Morto un prete se ne fa un altro?

DON GIOVANNELLI img_20140801_223723Pare che il vecchio detto ” morto un prete se ne fa un altro” in valtolla non sia più attuale. A legger la stampa locale, che non oseremmo mai contraddire, pare proprio che le cose stiano così e che il nostro Vescovo abbia deciso di non sostituire nessun prete che muore da queste parti.

Andiamo con ordine… Continua a leggere “Morto un prete se ne fa un altro?”

La fontana dei pellegrini …benedetta da Santa Maria

In valtolla di fontane e fontanelle ne abbiamo tante …talune ancora molto frequentate per l’ottima acqua che rilasciano.

L’acqua, si sa, è un grande bene per l’uomo, gli animali e la natura tutta e le sogenti sono sempre state oggetto di contese antiche presso tutti i popoli.

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Nella nostra vallata vi è sempre stata una certa abbondanza di acque sorgive e non ….al punto che, a Mignano, abbiamo un grande lago artificiale  per la raccolta delle acque della valle alta che  disseta uomini, animali e campi  dell’ intera valdarda.

Attraverso una serie di articoli recentissimi del quotidiano locale ” la cronaca” abbiamo appreso che in valtolla  vi è anche una ” fontana benedetta ” lungo l’antico percorso della via romea (la conosciuta via francigena) nel tratto tra Sperongia e il passo del Pellizzone nei pressi delle vestigia dell’antica chiesa di Santa Maria di Monte Pellizzone.

Anche in tempi non lontani chi passava in zona lasciava un ” segno “…un graffito …..come era uso fare in questi casi e proseguiva nel suo cammino.

Apprendiamo che questo tratto di via antica doveva esistere da molto tempo prima del medioevo…da molto tempo prima dell’inizio dei pellegrinaggi  verso la terra santa e verso Roma….

La via esisteva forse prima della venuta degli stessi popoli ligures veleiates (pre-romani) e continuò ad essere ampiamente utilizzata anche dai longobardi che dominarono il nord Italia e alcune aree del sud  dopo la caduta dell’impero.

La via romea della valtolla, l’antica chiesa di santa maria, la fontana benedetta….

Abbiamo appreso che anche la fontana benedetta sarà recuperata a cura dell’associazione archeologica pandora della valdarda che ne ha curato il progetto.

Con un precedente post avevamo dato un ampio risalto alla notizia del recupero del tratto di via francigena che citiamo in questo post e questa del recupero della fontana benedetta ne è il completamento.

Se le pubbliche amministrazioni capissero che questo che si sta progettando (e realizzando) non è solo un operazione culturale di ampio respiro ma anche un importante tassello del progetto turistico comprensoriale che ” manca” forse potremmo gioire maggiormente….

Ma noi non molliamo!

A quando la prima ” processione storica ” da Sperongia a Santa Maria di Monte Pellizzone….?

LA MARCIA FATICOSA DELLA SPERANZA

Abbiamo appreso che la marcia faticosa dei pellegrini che dal nord (allora dal nord del mondo) si volevano recare in Terra Santa o arrivare a Roma per ottenere ” la grazia del signore ”  passava anche nella nostra valtolla.

Vi sono documenti storici e successivi studi che attestano tutto ciò!

percorsi (clicca sulla foto per ingrandire)

Si trattava di un lungo cammino che veniva percorso a piedi e che prevedeva, necessariamente, diverse ” tappe”….lasciata la via Emilia si incamminavano verso l’appennino, raggiungevano Castell’ Arquato e proseguivano fino all’abbazia della valtolla(zona Rabbini)…poi scendevano nell’Arda la attraversavano a Sperongia e, costeggiando la rocca dei Casali, giungevano al Pellizzone.

Ovviamente i percorsi ” romei ” ( la via francigena) erano diversi e, i pellegrini, si basavano sulle esperienze di chi li aveva preceduti, sulle condizioni ambientali, storiche, sulle indicazioni che ricevevano durante lo stesso percorso, che ricevevano dalla chiesa, ecc…e quasi tutti prevedevano lo “scavalco ” appenninico emiliano.

percorsi 2(clicca sulla foto per ingrandire)

Non è facile immaginare che, tali pellegrini, salendo da Fiorenzuola potessero arrivare fino a Castello oppure fermarsi a San Lorenzo (nell’ospitale del tempo) per poi proseguire fino a Vernasca oppure fino al monastero della valtolla.

Uno dei punti fissi dove si superava il primo crinale appenninico era sicuramente  il Pellizzone e, di conseguenza, il tragitto per raggiungerlo dalla pianura doveva essere molto importante…

Ora sappiamo che nel 2010 una parte di quel tragitto (quello bellissimo, suggestivo e ” bucolico” da Sperongia al Pellizzone) sarà recuperato.

Sull’argomento, il 29 dicembre 2009, Sabrina Terzoni ha scritto un bellissimo articolo sul quotidiano ” la cronaca” conversando con Fausto Ferrari, ideatore del progetto di recupero, dell’associazione archeologica pandora della valdarda e responsabile della rivista “quaderni della valtolla”.

A tal proposito se siete appassionati di ” storie  locali” vi consigliamo due cose:

1- cercate di recuperare l’articolo di Sabrina Terzoni, leggetelo e conservatelo.

2- cercate di acquistare l’ ultimo numero ( uscito in Dicembre 2009) della rivista ” quaderni della valtolla”.

BUONA LETTURA!

RICOGNIZIONE IN VALTOLLA

Ancora una volta abbiamo fatto una ricognizione breve in valtolla in seguito alla precedente effettuata in Agosto 2009 (blog agosto).

Giornata piovosa, nebbiosa, a tratti ventosa e piovviginosa.

 

Siamo partiti, per ovvi motivi, dalla diga di Mignano  e ci siamo subito  diretti a Monastero-Rabbini ….abbiamo  fatto qualche sosta fotografando scorci nebbiosi della vallata mentre, il fondovalle, ci sembrava avvolto nel fumo.

In prossimità della chiesa di Monstero Rabbini, come al solito, gente che chiacchierava amabilmente e attendeva….
La temperatura era sui 7° c…a Piacenza circa 10° c.
molte abitazioni, evidentemente seconde case, sono sembrate chiuse.

Il paesaggio è sempre di quelli emozionanti tanto a Monastero quanto a Taverne con le sue case ben tenute, con il suo bel totem, nei pressi del ponte vecchio, che rappresenta il montanaro agricolo.

Abbiamo proseguito fino al parco provinciale del Monte moria, a 1200 mt.slm, fino all’ albergo ristorante immerso in boschi immensi di castagno, faggio, carpino, rovere.

Non abbiamo notato molte presenze di “ forestieri” e nessuna guardia del parco.
Siamo ridiscesi  e ciu siamo diretti verso Morfasso….anche in questo caso abbiamo scattato foto.

Durante il viaggio abbiamo intravisto le montagne del crinale far capolino tra le nubi….il Menogosa…il Santa Franca…..

In Paese, nella piazza, bar affollati e chiacchiere e poi…. verso Rusteghini scollinando ed  entrando in quella magnifica valle dove nasce e scorre l’Arda.

Questa pezzo di valle che è chiusa tra i monti è, come sempre, molto suggestiva con i suoi borghi presepe e la rocca dei Casali  che la intravedi fino a Sperongia dove abbiamo intravisto anche la nebbia.

Poi giù verso Mignano osservando, dal basso, le imponenti montagne che sovrastano Settesororelle avvolte da nubi basse e nebbia….con il monte palazza che svetterebbe più alto di tutti…ma oggi no.
Dopo Case Bonini abbiamo deviato verso Castelletto, fatta una tappa (d’obbligo) all’antica chiesa di Sant’Andrea … bella e suggestiva come sempre…. con la vista sul ” fumo” che avvolge la valtolla bassa…..giù…giù fino a Lugagnano.

Giunti al bivio per Vezzolacca…abbiamo notato che le fontane rilasciano, è normale, poca acqua…ma di quella sempre buona…..in paese la solita quiete luminosa delle stagioni mezzane, ….la solita vista mozzafiato, oggi sul fumo della valle che ti lascia intravedere…quello che vuoi sognare….

E’ la stagione “ più morta” dell’anno….ma si prepara il Natale che riserva sempre iniziative e sorprese.

Ricordate? Lo scorso anno…di questi tempi nevicava.