CASTELL’ARQUATO:Proviamo ad alimentare il dibattito! ( di Paolo M.)

L’AMICO PAOLO M. IN SEGUITO  ALLA TAVOLA ROTONDA -CONVEGNO CHE SI E’ SVOLTO LO SCORSO VENERDI’ SERA, 12 FEBBRAIO, NELLA SALA CONVEGNI DEL MUSEO GEOLOGICO CI HA INVIATO QUESTO INTERVENTO CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO………

Vediamo di fare il punto della situazione dopo la tavola rotonda organizzata dall’associazione Driade.

Mi sono piaciuti i due Sindaci locali, Rocchetta che ben conosco e so quanto è legato al suo territorio e che è un ambientalista convinto, Papamarenghi, che non conoscevo ma ha dimostrato carisma,personalità e un bello spessore, davvero un buon acquisto per il territorio, conto molto sulla sua determinazione per far compiere alla nostra vallata un salto di qualità.

Dalla serata sono emersi due dati importanti:

Tutti sono concordi nel dire che è necessario collaborare e fare sistema, ne parlo da una vita e finalmente pare che tutti sostengano questa tesi (era ora).

L’altro dato che secondo me è emerso in maniera preoccupante è che se i privati non investono le istituzioni arrivano fino ad un certo punto.

piazza monumentale (clicca sulla foto per ingrandire)

A questo punto mi chiedo, a chi tocca il compito di stimolare i privati ad investire, offrirgli degli input, studiare e proporre progetti, offrire incentivi.

C’è qualcuno che ha il compito di raccogliere dati sul territorio che possano servire per fare un’analisi completa e utile per avviare qualsiasi tipo di progetto?

Parliamo di censire quali sono le eccellenze del territorio, i punti di forza, le categorie e le aziende che potrebbero essere coinvolte, i produttori, ma anche monumenti, musei, percorsi, sentieri, gli agriturismi e le aziende agricole interessate ad evolversi etc…..

A fine serata mi sono fermato a parlare per qualche minuto con i sindaci di Castello e Lugagnano e con l’assessore Parma al quale ho fatto una domanda.

Gli ho chiesto se in provincia non avessero mai pensato di incentivare la collaborazione tra comuni vicini finanziando progetti portati avanti in condivisione.

Lui mi ha risposto che fino ad ora questa è stata una delle regole che hanno contraddistinto la sua amministrazione ed è successo in parecchie occasioni.

Praticamente ci ha fatto capire “datevi da fare che io sono disponibile”,in questo brevissimo incontro abbiamo ripreso il discorso della “cartellonistica” in tutta la zona per rendere visibili tutte le aree di interesse del territorio ed anche qui l’assessore ha detto,se volete farlo io vi finanzio, ma dovete partire da Villanova fino a Veleja”.

A questo punto si è aggiunto Luca Bruschi della via Francigena e si è detto molto interessato a creare un percorso alternativo in val d’Arda per fare passare i pellegrini diretti a sud, anche a piedi e a cavallo ma serve un progetto perché i viaggiatori devono mangiare e dormire.

Noi come prima uscita abbiamo fatto la nostra parte, prima spostando l’attenzione delle istituzioni provinciali sulla nostra valle e poi creando dibattito e portando a casa opportunità di collaborazione e finanziamento.

Paolo M.

LA VERITA’ STA SCRITTA NELLE PIETRE!

Quante volte girando per boschi, nei posti più fuori mano ci siamo imbattuti in strani sassi che ci sembrava raffigurasero volti, animali, utensili, puntali.

L’esperto, sicuramente, avrebbe capito se si trattava di fantasie o di vere scoperte, veri ritrovamenti risorti, chissà come dal bosco, dal folto di un roveto.

Quello che sappiamo è che prima di noi, prima della romanizzazione (che è stato un processo lungo, durato qualche secolo), in antichità, qui vivevano i Liguri, popolo di incerte provenienze, popolo composto da tante tribù diffuse in gran parte dell’ Italia nord occidentale costretti a ritirarsi ” in queste ed altre zone impervie ” per sfuggire alle prepotenze dei Celti del Nord e della vicina Francia (tra il VI e il V secolo a.C.).

Liguri anche molto schivi, indomiti spiriti liberi che non vollero, più di tanto, convivere con i celti Galli Boi.

Liguri descritti (dai romani vincitori!) come rozzi pastori, agricoltori e guerrieri.

Ma noi sappiamo che non era così, sappiamo che non erano più rozzi di altre “nazioni “, sappiamo che avevano fondato Veleja, che a Lugagnano si radunavano con i loro sacerdoti (i sacerdoti erano molto rispettati) in una grande radura sacra per celebrare i loro riti…pregare i loro dei …..scambiarsi doni e amuleti (reliquie).

A Veleja è stata ritrovata una statua di uno dei loro dei: il GIOVE ligure ma sappiamo anche che, in generale, condividevano con altre popolazioni celte parecchie divinità tra cui, forse, il dio LUG (ci sarà un nesso con Lug..agnano?) oltre al dio PEN.

Sappiamo che, probabilmente, in tutta la zona vi erano anche eremiti che vivevano in caverne, in prossimità di grandi querce, di faggi, delle sommità,….ma di gran fonti non ve ne sono e quindi sono solamente supposizioni…e, in questo caso, nostre fantasie (?).

Come tutti i popoli antichi anche i liguri raffiguravano le loro divinità modellando pietre con pochi segni tanto da farne l’oggetto dei loro riti religiosi…..pietre e sassi anche di poco conto che potevano avere ” sembianze ” che li suggestionassero divenivano, con pochi altri tratti scolpiti, delle “reliquie” legate anche a misteriosissime usanze propagandate da Strie e Strion (sacerdoti dissidenti?).

A noi piace pensare che nelle radure ora sepolte dalla vegetazione e dalle frane vi siano tracce del loro misterioso passato …perchè la verità, divevano i loro sacerdoti, sta scritta nelle pietre.

Non dimentichiamo che i liguri ci hanno lasciato ” tracce ” che neppure l’evangelizzazione, in queste zone iniziata vel 500 circa d.C., ha cancellato del tutto……..La stria e i strion sono sopravvissuti a tutto!

La valtolla offre anche questa possibilità di scoperta….la valtolla è cultura, mistero, tradizione! la valtolla è turismo!

Noi continueremo a batterci perchè si realizzi il progetto turistico della valtolla.

GUERRIERO LIGURE

CONSERVATORIO VILLAGGI: una storia travagliata!

Sull’argomento avevamo scritto un post qualche giorno orsono e, successivamente, in data 1° dicembre,  abbiamo ricevuto un documento progettuale da parte dell’amico Paolo M. che  abbiamo integralmente pubblicato come allegato.

Quando leggerete tale documento citato (allegato all’ articolo di P.M.)  vi renderete conto come è dura intraprendere anche nel proprio Paese se non si viene neppure ” considerati”  dalle Istituzioni preposte a ” cogliere ” con favore le iniziative d’intrapresa provenienti dal territorio stesso.

Sull’importanza della riapertura dell’ Ostello/conservatorio non sapremmo cosa aggiungere di nuovo…..apritelo!

Quando era aperto era una sorta di piccolo albergo “de charme ” che doveva essere solo  migliorato e non lasciato chiudere.

Con la disponibilità di 25 posti letto, che si aggiungerebbero ai pochi restanti esistenti, potremmo iniziare a parlare di ricettività turistica degna di tale nome.

Avevamo promesso, al momento della pubblicazione dell’articolo di Paolo M. , un commento al suo progetto che abbiamo citato….ed eccoci qui!

Una premessa è d’obbligo: non spetta a noi giudicare un progetto ma scrivendone, con l’intento di farlo conoscere, un commento lo esprimiamo!.

Il progetto è molto ambizioso e ricco spunti interessanti, anche molto originali e, pur non conoscendo completamente gli spazi a disposizione nell’area ” ostello”, evidenziamo il connubio previsto tra spazi interni ed esterni ( campeggio medioevale, atmosfere medioevali nel cortile, ecc……); ci è piaciuto molto l’approccio giovanilistico/ studentesco….ci è piaciuta moltissimo l’idea della ricettività ludica…quest’ ultima molto originale….lavorare su questi aspetti è molto utile ad un progetto come questo.

L’idea di un territorio comprensoriale, come unicum, avente come magnete il grande centro storico di castello….bravi!

La valorizzazione delle produzioni locali , la creazione di un marchio, le iniziative per dinamizzare l’ostello e, contestualmente, il paese …..l’attenzione al sociale….l’apertura e le iniziative per 365 giorni l’anno…..ma quando mai si sono viste?….Siamo troppo d’accordo!

Fin qui idee e propositi ottimi!

VALDARDA: LA PIU' BELLA PIAZZA

Ma avanziamo anche una critica ..ci auguriamo costruttiva…perchè il tema è troppo importante per essere ” trascurato ” e questo intendetelo come contributo.

1) la forma societaria prevista: francamente la forma ipotizzata ci lascia perplessi!.. Le ” finte ” facilità gestionali  che offre una cooperativa di lavoro (che di fatto viene prefigurata) non sempre sono reali….anzi…..

2) i soci ” sovventori “, cioè coloro che non ci mettono lavoro ma prestiti in denaro: sono spesso i primi che si scontrano con i soci lavoratori perché, per i sovventori, conta la sola (o quasi sola) remunerazione dei soldi investiti mentre a chi vi lavora interessa il successo del loro lavoro anche se fosse solo a costi/ricavi.

Il lavoro del gestore di una struttura ricettiva si compone di una parte  ” sporca ” e di una parte ” ludica”.

Rifare letti, pulire cucine e bagni, lavare pavimenti è molto…molto… importante ma anche molto ” sporco” e la possibile idea ” facciamolo tutti a rotazione ” è da scartare assolutamente!…io lo faccio meglio di te…tu lo fai peggio di lei e così via  portano a contrasti formidabili.

Il ludico, invece,  è intrattenere, animare….al limite fare da mangiare, gestire la reception… ma anche qui vale la regola ferrea che si deve far bene…molto bene!

In una società di egualitaristi, come di solito lo è una piccola cooperativa, salta sempre fuori quello che dice ..”  tu non fai niente mentre ..IO… mi  faccio un mazzo tanto”….e inizia la china discendente di inevitali litigi, ripicche con danno enorme alla struttura…al progetto.

Una ricetta possibile? Difficile…ma qualche riflessione potrebbe servire.

A) Stabilire subito chi fa che cosa….stabilire la ” qualità ” necessaria per le singole e anche umili mansioni….stabilire retribuzioni e compensi in maniera realistica con molta attenzione alle leggi vigenti sul lavoro. Niente da fare con storie…ci pagheremo se avremo i soldi…..vedremo…Il primo socio che litiga e se ne va va diritto alla direzione provinciale del lavoro e vi denuncia!

Nel turismo, nella gestione dei bar e cose similari,  funzionano di più le piccole società a responsabilità limitata o ancora più semplici a conduzione  famigliare…….al limite….molto al limite…. le Piccole società cooperative (per le quali esiste apposita legislazione).

I collaboratori occasionali, i prestatori occasionali si compensano subito anche in fase di avviamento…il sacrificio lo debbono fare i ” soci centrali”…lo zoccolo duro.

Un ultima considerazione sul progetto…apposta l’ultima: che bella l’idea dell’albergo diffuso che si integra con l’ostello…..questa è di per sè un progetto! …Un progetto molto interessante…molto!.