Buona fortuna amico Gipi…arrivederci a presto!

gipi che improvvisa un ballo in piazza a vigoleno

Lo abbiamo conosciuto una domenica mattina mentre dalle parti di Malvisi (Morfasso) scattavamo fotografie per il blog. Subito ci è piaciuto! Un ragazzo semplice che ama le tradizioni, la storia e ballare…tanto che è diventato un vero maestro di balli tradizionali “autentici”…da riscoprire!

Tanti ragazzi della valdarda e della provincia intera hanno, per la prima volta, scoperto come ballavano i loro bisnonni.

Tanti di noi hanno riscoperto il gusto del ballo di gruppo, quello che ballavano ancora fino all’inizio del 1900 circa in tutte le nostre vallate….dall’alta valdarda a Ottone.

Quei balli semplici, divertenti che erano l’attrazione fatale di ogni sagra paesana; quei suoni penetranti…..coinvolgenti che le genti delle Alpi Occitane ancora praticano come nel nostro sud e in alcune zone a scavalco tra le 4 province (Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza).

Ricordiamo benissimo il giorno che ci ha mostrato la copertina di un libro con la riproduzione di un dipinto di Stefano Bruzzi che riprendeva un ballo campestre della fine ‘800 a Santa Franca….ricordiamo che ci parlò dei suonatori immortalati dal grande nostro pittore e dei suoi tanti altri dipinti che mostrano i colori degli abiti delle pastorelle e dei contadini del tempo…

Questo ci ha insegnato l’amico Gipi dell’alta valle  prima che decidesse di “trasferirsi” altrove…..

Ci terremo in contatto  amico Gipi!

quel pomeriggio a vigoleno (estate 2011) ci ha coinvolto tutti!
il saggio finale a Vernasca....
a presto Gipi! arrivederci....un grande abbraccio...

Valtolla: vietato ballare, cantare, far feste …

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C’era un tempo che i contadini non potevano ballare e, probabilmente,  neppure cantare ma…

Proprio le proibizioni degli ottusi regnanti del “ducato” che nulla avevano ancora dato alle popolazioni del contado e delle nostre miserande campagne finì con il favorire musiche, balli e canti eccellenti.

L’Emilia,  dalla Valdarda [dalla Val di Tolla come si denominava all’epoca la media e alta valdarda] a Bologna era un grogiuolo di ottimi musicisti che ci hanno  lasciato  musiche e balli popolari unici.

La piva emiliana suonava nonostante i divieti; nelle osterie si cantavano le canzoni d’amore per le ragazze del paese e nella zona il piffero impazzava.

Per prevenire disordini causati dagli eccessi del vino, per salvaguardare le pubblica moralità era vietato nelle fiere, nelle aje, delle osterie…..

Così mentre nel chiuso dei loro palazzi lor signori ballavano e “fornicavano” al popolo neppure era concesso ballare….ma i giovani se ne fregarono….

Nelle vicina area di crinale detta, musicalmente e non solo, delle quattro province [Genova, Alessandria, Pavia, Piacenza] sono stati prodotti balli ancor oggi unici e inimitabili da  vere leggende musicali eccezionalmente riprese da giovani e talentuosi musicisti che danno vita all’appennino folk festival e a tante iniziative locali.

Finita l’epoca ducale rimasero, nei paesi, le proibizioni dei preti che non vedevano di buon occhio il ballo……e allora, per non far dispiacere al curato,  ci si dava appuntamento all’ombra pomeridiana di una grande quercia appartata … che c’era in ogni paese e….. via con canti e balli.

Succedeva poco, talvolta, solo talvolta ma succedeva!

“fiorellin del prato, messagger d’amore, bacia la bocca che non ho mai baciato.  Fiorellin del prato non mi dir di no…..”*

Nonostante i problemi, l’esistenza frugale e spesso misera delle famiglie non è mai stato facile, in ogni epoca,  ” domare ” la vitalità dei giovani…le loro aspirazioni, la loro voglia di “svago” dopo intere settimane di duro lavoro nei campi, nei boschi oppure nelle miniere …..emigranti, miserabili emigranti, dignitosi emigranti.

Oggi queste tradizioni, pur lentamente, stanno riaffiorando e possiamo finalmente risentire e praticare [ballare, ascoltare, cantare…]  con maggiore serenità una scottish, una bourrée, una mazurka, una furlana emiliana, un’alessandrina….una piana…..

*[la canzone è stata ripresa da “la sagra dei sarè”]

Abbiam finito di ballare… ora si fa festa!

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Venerdì scorso 5 febbraio, nel palazzo comunale di Lugagnano val d’arda, alle 21 si è conclusa la prima parte del corso di danza popolare tenuto dal maestro GIPI dei Malvisi e organizzato dal Comune, dall’assessora Valeria Tedaldi.

Gran finale allietato dalla presenza degli ottimi musicisti guidati dal maestro Lino Mognaschi della “compagnia del Lorno ” scuola di musica, danza e laboratorio di liuteria di Colorno che con Ghironde, piffero, piva emiliana e organetto diatonico  ci hanno trascinati in Scottische, Bourèe e mazurca francese, intervallandole con spiegazioni sugli strumenti musicali utilizzati e sulle tradizioni musicali locali.

Molti di noi ignoravano [ o quasi ]  che queste musiche antiche [ medioevo-inizio del 1900] fossero  diffusissime anche dalle nostre parti.

I nostri avi ascoltavano, fino a circa 100 anni fa, mazurche, polke, scottische, bourèe, gighe e ballavano accompagnati da Ghironde, pive, pifferi, organetti e…. Continua a leggere “Abbiam finito di ballare… ora si fa festa!”

Provaci ancora Gipi….

DOMANI SERA, VENERDI’ 3 DICEMBRE ALLE 20,30 CIRCA  RIPRENDIAMO IL BALLO POPOLARE TRADIZIONALE CON IL NOSTRO CARO MAESTRO GIPI DEI MALVISI.

SIAMO UN BEL GRUPPETTO OSPITATI DALL’ASSESSORE ALLA CULTURA DI LUGAGNANO VAL D’ARDA, VALERIA TEDALDI, CHE CI HA MESSO A DISPOSIZIONE  UNA SALA SPAZIOSA DELLA CASA MUNICIPALE.

INTANTO GRAZIE PER L’OPPORTUNITA’, CI STIAMO PROPRIO DIVERTENDO BALLANDO E SOCIALIZZANDO.

ABBIAMO IMPARATO CHE IL BALLO ERA SOCIALITA’, ERA GIOIA, ERA COMUNITA’.

Lo avevamo già ben intuito quest’estate a Vigoleno all’ Appennino folk festival  dove abbiamo assistito ad esibizioni-capolavoro che hanno coinvolto il pubblico di oltre mille persone per ore e ore….che con entusiasmo hanno ballato o più semplicemente ascoltato e guardato; il festival quella sera, il 4 settembre 2010, ha ospitato il ghirondista bretone Patrick Bouffard, uno dei più celebri musicisti europei [ uno spettacolo unico ].

La serata ha inoltre ospitato la musica delle quattro province eseguita dagli Enerbia, gruppo folk con Maddalena Scagnelli e Franco Guglielmetti. Nel loro repertorio gighe, alessandrine e piane dell’Appennino.
Stiamo imparando a ballare  con Gipi, il nostro giovane e paziente maestro dei Malvisi di Morfasso, che ci sta facendo assaporare la cultura dei nostri nonni…meglio bisnonni accompagnati da musiche come quella che potete intendere cliccando sul video.

Certo quando la base musicale è dei Blowzabella……