti è, come sempre, molto suggestiva con i suoi borghi presepe e la rocca dei Casali  che la intravedi fino a Sperongia dove abbiamo intravisto anche la nebbia.

Poi giù verso Mignano osservando, dal basso, le imponenti montagne che sovrastano Settesororelle avvolte da nubi basse e nebbia….con il monte palazza che svetterebbe più alto di tutti…ma oggi no.
Dopo Case Bonini abbiamo deviato verso Castelletto, fatta una tappa (d’obbligo) all’antica chiesa di Sant’Andrea … bella e suggestiva come sempre…. con la vista sul ” fumo” che avvolge la valtolla bassa…..giù…giù fino a Lugagnano.

Giunti al bivio per Vezzolacca…abbiamo notato che le fontane rilasciano, è normale, poca acqua…ma di quella sempre buona…..in paese la solita quiete luminosa delle stagioni mezzane, ….la solita vista mozzafiato, oggi sul fumo della valle che ti lascia intravedere…quello che vuoi sognare….

E’ la stagione “ più morta” dell’anno….ma si prepara il Natale che riserva sempre iniziative e sorprese.

Ricordate? Lo scorso anno…di questi tempi nevicava.

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in ogni caso ringrazio i tanti che mi seguono….grazie ..grazie!

una finestra sul mondo....della valtolla.
una finestra sul mondo....della valtolla.

GLI STREGONI E I FORESTI IN VALTOLLA

boschi in valtolla
boschi in valtolla

“…. mentre lo cercava nelle foreste, incontrò prima di tutto un centauro per metà uomo e per metà cavallo, che gli disse di andare dritto … dove avrebbe incontrato un uomo che viveva in pace con gli dei ….prima di arrivare  incontrò il lupo che lo guidò fino a…..”

Era nelle foreste che che fauni e silvani avevano i loro adepti streghe e stregoni.

” I boschi hanno orecchi!” Dicevano i preti della prima cristianità.

La valtolla, tutti gli Appennini erano distese infinite di grandi alberi….grandi veramente…molto di più che non quelli che siamo abituati a vedere oggi.

Per gli antichi ligures…..antichi abitatori della zona, il bosco era sacro! Ma per il cristiano no! Era semplicemente parte della immensa natura creata da Dio.

Per questi era inconcepibile adorare piante e tante divinità diverse….Dio è uno ed è  il creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e in visibili.

I primi preti che dovevano convertire i contadini rischiavano, camminando nei boschi per raggiungere i villaggi, di trovarsi tutt’a un tratto di fronte  alle antiche divinità che si erano rifugiate nel profondo della selva, nella parte oscura, con sembianze silvestri per sfuggire all’avanzante cristianesimo.

In questi vasti, grandi boschi…profondi, umidi, silenziosi della valdarda e della valtolla un rumore sospetto, una luce insolita incutevano terrore! Da sempre! ….i folletti del bosco, gli elfi dispettosi, gli spiriti maligni…

Per le antiche popolazioni della valtolla il timore di incontrare un demone, dispettoso e cattivo era forte e il rumore improvviso del bosco, un lieve fruscio nei paraggi trasformava la paura in panico…totale panico di cadere preda del demone.

Qui si onoravano gli dei e non si comprendeva come degli adoratori di un Dio ( seppur diverso dai loro dei ) pretendessero di convertirli rischiando di suscitare le ire di giove-zeus-odino.

Anche gli eremiti cristiani erano guardati con sospetto…erano orchi? Si aggiravano per la foresta dal Monte Lama al Monte Moria conducendo cervi, daini e altri aniamali rossicci.

Si aggiravano nel bosco sempre di sera o al  mattino presto quando la luce era ancora fioca o quasi nulla….barbuti, straccioni, con un lungo bastone, non cacciavano animali.

” forse non mangiano ??” si chiedevano i celti- romanizzati della valtolla… ” Sicuramente sono stregoni che vivono con gli dei del bosco”.

I forestieri, i FORESTI,  in Valtolla non erano graditi. Questi sbucavano dalla foresta e non avevano nulla in comune con loro e con i loro dei.

Erano forse mandati dai loro stessi dei per metterli alla prova?

CI VOLLE TEMPO…..

Ci volle sicuramente molto tempo per il cristianesimo per convertire completamente la valtolla.

Qui c’erano i contadini pagani, adoratori degli dei celti e poi romani (che oggi definiamo dei del paganesimo).

I contadini,discendenti delle antiche popolazioni liguri, adoravano le piante e talune più di altre erano ritenute ” sacre “! La quercia su tutte!

Allora dovevano esserci molte querce giganti, molte di esse centenarie e, pare, che in una località chiamata Locus Anani ( Lugagnano ) vi fosse una magnifica radura di querce dove si svolgevano riti religiosi dedicati al dio Zeus ( Giove).

Queste zone erano abitate da molti secoli da antiche popolazioni celtiche-liguri, successivamente e faticosamente romanizzate, quindi appartenute ai  longobardi per poi essere governate dai monaci.

Una grande foresta doveva estendersi dalle pendici dei monti Lama e Menegosa per raggiungere la pianura fino alle terre paludose di Cortemaggiore e Chiaravalle. Una grande foresta della quale esistono ancora tracce non solamente nei monti….pensate al boscone di Sant’antonio ( quasi in pianura) fitto di grandi piante, grandi querce….pensate che ai Doppi vi è ancora una località definita ” la foresta”. Pensate alla Borla con delle piante ancora più alte e maestose…alla Palazza con alberi secolari d’ogni tipo e faggi giganteschi….pensate che per secoli non vi sono state praticamente ” strade ” solamente sentieri, piccole mulattiere….

La valtolla era una zona impervia, lontana dalla via consolare che correva lungo la pianura al di sopra delle terre acquitrinose-paludose.

In Valtolla vivevano  contadini che pascolavano i maiali e le pecore nei boschi, che mangiavano farine estratte da castagne e ghiande, coltivavano l’orzo, raccoglievano le nocciole, cacciavano gli animali selvatici. Erano popolazioni di ” confine “! Popolazioni rustiche abituate a lunghi periodi di carestia, all’isolamento.

In valtolla viveva, nel folto, al riparo di alberi immensi l’ uomo eremita. Fauni?…Silvani?….erano l’incubo dei cristiani!

 

il dio giove dei ligures
il dio giove dei ligures

 

Ma ben presto nelle foreste della valtolla si stabilirono i monaci esorcizzandole…dissodando tutto quello che era possibile.

Erano arrivati i purificatori!

Ma esseri un tempo divini erano ancora ben riparati dal bosco…folto, cupo…profondo.