Valtolla francigena: domenica 5 maggio oltre 70 pellegrini…(2 fine)

sulla via dei monasteri regi in Mignano di Vernasca
sulla via dei monasteri regi in Mignano di Vernasca

Seguito del post del 9 maggio* …. “Dal borgo di Castell’Arquato (nel medioevo frequente tappa di pellegrinaggio – vi si contavano otto hospitali) il gruppo di pellegrini è salito sul bel crinale appenninico che divide la val d’Arda e la val Chiavenna, su strada larga e panoramica. Gradatamente si è portato verso il monte Giogo, che sovrasta il paese di Lugagnano. Di qui per ripida discesa si giunge all’oratorio della Madonna del Piano.
Percorrendo la sponda sinistra dell’Arda su una strada che gradatamente si restringe in sentiero tra i boschi, i 70 pellegrini sono arrivati alla diga di Mignano, per poi risalire fino alla chiesetta romanica di S. Geminiano. Nell’abside del XII secolo sono conservati pregevoli affreschi, tra cui S.Giacomo in abiti da pellegrino. Qui -come da programma- è stata celebrata la messa da don Silvio, custode dell’ostello di S.Pietro in Montale. Continua a leggere “Valtolla francigena: domenica 5 maggio oltre 70 pellegrini…(2 fine)”

Valtolla francigena: domenica 5 maggio oltre 70 pellegrini…(1 di 2)

oratorio di san geminiano di mignano (cliclo di affreschi medievali...)
oratorio di san geminiano di mignano (cliclo di affreschi medievali…)

Dal blog  dell’associazione Transitum Padi  abbiamo ripreso il post” Anche per quest’anno l’associazione Transitum Padi, in occasione della V Giornata dei Cammini Francigeni, ha proseguito nella riscoperta delle antiche vie francigene: in collaborazione con il gruppo “amici della Val Tolla”, il percorso di domenica 5 maggio ha previsto la via francigena della Valdarda o via dei monasteri regi (per la presenza sul percorso di antichi monasteri di epoca longobarda a Fiorenzuola, Castell’Arquato, Tolla, Gravago, Pontremoli). Un tratto di circa 17 km da Castell’Arquato (con possibilità di inserimento 7 km più avanti, a Lugagnano) a Rabbini (antica sede del Monastero di Tolla). Continua a leggere “Valtolla francigena: domenica 5 maggio oltre 70 pellegrini…(1 di 2)”

Che i romani fossero giunti in valtolla….

villa san lorenzo (castell'Arquato), antica fabbrica del cibo romana?

Che i romani fossero giunti in valtolla lo sapevamo prima di tutto perché qui abbiamo l’esempio massimo della loro presenza: Veleia.

Che i romani e, prima di loro, altri popoli abitassero la valtolla lo sapevamo grazie al lavoro di ricerca compiuto, per esempio, dall’associazione archeologica “Pandora” e da altri illustri ricercatori.

Che la parte della media Val d’Arda (o se volete l’estremo nord della valtolla)  ove si insediarono di preferenza i romani fosse anche quella “destra” del torrente Arda lo “sospettavamo” e diverse prove erano già venute alla luce. Continua a leggere “Che i romani fossero giunti in valtolla….”

Farmacie in montagna?

tutti a portare aiuto e conforto a un "Gesù"....dove e quando serve!

Se c’è una questione sulla quale la “demagogia” non paga è proprio quella relativa alle farmacie e ai servizi socio sanitari in generale.

Le 93 nuove farmacie possibili in provincia di Piacenza ci sembrano figlie di questa logica! Sia ben chiaro non abbiamo parenti e amici di alcun tipo che praticano la professione ma  le stupidaggini sono tali e basta!

Nella nostra Montagna..tutta… forse occorrerebbe qualche [qualche!] nuova apertura ma senza esagerare. In valtolla non crediamo per nulla sia neppure questo il problema bensì quello di far restare chi c’è.

Da Mignano fino al crinale vi abitano stabilmente poche centinaia di famiglie come in parecchie parti di Vernasca e Lugagnano [dove di farmacie ve ne sono due] e quindi…. Continua a leggere “Farmacie in montagna?”

Mignano: prima del lago…districtus Valis Tollæ

clic per ingrandire

Come non trovare la descrizione che segue semplicemente “ispirata”?

«Piccolo e grande sono termini relativi ed ingannevoli: me lo ricorda una margherita che fa capolino proprio ai piedi del muro dell’Oratorio di San Geminiano a Mignano. E’ solo una macchiolina bianca, tanto piccola che neppure la vedrei se essa non implorasse uno sguardo sventolando come un vessillo nella brezza la sua corolla luminosa. Per contrasto, la pietra squadrata nel muro alle sue spalle mi appare gigantesca, e la margherita al cospetto della pietra sembra ancora più piccola. Questo Oratorio di San Geminiano non è più piccolo di altre cappelline dei dintorni, eppure a chi, camminando per la strada che corre sul lato opposto dell’Arda, lo vede posato sull’erba di un campo alla radice di un monte e accanto alla muraglia imponente della diga, esso appare fiabescamente piccino. Quando poi la luce del tramonto tracima da sopra il monte Vilandono che gli sta alle spalle indorando debolmente la rotondità dell’abside e la sommità del tetto con la campanella mentre il resto svanisce nell’ombra, la visione si fa piatta ed incorporea come una miniatura…..» Poi l’autore compie un lungo excursus storico e aggiunge.. Continua a leggere “Mignano: prima del lago…districtus Valis Tollæ”

PANORAMI DELLA VALTOLLA (anni 60)

Cartoline dalla valtolla….dall’ amico Gabriele.

cartolina n° 1) il lago visto da villa agù…..notate sulla destra la vecchia chiesa si castelletto …ancora integra.

il lago della valtolla ( estratto da cartolina )

cartolina n°2) panorama sul lago di mignano da cartolina originale

vista lago di mignano da vezzolacca (cartolina originale)

RICOGNIZIONE IN VALTOLLA

Ancora una volta abbiamo fatto una ricognizione breve in valtolla in seguito alla precedente effettuata in Agosto 2009 (blog agosto).

Giornata piovosa, nebbiosa, a tratti ventosa e piovviginosa.

 

Siamo partiti, per ovvi motivi, dalla diga di Mignano  e ci siamo subito  diretti a Monastero-Rabbini ….abbiamo  fatto qualche sosta fotografando scorci nebbiosi della vallata mentre, il fondovalle, ci sembrava avvolto nel fumo.

In prossimità della chiesa di Monstero Rabbini, come al solito, gente che chiacchierava amabilmente e attendeva….
La temperatura era sui 7° c…a Piacenza circa 10° c.
molte abitazioni, evidentemente seconde case, sono sembrate chiuse.

Il paesaggio è sempre di quelli emozionanti tanto a Monastero quanto a Taverne con le sue case ben tenute, con il suo bel totem, nei pressi del ponte vecchio, che rappresenta il montanaro agricolo.

Abbiamo proseguito fino al parco provinciale del Monte moria, a 1200 mt.slm, fino all’ albergo ristorante immerso in boschi immensi di castagno, faggio, carpino, rovere.

Non abbiamo notato molte presenze di “ forestieri” e nessuna guardia del parco.
Siamo ridiscesi  e ciu siamo diretti verso Morfasso….anche in questo caso abbiamo scattato foto.

Durante il viaggio abbiamo intravisto le montagne del crinale far capolino tra le nubi….il Menogosa…il Santa Franca…..

In Paese, nella piazza, bar affollati e chiacchiere e poi…. verso Rusteghini scollinando ed  entrando in quella magnifica valle dove nasce e scorre l’Arda.

Questa pezzo di valle che è chiusa tra i monti è, come sempre, molto suggestiva con i suoi borghi presepe e la rocca dei Casali  che la intravedi fino a Sperongia dove abbiamo intravisto anche la nebbia.

Poi giù verso Mignano osservando, dal basso, le imponenti montagne che sovrastano Settesororelle avvolte da nubi basse e nebbia….con il monte palazza che svetterebbe più alto di tutti…ma oggi no.
Dopo Case Bonini abbiamo deviato verso Castelletto, fatta una tappa (d’obbligo) all’antica chiesa di Sant’Andrea … bella e suggestiva come sempre…. con la vista sul ” fumo” che avvolge la valtolla bassa…..giù…giù fino a Lugagnano.

Giunti al bivio per Vezzolacca…abbiamo notato che le fontane rilasciano, è normale, poca acqua…ma di quella sempre buona…..in paese la solita quiete luminosa delle stagioni mezzane, ….la solita vista mozzafiato, oggi sul fumo della valle che ti lascia intravedere…quello che vuoi sognare….

E’ la stagione “ più morta” dell’anno….ma si prepara il Natale che riserva sempre iniziative e sorprese.

Ricordate? Lo scorso anno…di questi tempi nevicava.

TURISMO VERO ( in media e alta valdarda/valtolla) ?

valtolla's blog photo IMG_0367
PROMO TURISTICA PER LA VALTOLLA

Per poter elaborare un progetto turistico locale ( cosa che non fa per noi ) occorre una ricognizione sulla situazione della zona o del comprensorio oggetto di tale progetto.
Si raccolgono le idee locali, si ascoltano le voci degli operatori, si monitorano le iniziative in atto, si mappano le risorse e si procede.
Ma occorre anche valutare, per evitare di fare cose inutili, se vi sono, le condizioni affinché un progetto si possa realizzare.
Occorre, per esempio, verificare:
1.    Se vi sono gli ambienti adatti a ricevere turisti o visitatori turistici;
2.    Se tali potenziali “ clienti” potranno essere ospitati tanto per un pranzo quanto per un pernottamento;
3.    Se il comprensorio presenta “ eccellenze “ sulle quali puntare;
4.    Se vi sono altri servizi e infrastrutture adeguate ( farmacie, negozi alimentari, officine di soccorso, strade efficienti, servizi bancari e/o postali, copertura dei servizi di telefonia, ecc….).

I siti sui quali puntare, sicuramente, non mancano.
Castell’Arquato, Veleja e il Parco Provinciale in primis.
Poi una serie, non meno importante, di attrattive minori:  il battistero e la chiesa di Vigolo Marchese, l’antica pieve di Vernasca, l’antica chiesa di Castelletto, l’oratorio di Mignano….solo per citarne alcuni.
Neppure gli “ostacoli “  o le criticità mancano.
Queste sono altrettanto importanti quanto le risorse elencate.
Nel cuore del comprensorio, nel bel mezzo della valle, vi sono 3 mega impianti “ produttivi “ o di servizio fortemente impattanti con il territorio ( concentrati tra Lugagnano valdarda e Mignano):
ex RDB, ex UNICEM e diga di Mignano.
La rete stradale principale è veramente carente soprattutto nelle zone alte della valle.
Carentissime le strade provinciali zonali.

Grosse problematiche concernenti la possibilità di pranzare o cenare non ve ne sono ma se volessimo fare un approfondimento, di contro,  sulla situazione ricettiva ci troveremmo di fronte a gravi limiti già partendo da Castell’Arquato.
In tutta la zona considerata, i posti letto, sono limitatissimi già iniziando da Castell’Arquato.
Per trovare un luogo ove far alloggiare i “ viaggiatori “ di un pullman occorre andare da altre parti.  Con questo non intendiamo sottacere la presenza di eccellenze, diciamo nicchie “eccellenti ”.

La diga di Mignano, potrebbe essere considerata anche una risorsa a tal fine ma, di fatto, è fuori gioco da luglio ad aprile dell’anno seguente e quindi fruibile, turisticamente parlando, solo per un brevissimo periodo.
Dopodiché è meglio “ non farla vedere”.

Ma qui si aprirebbe un altro tema: l’uso che se ne fa per l’agricoltura.
Il rischio, parlandone, è quello di scatenare la guerra con gli agricoltori.
In ogni caso alcune considerazioni bisogna pur farle: ma i metodi irrigui in 80 anni non si potrebbero ammodernare? Raccogliere, a valle, acque piovane non potrebbe ridurre drasticamente l’uso delle acque della diga? Ma le condotte sotterranee non consentirebbero almeno una riduzione dei consumi del 30-40 % in meno?
L’allarme planetario per favorire minori consumi delle acque non è arrivato a Piacenza?
Risparmiare l’acqua consentendo uno svuotamento molto…. molto più lento significherebbe poter godere delle sue bellezze fini alla fine di Settembre.
Questa è una provocazione? No è un problema vero!

Allora che resta da fare?  …..Occorre  progettare aggirando le criticità!
Veleja (Lugagnano) così non da nulla ma con un museo che esponga “cinque o sei  casse” di reperti che sono in qualche scantinato nei musei nazionali di Parma….e con la sistemazione del sito con camminamenti e segnaletica interna….diventerebbe un “ gioiellino”.

Il parco provinciale (Lugagnano-Morfasso) non ha alcuna vera e adatta infrastruttura di accoglienza ad eccezione del “ rifugio- ristorante”. Lodevoli le realizzazioni del gestore ma servono tante altre cose a cominciare dalle guardie, dai parcheggi, dalla segnaletica interna…senza non si va da nessuna parte.
Il parco è bellissimo …basterebbe poco.

Castell’Arquato di per sé è un museo a cielo aperto. Rendendo efficiente la sua rete di piccoli musei ( inserendovi anche la collegiata) e utilizzandoli, anche, come luoghi per altre iniziative collaterali si imprimerebbe una “ svolta “ epocale alla fruibilità del borgo…..poi qui vi sono anche operatori turistici e tanto associazionismo molto valido.

Riserva del placentiano (Lugagnano- Castell’Arquato) dovrebbe andare in porto, rapidamente, la realizzazione della sede a Chiavenna  e divenire veramente fruibili ai visitatori, guidati, alcune aree della  riserva incantevoli…e poi lì siamo nella Valchiavenna vitivinicola d’ eccellenza.

Vernasca ( versante valtolla) dovrebbe rendere eccellenti i siti dell’antica pieve, della vecchia chiesa di Castelletto e rende visitabile l’oratorio di Mignano ( e i ritrovamenti dove son finiti?)…….poi qui vi sono le eccellenze gastronomiche derivate da alcune produzioni tipiche ( patate e castagne) e vi si svolgono le grandi feste popolari ( polenta, patate e castagne ).

Sono solamente esempi! …pillole!

Poi c’è tutto il tema delle case in sasso.

A quest’ ultimo proposito potremmo davvero scrivere un trattato di cosa fare, cosa  non permettere, le urgenze, gli aiuti, gli esempi, quanto ” turismo” e lavoro crea il recupero di tale patrimonio, ecc…..Dedicheremo una parte del blog alla problematica delle case in sasso.

IN GIRO PER BOSCHI …..

Anche in questi ultimi giorni, complice il ritorno del bel tempo, abbiamo assistito ad un week end di gente…tanta gente!

Tantissimi a Lugagnano per la fiera fredda, tanti a Morfasso per la castagnata, numerosissimi…ancora numerosissimi…nei boschi della valtolla per cercare castagne.

Da un mese i nostri boschi sono letteralmente presi d’assalto dai raccoglitori di castagne …ma ora siamo al termine di una stagione che quest’anno ci ha regalato frutti  abbastanza abbondanti e molto buoni…. frutti assolutamente naturali che, pare, siano ottimi per la dieta.

Peccato non valorizzare maggiormente, nell’ambito del ” natural valley ” questo prodotto che vede nella varietà di Vezzolacca quella maggiormente rinomata e celebrata ( è iscritta nei registri delle antiche varietà locali presso il ministero delle politiche agricole…insieme a quella di Gusano).

Oggi a Luneto, al ristorante ai margini del grande bosco  dell’area montana dei 3 monti ( palazza, lucchi e mu), vi era il gran pienone.

Tantissima gente, ancora una volta , al rifugio del Parco Provinciale,  da Birri a Monastero, all’agriturismo di Teruzzi, ……tanta gente dappertutto….anche nelle osterie che non citiamo…. e ve ne sono decine da Vezzolacca a San Michele,  da Rusteghini a Morfasso passando  per Mignano,  Cà Ciancia, Case Bonini, Rustigazzo, Prato Barbieri, Casali ecc…..ecc…..

VALTOLLA ACCOGLIENTE!

cartello segnaletico del parco provinciale
cartello segnaletico del parco provinciale

CICLISTI IN VALTOLLA..

Sugli sterrati, che dalla provinciale di fondovalle giungono fino alle cime del Monte Palazza, oggi vi era un gran via e vai di mountain bike!

Il clima era freddo, ma le piste erano ottime e….nel pomeriggio qualcuno, di questi ciclisti, si è chiesto  se fosse anche possibile ” costeggiare ” la Palazza, seguendo l’antica via,  per raggiungere Settesorelle da Vezzolacca.

Difficile fare tale percorso in bici…difficile anche a piedi!

Nella mattinata, inoltre, ormai come tradizione….alla ” serra ” , alle 10,15 circa, si ritrovano in sosta i cicloamatori che risalgono dalla Diga di Mignano.

Dovreste vederli…di tutte le età…..donne e uomini..con biciclette bellissime, come i veri professionisti che, curva dopo curva,  risalgono dalla fondovalle alla cima del monte seguendo la provinciale.

Alcuni sono degli ” eroi”….cinquantenni…di 80 kl. con una bella pancetta da trascinarsi fino a lassù…..veri eroi!

La Valtolla ormai è anche questo! turismo in bicicletta!

CICLISTI IN VALTOLLA ( foto archivio valtolla)
CICLISTI IN VALTOLLA ( foto archivio valtolla)

MAMMA… LE FRANE

Proprio in questi giorni sul quotidiano libertà è apparsa la notizia che la regione e la provincia hanno destinato alla ” riparazione ” del territorio montano ( e non solo) la bella somma di 700 mila €.

Forse qualcuno pensa che sono tanti? Ma non avete mai provato a fare un giro dalle nostre parti?

Vi sono ” ferite ” nel territorio tanto gravi e ” dormienti ” da tanto tempo che con tali somme si sistemerebbe, forse, la frana dell’ argine del più modesto torrentello che abbiamo …e poi e poi!

Per  la sola sistemazione delle frane di Vigoleno occorrerebbero almeno 3 milioni….si per UNA sola frana!

Vi sono ancora frane vechie di 20 anni, di 15 anni e recenti  che sono lì….che attendono e con loro noi cittadini.

Ma ci si rende conto che ogni volta che piove ……frana tutto!

Non ci vengano, per favore,  sempre a raccontare che NON ci sono soldi, che si è trattato di un evento atmosferico eccezzionale…..in poche parole che è sempre tutto frutto della situazione ” anomala”…..perchè, a questo punto, ogni volta che si parla di qualcosa ci sentiamo sciorinare il solito stanco ritornello……non ci sono soldi, ci sono altre priorità, lo metteremo in programma……e tale ritornello lo sentiamo tanto se chiediamo strade sicure, scuole, asili, servizi sociali quanto se chiediamo aiuti all’agricoltura, a chi produce, internet veloce, ecc…, ecc…, ecc….

Ma a Vigoleno sono in pericolo abitanti, abitazioni ed economia locale di uno dei BORGHI classificati tra i più belli del Belpaese!

Ma se franasse una strada nel centro cittadino di Milano…..o di Piacenza….si tratterebbe così l’emergenza? Forse che gli abitanti di Vigoleno sono meno importanti di quelli di via pinco pallo a Piacenza?

Vigoleno è patrimonio di tutti NOI! Come lo sono Castell’arquato, Veleja, Assisi, Gubbio, Firenze…..!

Abbiamo l’impressione che non sia così…vorremmo essere smentiti!

il lago, il verde, il cielo...la valtolla
il lago, il verde, il cielo...la valtolla

GLI STREGONI E I FORESTI IN VALTOLLA

boschi in valtolla
boschi in valtolla

“…. mentre lo cercava nelle foreste, incontrò prima di tutto un centauro per metà uomo e per metà cavallo, che gli disse di andare dritto … dove avrebbe incontrato un uomo che viveva in pace con gli dei ….prima di arrivare  incontrò il lupo che lo guidò fino a…..”

Era nelle foreste che che fauni e silvani avevano i loro adepti streghe e stregoni.

” I boschi hanno orecchi!” Dicevano i preti della prima cristianità.

La valtolla, tutti gli Appennini erano distese infinite di grandi alberi….grandi veramente…molto di più che non quelli che siamo abituati a vedere oggi.

Per gli antichi ligures…..antichi abitatori della zona, il bosco era sacro! Ma per il cristiano no! Era semplicemente parte della immensa natura creata da Dio.

Per questi era inconcepibile adorare piante e tante divinità diverse….Dio è uno ed è  il creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e in visibili.

I primi preti che dovevano convertire i contadini rischiavano, camminando nei boschi per raggiungere i villaggi, di trovarsi tutt’a un tratto di fronte  alle antiche divinità che si erano rifugiate nel profondo della selva, nella parte oscura, con sembianze silvestri per sfuggire all’avanzante cristianesimo.

In questi vasti, grandi boschi…profondi, umidi, silenziosi della valdarda e della valtolla un rumore sospetto, una luce insolita incutevano terrore! Da sempre! ….i folletti del bosco, gli elfi dispettosi, gli spiriti maligni…

Per le antiche popolazioni della valtolla il timore di incontrare un demone, dispettoso e cattivo era forte e il rumore improvviso del bosco, un lieve fruscio nei paraggi trasformava la paura in panico…totale panico di cadere preda del demone.

Qui si onoravano gli dei e non si comprendeva come degli adoratori di un Dio ( seppur diverso dai loro dei ) pretendessero di convertirli rischiando di suscitare le ire di giove-zeus-odino.

Anche gli eremiti cristiani erano guardati con sospetto…erano orchi? Si aggiravano per la foresta dal Monte Lama al Monte Moria conducendo cervi, daini e altri aniamali rossicci.

Si aggiravano nel bosco sempre di sera o al  mattino presto quando la luce era ancora fioca o quasi nulla….barbuti, straccioni, con un lungo bastone, non cacciavano animali.

” forse non mangiano ??” si chiedevano i celti- romanizzati della valtolla… ” Sicuramente sono stregoni che vivono con gli dei del bosco”.

I forestieri, i FORESTI,  in Valtolla non erano graditi. Questi sbucavano dalla foresta e non avevano nulla in comune con loro e con i loro dei.

Erano forse mandati dai loro stessi dei per metterli alla prova?

GIOVANI E DIVERTIMENTO

Le vicende attuali della valtolla rispecchiano il suo passato.

Terra di grandi condottieri? NO!…terra di alti prelati? QUALCUNO!

Terra di contadini e di emigranti? SI tanti!

Terre che non potevano mantenere tanti abitanti, pochi terreni coltivabili, molto bosco, pochi pascoli e poco estesi. Una terra di confine!

Oggi i tempi sono cambiati, le esigenze sono diverse e in valtolla abitano pochi nuclei familiari, pochi nuclei di giovani famiglie,…pochi giovani…i più sono lontani per studio, lavoro, interessi….solo in estate si risentono il vociare allegro dei bambini e dei ragazzi….solo in estate i paesi si rianimano…..ma qualcosa succede anche in inverno!

Alcuni giovani imprenditori si sono inventati un locale ” per giovani ” a Mignano, altri a Prato Barbieri…. qualcuno ha aperto un paio di agriturismi e la vita va avanti……con la speranza che i ragazzi della Valdarda decidano anche di frequentare tali siti e non solo la pianura.

I giovani cercano aggregazioni, momenti di divertimento, vogliono ascoltare la ” loro” musica…..vogliono frequentarsi!

la valtolla ha bisogno anche di questo!

BUON DIVERTIMENTO RAGAZZI.

un momento di svago e divertimento in valtolla
un momento di svago e divertimento in valtolla