Valdarda: gran cru, escursionismo e turismo

VALDARDA: GRAN CRU, ESCURSIONISMO E TURISMO… di Sergio Efosi. 

Considerare la media Valdarda e Valnure, e zone limitrofe, con Carpaneto, Gropparello, Pontedell’Olio, Vigolzone, Castell’Arquato, Vernasca e Lugagnano  capitale del gusto piacentino forse è troppo; e anche senza forse perché, per il momento, non esistono le condizioni e neppure l’interesse per valorizzare tale “condizione”.

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L’autunno dei colori in Valdarda tra monumenti, sentieri, boschi e buon cibo…

L’autunno dei colori in Valdarda tra monumenti, sentieri, boschi e buon cibo di Sergio Efosi.
La Valdarda, e l’Appennino in generale, sono il luogo ideale per trascorrere le mezze stagioni; e l’autunno è generalmente il tempo delle belle giornate, anche se non sempre soleggiate e sempre più fresche con il passar dei giorni. Continua a leggere “L’autunno dei colori in Valdarda tra monumenti, sentieri, boschi e buon cibo…”

Gli anni da favola di Vigoleno…*

maria ruspoli
maria ruspoli

di Brigante della Valtolla

I libri di storia ci ricordano che gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, il XX, per più di un italiano, non furono certo un paradiso.

Ma la grande Storia spesso non sa niente, oppure sa troppo poco, di tanti ricordi privati, di tante esperienze vissute, di tante persone dimenticate dai più che arricchiscono il mondo di bellezza, della stessa nostalgia per l’infanzia e per la giovinezza che indora i racconti degli anziani.

E allora vi racconto ciò che mi è capitato di “catturare”, curiosando a destra e a sinistra, sulla vita a Vigoleno in quegli anni citati.

Cartolina di Vigoleno del 1929- collezione P.Morlacchini-
Cartolina di Vigoleno del 1929- collezione P.Morlacchini-

LA VIGNA D’LA MADÒNA…

Vigoleno a quel tempo era un luogo dove non mancava nulla, perché tutti gli abitanti del borgo, da generazioni, si erano abituati a fare gli artigiani o i commercianti al servizio dei castellani. C’erano cinque osterie, due calzolai e poi due falegnami, due barbieri, un fabbro e due sarti. Tutti lavoravano anche per il circondario. I sarti giravano, per giorni interi nei paesi vicini, per prendere le misure ai clienti e nella chiesa, la bella Pieve romanica risalente al XII secolo dedicata a San Giorgio, c’erano due sacerdoti che sovrintendevano anche alle parrocchie vicine. Questo ci aiuta a comprendere quanto Vigoleno fosse un paese importante. Ai primi del secolo XIX Vigoleno era anche sede del Comune, poi un giorno, dicono i più informati, venne Maria Luigia (il dominus del Ducato) che, arrabbiata per non essere stata ricevuta come desiderava, spostò la sede del comune a Vernasca. Questo lo sostengono ancora “certi vecchi” che ce l’hanno con Maria Luigia come se fosse ancora viva…

Ciò nonostante il paese era prospero: c’erano buoni campi e c’erano le vigne da cui si otteneva il famoso Vin Santo di Vigoleno che si usava per la Messa (per questo la vigna del sagrestano era chiamata “la vigna d’la Madòna”). Un paese, si direbbe,  proprio sereno.

C’erano diverse fiere all’anno, coi venditori di ciambelline che venivano a piedi da Lugagnano con tutte le file di “busslanéin” a tracolla, come enormi collane.

E  la domenica allora era veramente domenica, l’unica occasione che i giovanotti avevano per riaccompagnare a casa le ragazze. Si stava bene insieme e, nella stagione giusta, durante il “filoss”, si chiacchierava e si cantava nelle stalle ogni sera…e si pregava e si scherzava.

antica raffigurazione di vigoleno ripresa dal web
antica raffigurazione di vigoleno ripresa dal web

LA DUCHESSA DEL BORGO

Una vita che cambiò addirittura in meglio con l’arrivo della duchessa Maria Ruspoli di Gramont. Lei a Vigoleno portò un po’ più di benessere, ma soprattutto portò la bellezza, tanta bellezza come non si era mai vista prima e che, dopo di lei, non si videro mai più.

I racconti dei novantenni, e di quelli che non ci sono più, hanno tramandato i racconti sulla grande carrozza trainata dai  cavalli rumeni che il fratello le aveva lasciato, le frequenti  feste, il bellissimo teatrino che faceva del castello che era una vera istituzione culturale d’avanguardia…

Quel castello glielo aveva regalato sua madre Clelia, vedendo che lei, dopo aver visitato Vigoleno, ci aveva lasciato il cuore, nel vero senso della parola.

La Duchessa, ve lo assicuro io che lo so, era buona, gentile, alla mano: in poche parole la persona più aristocratica del mondo, premurosa con tutti, specialmente coi bambini, che adorava e che portava in gita sul greto dello Stirone, e li trattava tutti come figli suoi. Ogni tanto arrivavano qui anche i suoi due figli di primo letto, Gabriele, che morì giovane, e Graziano che, come lei, risiedevano in Francia. Ebbe anche il bellissimo Giorgio, nato dal secondo matrimonio.

LE FESTE E POI…

A Vigoleno, lo ricordano i più anziani, sono rimaste famose le feste che la duchessa Maria Ruspoli di Gramont organizzava: non solo per i suoi ospiti, ma anche per i borghigiani.

Per la vendemmia faceva sempre la Festa di Bacco con un carro trainato da una coppia di buoi che trasportava Mauro Sozzi, il factotum della Duchessa, che grande e grosso com’era si vestiva da Bacco, preciso alle illustrazioni sui libri, con la toga e i pampini d’uva in testa. Il carro distribuiva da mangiare e da bere per tutti ma, al di là di questo, l’iniziativa piaceva veramente agli abitanti.

E poi c’erano gli spettacoli allestiti in quel teatrino che Riccardo Bacchelli, il grande scrittore, l’autore di “Il diavolo al Pontelungo” e del celeberrimo “Il mulino sul Po”, amava tanto.

Ma spesso i sogni son brevi e, presto o tardi,  terminano e così iniziò la decadenza di Vigoleno.

I tempi cambiarono, il castello  fu venduto  e la Duchessa se ne andò ad Aix-en-Provence…qui i soldi erano finiti e la favola era terminata.

Ma la storia di Vigoleno finisce qui? Purtroppo no e nel prossimo post vi dirò perchè…vigoleno prop.rusca puricelli amalia -milano 1* riferimenti  bibliografici e estratti

1) Quotidiano “Libertà” del 17/06/2002

2) http://www.blogfidentino.com (post del 18-04-2013 e del 29-01-2011)

Rustigasso, Rustegasso: breve storia del suo castello medioevale..

da rustigazzo.com (clic per ingrandire)

Il nome antico di Rustigazzo era Rus Titi Cassi e probabilmente si ampliò in seguito all’abbandono dell’antica e vicina città di Veleia. Qui s’insediarono (anche) alcuni coloni transfughi della città citata.   Nel 1372 la famiglia Da Rustigazzo, feudataria e castellana,  unitamente agli Scotti, ai Confalonieri, ai Da Rizzolo, ai Fulgosi, agli Arcelli, ai Landi, ai Del Cario e ai Pallastrelli, nobili piacentini, si sollevava contro la tirannia esercitata dai Visconti (ghibellini). Continua a leggere “Rustigasso, Rustegasso: breve storia del suo castello medioevale..”

Castelli & Medioevo: musei tra Val d’arda, ducato e turismo

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

RIPRENDIAMO DA ” VALDARDA’S BLOG ” L’ARTICOLO PUBBLICATO IL 13  AGOSTO…..

” Questo post vuol essere un piccolo contributo critico per una maggior valorizzazione dei castelli medioevali della nostra vallata, la Val d’arda, delle valli piacentine, della vicina Val Ceno.
Abbiamo appositamente visitato i due castelli museo di Castell’Arquato e di Bardi e indubbiamente sono da considerarsi una bellezza, dei veri gioielli che arricchiscono le nostre vallate collinari e montane.
Sono castelli difensivi, militari (Bardi anche residenziale) e ubicati in punti strategici delle rispettive vallate.
Imponenti e massicci hanno sempre avuto ruoli di primo piano nel governo delle zone.
Ora sono monumenti-musei come ve ne sono tanti in tutto il ducato e nel resto d’Europa …..affascinanti, misteriosi, unici!
Sono gestiti dai Comuni che non hanno, praticamente, nessun finanziamento adeguato per “mantenerli” in piena efficienza.
Tutto questo nonostante siano monumenti di importanza nazionale.
Come si può pensare che un piccolo comune ( e Castello e Bardi lo sono!) possa avere le risorse per far manutenzione a questi “colossi” immobiliari del Medioevo??…..”

( per continuare a leggere il resto andate sul widget laterale ” VALDARDA’S BLOG ” e accederete  al sito  ..andate a cercare nell’archivio del 13 agosto e buona lettura)