Girare attorno a Castell’Arquato al monte delle terre blu …

GIRARE ATTORNO A CASTELL’ARQUATO AL MONTE DELLE TERRE BLU, A LA CIOCCA…

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore; storytelling 1 di 10).

Vista dall’alto dell’inizio del tratto del sentiero della Ciocca di Castell’Arquato, segnalato in questo articolo.

Particolare e bello lo scenario che si gode camminando a “La Ciocca”, nella stagione primaverile con le ginestre in fiore. Luoghi protetti della “Riserva del Piacenziano” dove furono recuperati numerosi reperti scheletrici di una balenottera custodita nel pregiato museo geologico “Cortesi” (link)di Castell’Arquato…

Vista panoramica, tra le ginestre in fiore, di Castell’Arquato, autentico borgo medievale (Piacenza).

Dalla Ciocca la vista sulla Val d’Arda e Castell’Arquato (link) è di quelle da cartolina ricordo.
Il tratto percorso, per me il più bello (e pure facile), parte tra la strada che conduce a Bacedasco Alto e il bivio per Franchini (il botteghino). Da questo punto, a destra provenendo da Castell’Arquato, si snoda sul filo di costa alto collinare, tra Val d’Arda e Val d’Ongina, un bel sentiero interamente segnato dal CAI, uno dei più belli della collina di Piacenza, tra panorami e ginestre fino a raggiungere la località “case sparse Rizzolino (Costa)”. Andata e ritorno circa 2/2,5 ore.

LA VAL D’ARDA PRESA AL VOLO TRA LA CIOCCA E LA COSTA DI BACEDASCO…
Presa la volo, con un quadricottero, la zona si presenta così…

Il sentiero è Interamente tabellato dal CAI, con segnale bianco e rosso.

Il tratto più interessante si snoda da Costa Stradivari di Castell’Arquato, bivio strada per Franchini, fino a Vernasca cimitero.

Il più spettacolare dei suoi tratti è quello citato dalla partenza fino a Case Rizzolino (Costa), inserito nel Parco dello Stirone e Piacenziano (link), nella zona della vetta più elevata del monte (La) Ciocca.

Una vista sui calanchi de La Ciocca (Parco dello Stirone e del Piacenziano)

UN ACCENNO ALLA STORIA DELLE TERRE BLU…

Si deve a Carl Mayer l’intuizione dell’originalità delle “terre blu”* di questa area collinare e l’istituzione, nel 1858, di un piano geologico che prende il nome dalla provincia di Piacenza: il Piacenziano (Piacenzische stufe), dove sono vissute le balene. Si parlò di marna blu, ovvero di una roccia sedimentaria, argillosa con una frazione di carbonato di calcio che assume questa colorazione tra il blu e l’azzurro, le terre che caratterizzano queste aree emerse dal mare.

Questo territorio è nel distretto vitivinicolo di qualità, del Monterosso Val d’Arda, una delle prime DOC di  vino bianco, color giallo paglierino, leggermente abboccato e frizzante di Piacenza.

Vista sull’alta Val d’Arda…

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