L’ACQUA CALA AL LAGO DI MIGNANO
(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)
Le riserve d’acqua accumulate grazie alla diga di Mignano come ricordiamo erano al massimo, due mesi fa addirittura si verificò una spettacolare tracimazione; e ancora a fine luglio c’era ancora un lago pieno e spettacolare.
Le scarse precipitazioni nel bacino idrografico del lago in queste ultime settimane non sono state tuttavia sufficienti a rimpinguare l’acqua rilasciata per scopi irrigui e acquedottistici.
In questi giorni la situazione è questa, ancora più che accettabile, ma sempre più verso il minimo.
LE DIGHE PIACENTINE IN BREVE
Le dighe della provincia di Piacenza sono due: quella della Val d’Arda, la diga di Mignano e quella della Val Tidone che forma il lago di Trebecco. Entrambe sono laghi formati da sbarramenti costruiti, l’uno sul torrente Arda e l’altro sul Tidone. Dighe realizzate nei primi decenni del secolo scorso con funzione di regimazione e raccolta dell’acqua per usi irrigui. Questi invasi artificiali sono indubbiamente risorse fondamentali per le comunità della Val Tidone e della val d’Arda. Il primo, più piccolo (circa 8 milioni di metri cubi d’acqua), si trova al confine tra le province di Piacenza e Pavia nell’alta Val Tidone; sulle sue sponde si estende l’importante tracciato escursionistico “Sentiero del Tidone” che corre dalla sorgente del torrente fino al Po. Il secondo, maggiore con circa 12 milioni di metri cubi d’acqua, è originato da una diga sul torrente Arda.
IL PROGETTO ESCURSIONISTICO Il progetto escursionistico “Percorso Lungo Arda” prevede, come per il Tidone, la realizzazione di un tracciato che inizi dalla sorgente dell’Arda e raggiunga Fiorenzuola d’Arda. Entrambi i tracciati menzionati sono esposti nella guida “LE STAGIONI DELL’APPENNINO PIACENTINO- primavera estate” in edicola con il quotidiano Libertà.
Le restanti immagini delle due dighe sul profilo FB “Sergio Valtolla” (fine luglio e agosto 2024)



