Lusurasco tra storie cruente e passaggi segreti…

LUSURASCO  TRA STORIE CRUENTE 2016-05-14 lusurasco moronasco (no)-2466_Fotor1_FotorE PASSAGGI SEGRETI…

Pur ignota la data di fondazione del suo castello viene fatto risalire almeno al 1219, in pieno Medioevo.

Si ha infatti notizia che nel mese di luglio dell’anno citato le truppe cremonesi, provenienti da Fiorenzuola d’Arda, vi abbiano sostato, ospitati dal feudo.
Dodici anni dopo nel 1231 il feudo di Lusurasco, in quel frangente di parte ghibellina-pro imperatore, venne attaccato dai guelfi cremonesi  e il castello  seriamente danneggiato.
Lusurasco medievale, che ha lascito poche tracce scritte, lo dobbiamo pensare come un borgo, in massima parte concentrato tra castello, chiesa e monastero collegati tra di loro, si dice e si “tramanda”, da un tunnel sotterraneo che raggiungeva la chiesa dedicata a San Colombano (probabilmente più antica del castello) che e sbucava, ben camuffato, nella cripta dalla quale si poteva “riemergere” in superfice con facilità; allo stesso modo, sempre dal castello, il tunnel giungeva anche nel chiostro del convento. Ma solamente scavi archeologici potrebbero confermare tali “racconti” che per ora sconfinano in un affascinante verosimile.
2016-05-14 lusurasco moronasco (no)-0419_FotorLuxuraschi era inserito nella principale “scorciatoia” francigena alternativa che da Fiorenzuola risaliva l’intera Valdarda e, attraverso il Passo del Pelizzone, raggiungeva Pontremoli per Roma, ricollegandosi con il percorso classico che invece valicava la Cisa. Questa scorciatoia, famosa nel medievo, viene denominata “Via dei Monasteri Regi”.
Ma è alla metà del secolo XVII che risale l’episodio più cruento della storia conosciuta del paese.

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foto gentilmente fornita da A.Turni.

Il duca di Modena e Reggio ritornando da una guerra alla testa di migliaia di soldati pernottò a Fiorenzuola e le sue truppe, sparse ovunque, si sistemarono anche nella vicina Lusurasco accolti in case private.
Di sei soldati, ospiti presso una casa non definita, cinque furono ammazzati. Il sesto fingendosi morto diede l’allarme e scattò la vendetta. In seguito alle minacce del comandante delle truppe e del console locale che prospettarono ritorsioni nei confronti dei residenti, ben presto, i colpevoli caddero nelle mani del duca. Erano in cinque tra i quali un chierico locale.

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talune info sono fornite da A.Turni

Furono dapprima, come si usava al tempo, sottoposti a tortura per comprendere le ragioni del delitto, indotti alla confessione  venero condannati a morte.
Quattro di essi furono giustiziati sulla strada Castellana mediante “appiccamento” per la gola e poi squartati, come barbaramente si usava fare per i criminali, e quindi esposti in pubblico agli ingressi del paese e sulla stessa strada Castellana quale monito per i locali e per i viaggiatori in transito. Il quinto subì lo steso supplizio due settimane dopo a Piacenza.

DAL FEUDO ALLA STORIA DELLA CHIESA… ALLA FIERA DEI FAMEI.

2016-05-14 lusurasco moronasco (no)-2459_Fotor_FotorIl feudo appartenne nel corso dei secoli, tra gli altri, ai Terzi, agli Sforza di Castell’Arquato e ai Pallavicino… solo per citarne alcuni.
Lusurasco è sempre stato un paese molto laborioso e le sue terre ambite, ottime anche per le uve che producevano vini buoni e parecchio apprezzati fino al primo novecento. Le migliori vigne erano maritate ai gelsi numerosissimi nella zona compresa tra “Moronasco” e San Lorenzo, passando per Lusurasco.

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foto gentilmente fornita da A.Turni.

Lusurasco era uno dei luoghi che i montanari raggiungevano per “presentare” aspiranti famigli (famei e famei da spesa) agli agricoltori e ai casari locali che li convenivano in inverno da ogni parte delle province ex ducali. Mio bisnonno era un giovane famiglio quando conobbe la bisnonna, sedicenne al servizio di una ricca famiglia del luogo.
Ma parlare di Lusurasco senza parlare della sua chiesa dedicata a San Colombano costituirebbe veramente una seria “omissione”; chiesa in buono stato di conservazione e notevolmente migliorata dopo il restauro degli scorsi anni. Lo storico Campi documenta che la parrocchia fu dapprima direttamente amministrata dal vescovo di Piacenza e poi della Pieve di Castell’Arquato, con avvicendamenti che segnarono anche l’aspetto dell’edificio. La chiesa attuale, probabilmente ri-costruita sul nucleo medievale più antico, risale al XVI-XVII secolo quando furono realizzate le cappelle laterali fregiate con con stucchi di rilevante valore storico-artistico.
I capitelli con testine d’angelo sono datati al 1665 ed alla seconda metà del secolo medesimo appartengono anche gli angioletti posti ad ornare l’arco d’accesso alla cappella del Sacro Cuore, mentre, all’interno della cappella della Madonna del Rosario, c’è una Via Crucis realizzata nel 1682 a tempera. Al secolo successivo, al 1700, appartengono altre decorazioni e le statue che sono poste nelle nicchie delle cappelle.
L’edificio conventuale è ristrutturato per uso privato mentre l’edificio castrense, fino a pochi decenni fa abitato, è in totale rovina …un vero delitto per il patrimonio storico locale.
Ma le notizie relative al castello potrebbero riservare, in seguito a ricerche storiche, altre sorprese storiche…chissà.

Appunti di storia locale di Sergio E. Valtolla 

Riferimenti  storici

SERAFINO MAGGI-CARMEN ARTOCCHINI: i castelli del piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza, utep, 1967
EMILIO OTTOLENGHI: Fiorenzuola e dintorni, Fiorenzuola, Pennaroli, 1903

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One Comment Add yours

  1. Stefano ha detto:

    L’Ordine dei Templari oggi ha come compito nel prorpio statuto di recuperare le antiche Chiese, Cappelle abbandonati. Varrebbe la pena contattarli.

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