La Gigiassa…

Maria Luigia d'Austriadi Brigante della Valtolla 

Noi di questa Valle, nella Valle dell’Arda, siamo terra di confine (ovvietà!) e ci sentiamo mezzi parmigiani, (pramzàn, come il vento che arriva dentro la Valle da sud-est). Facciamo gli anolini (anvëi) con dentro il grana e non con lo stracotto (anche se parecchi di questi li mangiano con la forchetta) e sono tante le cose che ci legano. Per esempio il piacere per la buona tavola, l’amore per i salumi, per il vino e …le belle donne. Poi abbiamo un carattere più gioviale dei piacentini del nord e di città (ma forse questi hanno altre ottime caratteristiche che non conosco…). Continua a leggere “La Gigiassa…”

Ducati farnesiani tra miserie e sviluppo…

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Pillole di storia locale…

I ducati farnesiani e borbonici, o se preferite il vecchio ducato di Parma e Piacenza o di Piacenza e Parma, erano caratterizzati da due elementi corografici che ne distinguevano tanta parte dei  confini: il Po a nord e l’Appennino a sud; tra i quali , per l’intero territorio di pianura, quasi longitudinale ad entrambi gli elementi corografici sopracitati correva l’antica consolare Via Emilia; e quasi ai lati estremi di questa lunga Via erano poste le due città principali di Piacenza e di Parma.

Poi c’erano Borgo San Donnino (Fidenza) e Fiorenzuola d’Arda, Castell’Arquato, Castel San Giovanni, Busseto e Bardi in montagna. Continua a leggere “Ducati farnesiani tra miserie e sviluppo…”

Brigante della valtolla: intervista sulla vita (la fucilazione)

briganti3Era a questo punto che, immaginiamo, sfoderavi la classe del capo…

… Il giovane svelto come un furetto, invece di lanciare il coltello contro il guerriero del capo, lo scagliò con tutta la forza che solo una grande paura sa trasmettere, contro il capo stesso dei briganti, il quale colpito in pieno petto, guardò con sorpresa il giovane, un bel po’ prima di stramazzare al suolo come un toro sgozzato. Continua a leggere “Brigante della valtolla: intervista sulla vita (la fucilazione)”

Brigante della valtolla: intervista sulla vita…(2)

Alinari ritrae il brigante (particolare)
Alinari ritrae il brigante (particolare)

Racconta delle serate estive a Taverne in Valtolla, delle serate passate favoleggiando certe storie inquietanti…

Quando, nelle lunghe serate estive, amavamo andare a bagnarci il becco nella bettola di Taverne, dopo un paio di misure di vino mi mettevo a raccontare storie più o meno paurose che perfino i miei duri uomini si spaventavano. Continua a leggere “Brigante della valtolla: intervista sulla vita…(2)”

Brigante della valtolla: Intervista sulla vita…

Alinari ritrae il brigante
Alinari ritrae il brigante

Ci hai raccontato della rivolta contro Napoleone e della repressione che ne scaturì ma ci siamo un po’ allontanati dalla storia della tua vita. Raccontaci di te…

Che cosa volete che vi dica. Ho già detto che allevavo muli e l’attività rendeva bene, mi arrangiavo portando di là dai monti dei prodotti della Bassa che altri amici portavano su da noi e che io con i miei preziosi muli andavo a barattare con quelli che venivano dal mare. Sì, potrei dire che lo facevo per collaudare i muli, ma non era certo quello che mi spingeva a trattare direttamente i miei affari. Continua a leggere “Brigante della valtolla: Intervista sulla vita…”

Valtolla: facevamo l’emigrante, l’orsante, il brigante…per mangiare!

ICONA VALDARDA HISTORY-3 (trascinato)Qui  da Vernasca, Morfasso, Lugagnano, partivano in tanti. Facevano l’emigrante, in un primo tempo stagionale per 8/9 mesi all’anno, poi definitivamente si trasferivano in uno Stato estero (compreso il Lombardo-Veneto …) per praticare un  mestiere. Partirono anche i “briganti”, quelli veri, quelli “sociali”che si erano ribellati alle truppe napoleoniche quando queste avevano “occupato” il Ducato ma che non furono riconosciuti “patrioti” neppure al ritorno dei Duchi medesimi. Partivano all’avventura, molti di essi senza sapere… Continua a leggere “Valtolla: facevamo l’emigrante, l’orsante, il brigante…per mangiare!”

Taluni girovaghi della Valtolla non erano molto graditi…

ICONA VALDARDA HISTORY-3 (trascinato)Non tutti coloro che emigravano erano graditi. Spesso la loro fama in Patria, a torto o a ragione, li raggiungeva o li anticipava anche quando decidevano di andare all’estero. Continua a leggere “Taluni girovaghi della Valtolla non erano molto graditi…”

Fiorenzuola: correvano gli anni 1836…

fiorenzuola img_1359Fiorenzuola negli Stati di Parma, Piacenza e Gustalla nel periodo tra 1836 e 1840…*

POPOLAZIONE: la popolazione del comune è riconosciuta di 6027 abitanti (16 novembre 1840).

AMMINISTRAZIONE COMUNALE:  Carlo Merosi è nominato a Sindaco (31 maggio 1837). Nomina a Sindaci di Luigi Lucca e di Giovanni Tebaldi (13 giugno 1837). Col 1° [ndr:gennaio] del 1838 Luigi Lucca assumerà per anni 6 le funzioni di Podestà (15 dicembre 1837). Il Maggiore Pier Luigi Pizzamiglio è nominato Commissario comunicativo per restarvi sino a nuovo ordine (29 dicembre 1836). Col terminare dell’anno corrente il Maggior Pizzamiglio cesserà dall’incarico temporaneo di commissario da lui esercitato con lode (15 dicembre 1837).

FILODRAMMATICA: “Vi è approvata una società filodrammatica. Alle unioni della società dovrà assistere il Podesta o un Sindaco da esso delegato per assicurarsi che in quelle riunioni non si trattino cose estranee. Gli Accademici componenti la società presenteranno di 4 in 4 mesi anticipatamente i libri stampati o i manoscritti delle rappresentazioni che intendono produrre, all’Autorità territoriale col mezzo del Podestà per ottenerne l’approvazione. L’Autorità suddetta non permetterà che quelle rappresentazioni nelle quali nulla stavi contro la buona morale, la religione e la politica, e in caso di dubbio dovrà ricorrere alla presidenza dell’Interno. (10 Febbraio 1838). Segue il testo del Regolamento in 59 articoli”.

PRETURA: Nomina a 1° Supplente del Dott. Marco Pennaroli, ed a 2° supplente del Notaio Luigi Maffini (2 maggio 1836). (…)

*(S.Fattorini, Indice analitico ed alfabetico della raccolta generale per gli stati di Parma Piacenza e Guastalla degli anni 1836 al 1840, volume sesto, stampato a Parma nel 1843)