STRADE, STRADE….servono le strade….

Passano gli anni e le nostre strade ricevono sempre meno interventi manutentivi “seri” .

Il contentino arriva, quello sempre…di solito prima delle elezioni!

Poi lunghi anni in cui si parla di tutto, di più ma…comincia la lunga lagnanza della mancanza di soldi.

Nelle campagne elettorali si promette di tutto..poi si realizza poco…poco.

Ma Le strade, si sa, sono un tasto caldo…Per carità le strade servono dappertutto ma, qui in valtolla, proprio non se ne parla.

” Facciamo in modo che i giovani restino in montagna “…. ” costruiamo un futuro per i giovani” …..” fermiamo lo spopolamento” ….”

Quante volte lo abbiamo sentito in almeno 50 anni! …..Belle parole ma niente fatti! Nulla di nulla!

strada provinciale? no comunale!

Allora è tutto ineluttabile? Allora se ne parla tanto per  parlare?

Andiamo sul concreto: in montagna si resta se vi sono un minimo di condizioni per il buon vivere dignitoso.

In caso contrario si emigra…ci si sposta a valle e basta!

Una di queste condizioni, solo una e neppure l’unica ma sicuramente la più pressante, è quella di poter usufruire di un buon sistema viario.

Allora facciamo una breve analisi:

1) la provinciale di fondovalle, la Lugagnano – Morfasso è dissestata e insicura con il tratto, dalla cementeria a Case Bonini, molto.. molto pericoloso!! …I guard rail della diga in alcuni punti sono un vero residuato..

2) la provinciale di collegamento tra la citata fondovalle e quella che da Vernasca conduce a Bore; per intenderci quella che si dirige verso Castelletto e Vezzolacca fino alla località Serra è anche peggio, peggio che andar di notte… qui siamo al pericolo puro e basta!.. 5/6 km di follia!

3) la provinciale Morfasso -Casali che sbuca in prossimità del passo del Pelizzone….mamma mia !!!

VALTOLLA

Le altre provinciali in valtolla ??? Trovatene una, dico una normale! Non dico discreta…diciamo solo normale…solo normale!! Macchè !!!

Famiglie giovani, Turismo, attività produttiva, presidio del territorio ?? senza strade?? non prendiamoci in giro!!

Non vogliamo parlare di strade comunali per il rispetto che abbiamo degli amministratori locali che, con quasi nulla, devono governare …loro si…da vicino i loro cittadini…NOI siamo con i sindaci coraggiosi, rompiscatole, che non accettano tale stato di cose e si battono, coinvolgono le loro cittadinanze ….sono anche ” scomodi ” con i loro amici politici perchè sono dei NOSTRI.

Ma, per ora, non possiamo che dire: povera valtolla abbandonata!!

GLI STREGONI E I FORESTI IN VALTOLLA

boschi in valtolla
boschi in valtolla

“…. mentre lo cercava nelle foreste, incontrò prima di tutto un centauro per metà uomo e per metà cavallo, che gli disse di andare dritto … dove avrebbe incontrato un uomo che viveva in pace con gli dei ….prima di arrivare  incontrò il lupo che lo guidò fino a…..”

Era nelle foreste che che fauni e silvani avevano i loro adepti streghe e stregoni.

” I boschi hanno orecchi!” Dicevano i preti della prima cristianità.

La valtolla, tutti gli Appennini erano distese infinite di grandi alberi….grandi veramente…molto di più che non quelli che siamo abituati a vedere oggi.

Per gli antichi ligures…..antichi abitatori della zona, il bosco era sacro! Ma per il cristiano no! Era semplicemente parte della immensa natura creata da Dio.

Per questi era inconcepibile adorare piante e tante divinità diverse….Dio è uno ed è  il creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e in visibili.

I primi preti che dovevano convertire i contadini rischiavano, camminando nei boschi per raggiungere i villaggi, di trovarsi tutt’a un tratto di fronte  alle antiche divinità che si erano rifugiate nel profondo della selva, nella parte oscura, con sembianze silvestri per sfuggire all’avanzante cristianesimo.

In questi vasti, grandi boschi…profondi, umidi, silenziosi della valdarda e della valtolla un rumore sospetto, una luce insolita incutevano terrore! Da sempre! ….i folletti del bosco, gli elfi dispettosi, gli spiriti maligni…

Per le antiche popolazioni della valtolla il timore di incontrare un demone, dispettoso e cattivo era forte e il rumore improvviso del bosco, un lieve fruscio nei paraggi trasformava la paura in panico…totale panico di cadere preda del demone.

Qui si onoravano gli dei e non si comprendeva come degli adoratori di un Dio ( seppur diverso dai loro dei ) pretendessero di convertirli rischiando di suscitare le ire di giove-zeus-odino.

Anche gli eremiti cristiani erano guardati con sospetto…erano orchi? Si aggiravano per la foresta dal Monte Lama al Monte Moria conducendo cervi, daini e altri aniamali rossicci.

Si aggiravano nel bosco sempre di sera o al  mattino presto quando la luce era ancora fioca o quasi nulla….barbuti, straccioni, con un lungo bastone, non cacciavano animali.

” forse non mangiano ??” si chiedevano i celti- romanizzati della valtolla… ” Sicuramente sono stregoni che vivono con gli dei del bosco”.

I forestieri, i FORESTI,  in Valtolla non erano graditi. Questi sbucavano dalla foresta e non avevano nulla in comune con loro e con i loro dei.

Erano forse mandati dai loro stessi dei per metterli alla prova?

CI VOLLE TEMPO…..

Ci volle sicuramente molto tempo per il cristianesimo per convertire completamente la valtolla.

Qui c’erano i contadini pagani, adoratori degli dei celti e poi romani (che oggi definiamo dei del paganesimo).

I contadini,discendenti delle antiche popolazioni liguri, adoravano le piante e talune più di altre erano ritenute ” sacre “! La quercia su tutte!

Allora dovevano esserci molte querce giganti, molte di esse centenarie e, pare, che in una località chiamata Locus Anani ( Lugagnano ) vi fosse una magnifica radura di querce dove si svolgevano riti religiosi dedicati al dio Zeus ( Giove).

Queste zone erano abitate da molti secoli da antiche popolazioni celtiche-liguri, successivamente e faticosamente romanizzate, quindi appartenute ai  longobardi per poi essere governate dai monaci.

Una grande foresta doveva estendersi dalle pendici dei monti Lama e Menegosa per raggiungere la pianura fino alle terre paludose di Cortemaggiore e Chiaravalle. Una grande foresta della quale esistono ancora tracce non solamente nei monti….pensate al boscone di Sant’antonio ( quasi in pianura) fitto di grandi piante, grandi querce….pensate che ai Doppi vi è ancora una località definita ” la foresta”. Pensate alla Borla con delle piante ancora più alte e maestose…alla Palazza con alberi secolari d’ogni tipo e faggi giganteschi….pensate che per secoli non vi sono state praticamente ” strade ” solamente sentieri, piccole mulattiere….

La valtolla era una zona impervia, lontana dalla via consolare che correva lungo la pianura al di sopra delle terre acquitrinose-paludose.

In Valtolla vivevano  contadini che pascolavano i maiali e le pecore nei boschi, che mangiavano farine estratte da castagne e ghiande, coltivavano l’orzo, raccoglievano le nocciole, cacciavano gli animali selvatici. Erano popolazioni di ” confine “! Popolazioni rustiche abituate a lunghi periodi di carestia, all’isolamento.

In valtolla viveva, nel folto, al riparo di alberi immensi l’ uomo eremita. Fauni?…Silvani?….erano l’incubo dei cristiani!

 

il dio giove dei ligures
il dio giove dei ligures

 

Ma ben presto nelle foreste della valtolla si stabilirono i monaci esorcizzandole…dissodando tutto quello che era possibile.

Erano arrivati i purificatori!

Ma esseri un tempo divini erano ancora ben riparati dal bosco…folto, cupo…profondo.