Cos’è sta Valtolla?

monte lama visto da Teruzzi
monte lama visto da Teruzzi

Alla domanda diede una risposta organica Angelo Carzaniga, fondatore della rivista “quaderni della valtolla”

«Il territorio soggetto alla giurisdizione dell’Abbazia di Tolla ovviamente ha subito variazioni nel corso dei secoli. I diplomi imperiali mostrano chiaramente che il patrimonio ed il potere dell’Abbazia si estesero in un lungo arco di tempo attraverso una successione di donazioni ed acquisti, che subirono usurpazioni e reintegrazioni, che furono oggetto di vendite e permute, processi ed arbitrati.
La massima estensione della Valle dell’Abbazia di Tolla (lasciando da parte i possedimenti esterni più o meno lontani che non rientravano nella giurisdizione di Valle) fu raggiunta nei secoli XVI e successivi sotto i Commendatari e Feudatari delle Case Sforza e Barberini. In quei tempi essa comprendeva per grandi linee tutti i versanti interni della valle e parte dei versanti esterni, avendo come limite per alcuni tratti il Chero ed il Chiavenna ad occidente e la Borla e l’Ongina ad oriente, la linea spartiacque sulla testata di valle a meridione, ed il confine tra i Comuni di Lugagnano e Castell’Arquato e tra Vernasca e Vigoleno a settentrione.
In realtà il confine non era così lineare, perchè poteva aggirare includendo od escludendo interi caseggiati o contrade, risalire o discendere per il corso di rivi, andar dietro a strade e sentieri, e perfino seguire il perimetro
di un campo o di una vigna. Ci si rende conto della complessità di quei percorsi leggendo le descrizioni che ne hanno lasciate, comune per comune, gli agrimensori inviati a redigere il Nuovo Compartito o Estimo del 1577.»
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Dunque…i territori comunali di Vernasca, Lugagnano e Morfasso appartennero quasi interamente a tale giurisdizione. Resse, nel bene e nel male, il territorio per oltre 800 anni. I commendatari, che nell’ultimo periodo medioevale (veri e propri feudatari) subentrarono ai Frati depauperarono tutto,  occupandosi solamente di porre gabelle a livelli e condizioni inaccettabili per le popolazioni favorendo l’insorgere del fenomeno del “brigantaggio” che durò fino alla fine del 1800. L’intera zona fu dimenticata, per molto tempo,  anche dopo l’unità d’Italia al punto che le prime strade di collegamento organico tra i paesi montanari sono databili al primo dopoguerra del secolo scorso (anni 1950-1955).

Povera Valtolla, abbandonata dai frati, derubata dai signori commendatari, ignorata dai Savoia…costretta ad emigrare in massa a New York, a Londra e a Parigi. Povera Valtolla che ha dato tutto il suo miglior legname per costruire le traversine della ferrovia provinciale e  che ancora oggi disseta tutta la Valdarda ricevendo in cambio solo qualche “caramella” di consolazione. Poveri Paesi nostri!

dal web "terre di mezzo"
dal web “terre di mezzo”

Valtolla: le truppe francesi entrano nella valle innevata per sconfiggere “i briganti”*

Napoleone in un affresco presso il palazzo comunale di Lugagnano
Napoleone in un affresco presso il palazzo comunale di Lugagnano

Sgomberato 

il 

terreno 

negli 

“avamposti” 

dell’insurrezione 

– 

quali 

 possiamo 

pensare 

fossero 

Bardi 

e 

Borgotaro 

-, 

le 

truppe 

francesi 

 si 

diressero 

verso 

quella 

che 

era 

ritenuta 

il 

“centro” 

della 

rivolta, 

 e 

 cioè 

 la 

 Val 

 Tolla. Continua a leggere “Valtolla: le truppe francesi entrano nella valle innevata per sconfiggere “i briganti”*”