Olza in Valtolla…(foto-articolo)

FIG. 1BREVE STORIA

L’Oratorio di Olza, una volta chiesa parrocchiale è dedicato a tre Santi: San Giovanni il Battista, San Fabiano e San Sebastiano (questi ultimi vengono spesso dedicati e festeggiati insieme il 27 gennaio). La dedicazione a San Giovanni risale all’epoca della fondazione della chiesa, come ricordato, avvenuta in periodo longobardo, quando questo territorio era parte della Giurisdizione autonoma di Valtolla (…). Continua a leggere “Olza in Valtolla…(foto-articolo)”

Olza, qualche ragionamento sulle origini di un nome…

Appunti di Sergio.E.Valtolla

olza per web .001 (2)Secondo alcuni ricercatori del passato l’etimologia del nome Olza deriverebbe da Aucia, “feudo imperiale” (comitato auciense) dei Pallavicini, costituito da territori tra Parma, Piacenza e Cremona, con centri a Cortemaggiore, Monticelli, Roccabianca e Busseto.
Seconda altri non è propriamente così. O quanto meno non è solo così.
AuciaAugia, Achelous, in origine si sarebbe utilizzato per “pascolo presso le acque”, “luogo pascolivo vicino alle acque”,  nel 1095 si usa Ochia per definire “porzione di terra vicino alle acque”  e successivamente il termine si sarebbe lentamente volgarizzato in Olza.  In ogni caso  il termine antico è sempre associato a luogo o terreno con acqua, o vicino all’acqua…
Nel secolo IX, in epoca Carolingia, alto medioevo (ben prima della presenza dei Pallavicini di cui sopra) la pronuncia latina della “Au” sarebbe stata trascritta come si pronunciava  in “O” oppure in “Ol” per cui gli abitanti avrebbero iniziato a pronunciare Ocia, Ozza e poi Olcia (altri Lolza con la o molto chiusa, volgare). Nel 1095 si usa Ochia, Ocia per definire “porzione di terra vicino alle acque”; nel XIII secolo un acquedotto (in Valnure?) venne identificato quale Ozedum (da Ozza) e a Pradello di Bettola c’era un corso d’acqua che da Aucia, per dire luogo bagnato da un corso d’acqua venne volgarizzato in Ozza e poi in Bagnato/a

DIFFUSIONE DEL TOPONIMO OLZA
Il toponimo è ampiamente diffuso in Italia, nel mondo e anche nelle province di Piacenza e Parma. E sempre c’entra l’acqua (fiume, torrente, sorgente, ecc..): a Monticelli d’Ongina esiste, in riva al Po, Olza; a Fiorenzuola d’Arda esiste, sulla sponda sinistra dell’Arda verso sud, Olza; a Cortemaggiore esiste la frazione di San Martino in Olza, a Morfasso esiste la frazione di Olza.

Ma nei documenti disponibili delle due province emiliane Olza è trascritto in tanti modi…

Tra il 1235 e il 1326 appaiono nelle sole province di Piacenza e Parma: Olcie, Ocie, Olzia, Lolcia, Lolza e ancora per lo stesso luogo Olza, Loza, Olzola
Nel 1235 appare un Olzia di Lugagnano Piacentino².

Nel 1432 si parla di Homines Ozie, Sperungie, Monasterii et Morfassii;  Olza di Valtolla.
Nel 1486 si parla si una chiesa dedicata a San Giovanni Battista de Olza, Morfasso.
Nel 1596 si riferisce ancora di Olza di Tolla, del monastero di valle di Tolla o d’Arda.
Nel 1695 ancora si riferisce di San Giovanni Battista di Olza quale oratorio di Morfasso (non è più definita una chiesa. Non lo è per un certo tempo o per sempre?).
I passaggi fondamentali per comprendere l’evoluzione del toponimo sarebbero questi: Aciu, Auce, Auca, Aucia, Olcia (Olgia), Olza, Lolza e infine Olza.

Potrebbe anche essere che le varie evoluzioni del toponimo Olza ricordate abbiano a che fare con i Pallavicini ma sicuramente non è così per quella di Morfasso, territorio della Valtolla.

Ma come sempre accade questo è solo una piccolissima parte di un complesso ragionamento che espone un noto ricercatore locale del secolo XIX.

NOTE

1(pronuncia anche come ocia; come Claudius si pronuncia anche come Clodius).

2(forse in tale epoca potrebbe essere stato proprio definito Lugagnano Piacentino e in seguito Valdarda, come esistono del resto Carpaneto e San Giorgio piacentino …).

Un giro per la valtolla da Castelletto a Teruzzi, lentamente e gustosamente….( di Paolo Valdarda)

di Paolo Valdarda ( studente universitario-giornalista)

Venerdì 5 novembre con l’ amico Sergio abbiamo fatto un giro per la Valtolla.

Una prima emozione è la curiosità per posti che personalmente non avevo mai visto, se non in fotografia.

L’ immaginazione è stata aiutata anche dalla descrizione fatta dai libri (uno su tutti la guida antologica Valdarda e Valchero di Gianfranco Scognamiglio, che considero un capolavoro), ma anche da persone.

La Valtolla la conosco bene, ma la gran parte sui libri e molti luoghi non li avevo mai visti di persona.

Sergio mi ha fatto conoscere posti meravigliosi (ma che dico stupendi, ma di più….. Continua a leggere “Un giro per la valtolla da Castelletto a Teruzzi, lentamente e gustosamente….( di Paolo Valdarda)”