Se gli “angeli del fango” …

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quando la “campagna” frana verso il fondovalle…

«Se non vogliamo più alluvioni e calamità, dobbiamo formare nuove persone che siano in grado di garantire la manutenzione del territorio. Oggi, purtroppo, i giovani non hanno le conoscenze per farlo e io sono pronto a mettermi in gioco in prima persona per insegnare loro come si fa a “salvare” la montagna». Lo propone tramite Libertà l’agronomo Ulisse Ferrari che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzarne la semplicità, il buon senso e la grande competenza in fatto di pratiche agrarie.

È già da un po’ che il professore in pensione ha fatto di Missano una sorta di “laboratorio” a cielo aperto delle buone pratiche contro il dissesto idrogeologico: pulisce i canali, scava dei traversi per far defluire l’acqua in eccesso, fa opere di regimazione e molto altro. Tutto con le sue sole mani e tanta buona volontà, tanto che la scorsa primavera è stato nominato con un atto ufficiale del sindaco di Travo Lodovico Albasi “custode” di Missano.

«Quando ho sentito dalla televisione e dai giornali che in Valtrebbia c’erano stati allagamenti, frane e disastri, mi sono precipitato a Missano per vedere cosa fosse successo. Ma, una volta arrivato, non era successo nulla: neanche una pozzanghera. Tutto il sistema di canali ha funzionato perfettamente».

«Si potrebbero organizzare corsi assieme al Comune, impiegare persone disoccupate o in cassa integrazione per salvare alcune zone» dice Ulisse. «C’è sempre moltissimo da fare e non si può lasciare la montagna abbandonata a se stessa. Anche con un badile si può fare tanto: è sufficiente fare in modo che l’acqua in caduta compia il percorso più lungo prima di arrivare a valle o che, invece di usare le ruspe, si mantenga l’erba all’interno dei canali, per frenare la velocità dell’acqua in caso di forti piogge. Solo così si avrebbe il tempo materiale di organizzarsi in caso di emergenza».

«Se tutti i giovani “angeli del fango” che abbiamo visto in azione a Genova si fossero dati da fare durante l’estate per lavorare sui canali e fare manutenzione del territorio, non ci sarebbe stato nessun disastro. Per questo mi è sembrata bellissima l’iniziativa di volontariato giovanile promossa dal sindaco Albasi, dove i ragazzi che si impegnano d’estate a tenere pulito il paese ottengono in regalo un abbonamento alla piscina comunale».

E bravo Ulisse…capito? Questo modello vale per tutte le cose da fare e in montagna le cose da fare sono tante. Dalla riapertura dei canali ostruiti dall’abbandono alla ristrutturazione di muretti di sostegno di argini e sentieri rurali fino al recupero di edifici storici, patrimonio del territorio, la nostra memoria collettiva.

(ispirato da un articolo di Libertà del 19-10-2014 di C.Brusamonti)

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Un pensiero su “Se gli “angeli del fango” …

  1. Lo conosco Ulisse Ferrari, è stato mio prof diversi anni fa. Nonostante vedute diverse all’epoca oggi devo riconoscergli che sta facendo un gran lavoro, come già detto tante volte occorre rimettere in discussione la cultura di tutti i giorni e farla diventare cultura della prevenzione. Bravo Prof.!

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