Brigante della valtolla: la battaglia di Castell’Arquato e la triste fine…

briganti 6Le borgate più importanti delle nostre valli: Salsomaggiore, Borgotaro, Bardi, Pellegrino, Carpaneto, Lugagnano, Rivergaro, Ponte dell’Olio, Pianello e la stessa città di Bobbio, vennero alternativamente, e per un numero limitato di giorni, occupate.

A Castell’Arquato, il 15 gennaio 1806 ha luogo un violento scontro, concluso con la sconfitta degli insorgenti¹. Continua a leggere “Brigante della valtolla: la battaglia di Castell’Arquato e la triste fine…”

Brigante della valtolla: si spara a Castel San Giovanni, in Valtolla e…

briganti 1La prima scintilla si ebbe il 6 dicembre 1805, a Castel S. Giovanni, ove erano stati riuniti numerosi abitanti delle campagne e delle vallate, giovani e padri di famiglia indistintamente, per essere arruolati tra le truppe del principe Eugenio, viceré d’Italia, che aveva imposto a Piacenza e Parma di fornire un contingente di 12.000 uomini. Continua a leggere “Brigante della valtolla: si spara a Castel San Giovanni, in Valtolla e…”

Brigante della valtolla: quando arrivarono i napoleonici in valtolla…

briganti 7Rifaccio un passo indietro per rinfrescarvi le idee (siamo alla terza puntata della mia presentazione…lo so la faccio lunga ma serve per farvi meglio capire).

Diciamo la verità: Nel ducato di Parma e Piacenza le prime insorgenze antinapoleoniche scoppiate in Romagna attorno al 1796 non è che interessarono più di tanto. Continua a leggere “Brigante della valtolla: quando arrivarono i napoleonici in valtolla…”

Valtolla: facevamo l’emigrante, l’orsante, il brigante…per mangiare!

ICONA VALDARDA HISTORY-3 (trascinato)Qui  da Vernasca, Morfasso, Lugagnano, partivano in tanti. Facevano l’emigrante, in un primo tempo stagionale per 8/9 mesi all’anno, poi definitivamente si trasferivano in uno Stato estero (compreso il Lombardo-Veneto …) per praticare un  mestiere. Partirono anche i “briganti”, quelli veri, quelli “sociali”che si erano ribellati alle truppe napoleoniche quando queste avevano “occupato” il Ducato ma che non furono riconosciuti “patrioti” neppure al ritorno dei Duchi medesimi. Partivano all’avventura, molti di essi senza sapere… Continua a leggere “Valtolla: facevamo l’emigrante, l’orsante, il brigante…per mangiare!”

Taluni girovaghi della Valtolla non erano molto graditi…

ICONA VALDARDA HISTORY-3 (trascinato)Non tutti coloro che emigravano erano graditi. Spesso la loro fama in Patria, a torto o a ragione, li raggiungeva o li anticipava anche quando decidevano di andare all’estero. Continua a leggere “Taluni girovaghi della Valtolla non erano molto graditi…”

I briganti della valtolla e della valdarda: banditi o patrioti?

Sicuramente spiriti liberi! Ingenui, ma liberi!

Amanti della loro terra, delle loro tradizioni, anti napoleonici per necessità, ma anche anti borghesi, poveri cafoni maltrattati dal potere, da tutti i poteri forti!

La storia, si sa, la scrivono i vincitori e i cosiddetti briganti, tanto al nord, quanto al centro che al sud sono stati dei perdenti.

La storiografia ufficiale ha snobbato questi fenomeni che….. Continua a leggere “I briganti della valtolla e della valdarda: banditi o patrioti?”

Il dragone e la bambina

da wikipedia ..il brigante michelina de cesare

…egli (n.d.r: il tenente Bertrand…)  ebbe a distinguersi, da prima quando sgominò una banda di contrabbandieri provenienti dal piacentino e più tardi quando consegnò all’esercito francese una spia, Tatiana Pedrazzi, la quale aveva cercato di circuirlo per ottenere preziose informazioni sui prossimi movimenti del suo generale (n.d.r: Napoleone) in Italia del nord, per passarle ai rivoltosi sulle montagne del piacentino.

Tatiana era bella, bellissima……disse che era di origine italiana, i suoi erano venuti da Rustigassio, un piccolo paesino dell’alta val d’Arda nel piacentino….Lui fu colpito da tanta bellezza…..ma il senso profondo del dovere, in seguito gli aveva imposto di denunciarla ai militari e di farla arrestare. Due mesi fu chiamato a comandare il plotone d’esecuzione che avrebbe provveduto alla fucilazione di Tatiana……Nel 1806 fu spedito nelle montagne del piacentino, dove c’erano da combattere i rivoltosi e i briganti della valtolla…..ai Casali di Morfasso, dopo una disperata resistenza opposta da circa 700 insorti, a un numero quasi triplo di nemici e dai loro sei cannoni, i francesi diedero alle fiamme il villaggio, un incendio destinato a rimanere vivo nel ricordo di Napoleone….

(estratto di un racconto contenuto nel libro  valtolla e dintorni di “il brigante della valtolla”) in tutte le edicole della val d’arda e della valtolla, un libro di bellissimi racconti della nostra terra, della nostra gente, sulle loro storie, sulle nostre storie.

Questo è, per noi, un racconto da brivido…..una pagina della triste storia di uomini e donne della valtolla e dintorni chiamati dagli invasori “napoleonici” briganti…. ma in realtà erano dei resistenti.

Un libro che costa 10€ il cui ricavato servirà  per aiutare il reparto oncologico del nostro ospedale di Piacenza.

VALTOLLA 1810 (200 anni orsono….circa)

Val di Tolla: tratto di paese montuoso alla sommità delle valli dell’Arda, e del Chero che prende nome dal monte di Tolla.
Ne è capo la villa di Monastero.
La miseria di quei luoghi, le sproporzionate gravezze che pesavano un tempo su quei poveri abitanti, li indussero ad esercitare il contrabbando ed il brigantaggio.
Fatta asilo di banditi, la Val di Tolla suonò terribile al viandante.
Si creò quindi una popolazione fiera ed arrischiata.
Nè primi tempi della dominazione francese ( 1805 ) questa ed altre valli del piacentino insorsero contro di essa, ed il fiero generale Junòt fu mandato a comprimerne i moti, il che fece col ferro e col fuoco.
Direbbesi che nelle vene di qué montanari scorra tuttora qualche goccia del sangue di quei liguri veleiati che abitarono le loro montagne.
(tratto dal “vocabolario geografico-geologico storico della provincia di Piacenza….” compilato sulle traccie di quello…..edito nel 1834…).

SCRITTO COME SI USAVA ALLA FINE DEL 1800.
Valtolla….terra di patrioti!!