I cammini lenti e la bellezza del mondo

I CAMMINI LENTI E LA BELLEZZA DEL MONDO

di Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, blogger, escursionista e narratore.

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Ho percorso in cinque occasioni la Via Francigena e il Cammino di Santiago, itinerari culturali europei.

Ho camminato tutte le tappe Francigene della Valle D’Aosta, del Lazio, della Val d’Orcia, del piacentino fino a Fidenza e l’intero “Camino Inglès”; esperienze impegnative che lasciano il segno.

Iniziare un cammino lungo diversi giorni non è una decisione facile ma quando si parte…se ne vanno per sempre i dubbi “riuscirò a resistere?…ce la farò?…”.

Camminado la testa si “svuota” dallo stress e si riempie di nuovi contenuti positivi, come se ci risvegliassimo al mattino dopo un buon sonno ristoratore.

Giorno per giorno, passo dopo passo, tutto si rimette in moto e ritornano a occupare la nostra mente, più di prima, la passione, la fantasia, la resistenza, l’ironia, l’amore…

Fatte queste premesse preciso subito che sono un viaggiatore un po’ particolare perché nel mio zaino occupano molta parte anche le apparecchiature fotografiche.

Procedo lentamente, mi fermo spesso per riprendere il paesaggio, un monumento, una chiesa e arrivo sempre ultimo alla fine della tappa giornaliera.

Coloro che camminano con me hanno pazienza ma sanno anche che non disdegno procedere in solitaria.

Sono abituato alle escursioni giornaliere sull’Appennino, in compagnia e da solo, sempre con la macchiana fotografica e molta attrezzatura nello zaino e dunque non posso partire per un “cammino” senza la reflex.

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Leggendo Rumiz, qualche anno fa ho compreso quanto fosse bello “menare” i piedi sulla terra appenninica; ho visto film e documentari sulla Via Francigena e sul Cammino di Santiago, ho avuto voglia di provarci e ora faccio fatica a star fermo.

Quando si fanno questi tipi di cammini che durano tanti giorni, consiglio di iniziare con lentezza, cercando di camminare per poche ore al di.

Poi, poco per volta, con il trascorrere del tempo la mente si scioglie, il corpo si adatta alla nuova situazione e tutto procede per il meglio, anche quando compaiono piccole vesciche ai piedi e subentrano doloretti diffusi che s’impara a sopportare.

In questi cammini francigeni, salvo rare eccezioni, ogni 6/7 km si incontrano luoghi per la ristorazione e per il pernottamento e dunque, giorno per giorno, si può procedere secondo un ritmo personale, senza rigidi vincoli di chilometraggio (in pratica tutte le tappe previste dalle guide “ufficiali” si possono accorciare o allungare a piacimento).

Tanto sulla Via Francigena, quanto sul Cammino di Santiago vi sono, lungo l’intero percorso, ostelli pubblici e privati, b&b e pensioni economiche, con tariffe per i pernottamenti diverse: in Italia si passa dal donativo di circa 10 €, per il solo pernottamento in ostello, a 25/30 € per il pernotto con prima colazione in b&b. In Spagna si risparmia un po’ e si parte dai 6 € per gli ostelli pubblici.

In Spagna vi sono anche molti più servizi riservati al pellegrino; in Italia iniziano a essere buoni.

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Il punto per me è che sono curioso e camminando a piedi si fanno incontri incomparabili, si transita per ambienti unici e dunque da fotografare.

Con la reflex o il tablet ho ripreso momenti indimenticabili che resteranno nella mia memoria per sempre.

Ricordo, tra tante belle cose, i campi fioriti della Tuscia, il tratto di basolato romano dopo Montefiascone, i noccioleti del viterbese, le colline della Val d’Orcia, gli aironi a Ponte d’Arbia, lo spettacolo di Bagno Vignoni, il Passo del Gran San Bernardo, la corona alpina valdostana, i vigneti estremi di Nus e Pont S. Martin, il castello di Fenis, gli horreos della Galizia, lo spettacolo del tramonto a Finisterra e a Muxia.

Poi quando raggiungi la meta, sia essa Piazza San Pietro o quella dell’Obradoiro, capita che ci si commuova.

È così!

Al raggiungimento della meta ci si rende conto quanto sia stato bello camminare a piedi fino a quel punto, come han fatto migliaia di pellegrini del mondo nel corso dei secoli.

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Quando si cammina, e si vuol documentare fotografando, non c’è tempo per “curar” la luce giusta o l’ora buona, si deve procedere e catturare immagini nel migliore dei modi possibili. Occorre decidere alla svelta, scattare e procedere…

Alla fine per belle foto è sufficiente un buon smartphone, poco ingombrante e spesso meglio di una macchinetta fotografica portatile.

Per foto che non si sgranano alla riproduzione o all’ingrandimento di stampa serve invece un’apparecchio fotografico “reflex”.

Per i cammini citati ho sempre usato una APS-C Canon vecchia di 10 anni, la buona e leggerissima EOS 550. Scatto in raw e uso due focali: un grandangolo economico 10-22 mmm e un fisso di 35 mmm, molto luminoso; porto sempre anche un piccolo e leggero treppiede Manfrotto. Prediligo scattar foto all’inizio della tappa quotidiana ma scatto quando posso e lungo l’intero percorso.

Mi piace condividere tutto tramite “social” e scatto foto anche con il tablet, anche questo piccolo e leggero.

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Nel mio zaino vige la regola del tre: tre magliette, tre mutande e tre paia di calze tecniche che si lavano e asciugano con estrema facilità. Poi metto un pantalone lungo tecnico di scorta, un pile, un impermeabile leggero, un giubbottino antivento, le ciabatte da bagno e la trousse per medicamenti vari.

Porto pochi soldi, il bancomat e una prepagata, carta identità e la credenziale del percorso che scelgo di fare. Indosso sempre scarponcini alti in tessuto antipioggia.

Il mio zaino è ragionevolmente leggero, al kg e mezzo di base aggiungo 4 kg circa di vestiario, medicamenti e tavolette energetiche, mezzo litro d’acqua di scorta e 1,5 kg di apparecchiatura fotografica varia. Molto importante usare uno zaino con un buon schienale traspirante, legato in vita e con spallacci generosi.

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Fondamentale la prima colazione che per me significa tè verde zuccherato, un cornetto dolce vuoto e uno yogurt. Dopo 6/7 km prima sosta con caffè, acqua e altro cornetto. A mezzodì uno snack salato o dolce, acqua e un bicchiere piccolo di vino rosso, a metà pomeriggio ancora caffè che aiuta a terminare il tratto giornaliero e un frutto. Alla sera un pasto caldo, verdura, frutta, acqua e un quarto di litro di vino rosso.

Durante il giorno bevo generalmente 1,5/2 litri d’acqua, fondamentale.

Farei da solo o in compagnia altri lunghi tratti di Via Francigena in Francia, rifarei la Valle D’Aosta e la Tuscia fino a Roma. Vorrei fare almeno il tratto finale della Via Francigena del sud.

A Dio piacendo…

(Il post è stato già pubblicato sulla pagina FB del blog….con tante foto è ha raggiunto 2000 persone in 5 giorni). m

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