Un giro per la valtolla da Castelletto a Teruzzi, lentamente e gustosamente….( di Paolo Valdarda)

di Paolo Valdarda ( studente universitario-giornalista)

Venerdì 5 novembre con l’ amico Sergio abbiamo fatto un giro per la Valtolla.

Una prima emozione è la curiosità per posti che personalmente non avevo mai visto, se non in fotografia.

L’ immaginazione è stata aiutata anche dalla descrizione fatta dai libri (uno su tutti la guida antologica Valdarda e Valchero di Gianfranco Scognamiglio, che considero un capolavoro), ma anche da persone.

La Valtolla la conosco bene, ma la gran parte sui libri e molti luoghi non li avevo mai visti di persona.

Sergio mi ha fatto conoscere posti meravigliosi (ma che dico stupendi, ma di più….. straordinari !!!!!).

Alla mattina ci siamo recati all’ antica Chiesa di S. Andrea di Castelletto per registrare un video in cui vi è il sottoscritto che ne spiega le vicende storiche.

Video che, grazie all’ aiuto di Sergio, sarà presto pubblicato su Youtube.

La storia di questa chiesa è affascinante….., più di quanto si creda, e Angelo Carzaniga, che è l’ autore dell’ articolo pubblicato su un numero della rivista Quaderni della Valtolla da cui è tratto il testo del video, è bravissimo a illustrarla.

Verso mezzogiorno e mezza ci siamo recati alla trattoria “Piè Dè Monti” a Monastero gestito dalla famiglia Birri.

Piatti e cortesia ottimi.

Da lì ci siamo avviati verso Morfasso, ma non transitando sulla provinciale di fondovalle (quella che passa per Sperongia, per intenderci), ma per l’ altra più tortuosa e lunga, ma sicuramente splendida, che attraversa gli abitati di Costa, Labè, Variano e Olza.

Dico splendida per i bellissimi panorami che essa ci offre verso i monti: Mu (che sovrasta Bore), Lucchi, ma soprattutto la grande Palazza e verso i paesi di Settesorelle (con la chiesa appollaiata là, come fosse un baluardo castrense, a guardia della valle), Castelletto e Vezzolacca (che sembrano fratello e sorella).

Presto si arriva a Olza (antica frazione di Morfasso), ed è qui che ci fermiamo.

Subito ci viene incontro un signore che dice di chiamarsi Angelo Fulgoni e che abita sul posto.

Afferma, purtroppo, di non aver possibilità di poter sistemare le case di sassi che lo stato non dà niente, una soluzione potrebbe essere venderle ? Un’ ipotesi che potrebbe essere discussa.

Dopo avere scattato qualche foto (che sono d’ obbligo), ci dirigiamo verso Morfasso, che ci appare immediatamente in tutta la sua bellezza.

Dico subito perché il paese non lo si vede in lontananza, ci si arriva senza accorgersene attraversando le prime case (quelle dove c’è la via Sottostrada) e il ponte sul torrente Lubiana.

La piazza Inzani, con il monumento dei caduti e il campanile della chiesa che lo sovrasta, è bellissima.

Ma noi ci dirigiamo verso lo storico bar Oddi.

Sergio scatta una foto a tre persone che si trovano davanti al bar e, con questo pretesto, uno di loro comincia a raccontare la storia della sua famiglia, una storia costellata di sacrifici e rinunce, che mi ha colpito tantissimo.

Entriamo nel bar, …..com’è bello !!!!! E soprattutto antico, qui si respira ancora l’ aria da osteria (tanto che vi sono ancora in vendita, come una volta, i sali e i tabacchi).

Non oso immaginare come qui si stia alla sera, soprattutto d’ inverno: ….partite a carte, ….risate,…tintinnar di bicchieri di vino, meraviglioso !!!!!!

Tre anziani seduti a un tavolo ci guardano come incuriositi…<<Chi saranno ?….>> diranno.

Usciamo dal bar, riprendiamo la macchina e ci portiamo verso Cornolo; stiamo andando verso un mondo a parte…,  un mondo diverso…., un mondo antico…, un mondo che non saprei definire…, la Valtolla classica.

Immediatamente si mostra in tutta la sua grandezza la Rocca dei Casali e quel paese che gli è accanto, come se vi stesse facendo la guardia: Casali.

I colori rosso e verde, con il rumore dell’ acqua che scorre nei ruscelli fanno da padrone.

Anche qui una fotografia è d’obbligo…..

Dopo avere oltrepassato Rusteghini e l’ Arda giriamo a destra.

Stiamo andando verso uno dei paesi più belli, meravigliosi, stupendi, della vallata: Teruzzi.

Teruzzi è particolare, per tanti motivi.

A me le due cose particolari che mi hanno colpito di più sono due: Il fatto di arrivare in un posto a più di mille metri senza accorgersene (o meno…, a me è capitato così, poi non so….) e il fatto che vi siano tanti agglomerati di case con nomi suggestivi : Budelli, I Massè, san Biagio, L’Oratorio.

Qui tutto si è fermato, le cose sono rimaste come un tempo, la vita è diversissima da quella di pianura, molto più lenta e calma.

Ci portiamo verso l’oratorio del paese percorrendo una strada in condizioni davvero precarie, ma per il mio amico Sergio che guida non è un problema.

È bellissimo, costruito in pietra, e ha un fascino particolarissimo.

Non sembra, ma qua dietro nasce l’ Arda, che qui è piccolissima, ….un ruscello, …una neonata potremmo dire.

Da qua vediamo tutta la Valdarda, con le Alpi sullo sfondo (che bello !!!!!)

Ci spingiamo verso l’ agglomerato più alto dei Teruzzi: i Longhi.

Ora la strada è veramente disagevole e piena di fango, in conseguenza anche alle forti piogge dei giorni scorsi.

Dopo averla percorsa ci arriviamo e parcheggiamo la macchina davanti all’ unica casa.

Alle spalle abbiamo il Menegosa, che è davvero a un tiro di schioppo, e davanti un panorama mozzafiato, ma cosa dico… ? Superbo. Macchè…, eccezionale !!!!!!!

Nel scendere parliamo con un operaio della ditta Boeri che lavora per ripristinare una frana per conto del comune.

Speriamo che possa risolvere il problema il più presto possibile.

L’agriturismo La Cassinetta ha già cominciato la chiusura invernale, ma troviamo ospitalità nella casa dei proprietari…che sono veramente molto simpatici.

Cosa si mangia ? Salame, ovviamente. Salame dell’azienda; Cosa si beve? Vino rosso ovviamente.

Anche questa è Valtolla.

 

 


Un pensiero riguardo “Un giro per la valtolla da Castelletto a Teruzzi, lentamente e gustosamente….( di Paolo Valdarda)

  1. Ciao Sergio, sono rimasto impressionato dalla descrizione fatta dal tuo amico Paolo. Che giustamente di cognome fa Valdarda, presumo perchè non è proprio della Valtolla, mentre tu di cognome fai Valtolla. La cosa già mi diverte.
    Comunque complimenti veri a Paolo per la bella descrizione, ho provato un pò d’invidia perchè avrei voluto essere lì anch’io.

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