Cortemaggiore: un po’ di storia della fondazione…

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accanto al palazzo pallavicino (nella foto) sorgeva la rocca demolita nel 1809

Sergio Valtolla

Nel 1480 Gian Lodovico Pallavicino, divisosi dal fratello Giovanni Genesio che governava a Busseto, dopo una lunga lite mediata da Gian Galeazzo Sforza, fonda Cortemaggiore, definendola ufficialmente Castrum Lauri. Sostiene Andrea Corna che la denominazione si dovrebbe alla presenza nel cortile del castello di una pianta di magnifico lauro; per altri un omaggio  a Laura Landi, moglie del figlio Rolando II. Così inizia l’avventura per un nuovo piccolo Stato Pallavicino con giurisdizione su Villanova, Besenzone, Soarza, Vidalenzo e tanti limitrofi paesi della bassa valdarda e vallongina tra le province di Parma e Piacenza. Nasce dunque dalla divisione di quell’importante e ricco stato Pallavicino  che aveva capitale in Busseto e si trovava incuneato tra i possedimenti Viscontei, poco distante dalle terre dei Gonzaga e degli Estensi.

Il nome  Curtem Majorem ( o Curia Major) compare per la prima volta in un diploma reale nel 845. Continua a leggere “Cortemaggiore: un po’ di storia della fondazione…”

Rustigasso, Rustegasso: breve storia del suo castello medioevale..

da rustigazzo.com (clic per ingrandire)

Il nome antico di Rustigazzo era Rus Titi Cassi e probabilmente si ampliò in seguito all’abbandono dell’antica e vicina città di Veleia. Qui s’insediarono (anche) alcuni coloni transfughi della città citata.   Nel 1372 la famiglia Da Rustigazzo, feudataria e castellana,  unitamente agli Scotti, ai Confalonieri, ai Da Rizzolo, ai Fulgosi, agli Arcelli, ai Landi, ai Del Cario e ai Pallastrelli, nobili piacentini, si sollevava contro la tirannia esercitata dai Visconti (ghibellini). Continua a leggere “Rustigasso, Rustegasso: breve storia del suo castello medioevale..”

Valtolla, alta Valdarda: il castello del monte Lama

genziane al monte lama ….

Una località del monte Lama, alta Valle dell’Arda,  viene detta “castellaro”.

Il Lama con i suoi 1310 metri, alle cui pendici nasce il torrente Arda che ha dato il nome all’intera vallata,  corre a sud di Morfasso e segna il confine tra le province di Parma e Piacenza.

Vi sono antiche tracce sull’altura che confermano la presenza di un “castello” eretto su precedenti fortificazioni delle antiche popolazioni liguri che dominarono per secoli l’intera zona tra il “mare e la pianura del Po” prima dell’arrivo dei romani nella regione che denominarono “cispadana”.

monte lama visto da Teruzzi

Zona impervia ma d’importanza strategica poiché da tempi remotissimi (quelli già accennati dei “ligures”) fino ai primi anni del secolo scorso punto obbligato di passaggio del “tratturo” che da Bettola  conduceva a Bardi.

Non essendovi riferimenti bellici relativi a tale “castello” è da ritenersi si trattasse di costruzione minore con funzione di stazione confinaria (e di posta o dazio?) per gli importanti traffici mercantili tra la Valnure e la Valceno.

andrea bergonzi e il lama “invernale”visto dalla vallata dell’arda

Tutto questo fino a quando Bettola e Bardi erano i “mercati di riferimento” delle popolazioni dei comuni del crocevia  Valnure-Valdarda e Valceno che nel 1911 era ancora abitato da oltre 30.000 persone contro gli attuali poco più di 8000 circa.

La testimonianza di questo passato è conservata in comune a Morfasso  a cura dell’associazione volontaristica archeologica “pandora” della Valdarda ha allestito una piccola sede museale “provvisoria” con importanti reperti provenienti dalla sommità del Lama.

Note e riferimenti

SERAFINO MAGGI-CARMEN ARTOCCHINI: i castelli del piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza,  utep,  1967