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Come non trovare la descrizione che segue semplicemente “ispirata”?

«Piccolo e grande sono termini relativi ed ingannevoli: me lo ricorda una margherita che fa capolino proprio ai piedi del muro dell’Oratorio di San Geminiano a Mignano. E’ solo una macchiolina bianca, tanto piccola che neppure la vedrei se essa non implorasse uno sguardo sventolando come un vessillo nella brezza la sua corolla luminosa. Per contrasto, la pietra squadrata nel muro alle sue spalle mi appare gigantesca, e la margherita al cospetto della pietra sembra ancora più piccola. Questo Oratorio di San Geminiano non è più piccolo di altre cappelline dei dintorni, eppure a chi, camminando per la strada che corre sul lato opposto dell’Arda, lo vede posato sull’erba di un campo alla radice di un monte e accanto alla muraglia imponente della diga, esso appare fiabescamente piccino. Quando poi la luce del tramonto tracima da sopra il monte Vilandono che gli sta alle spalle indorando debolmente la rotondità dell’abside e la sommità del tetto con la campanella mentre il resto svanisce nell’ombra, la visione si fa piatta ed incorporea come una miniatura…..» Poi l’autore compie un lungo excursus storico e aggiunge...« Poi erano arrivati dei barbari chiamati Goti, poi altri chiamati Longobardi, che attraverso anni di scorrerie e guerre alla fine si erano insediati anche qui da padroni portando con sè la loro lingua, le loro leggi e la loro religione. Ancora una volta le terre di Mignano erano state ripartite ed assegnate a dei soldati, che adesso erano chiamati arimanni, tornando a spezzettare i vasti fondi che gli antichi proprietari romani avevano laboriosamente messo insieme. ».…. Infine, in tempi recenti…« Da queste, come da tante case di questa valle, durante il secolo appena passato gli abitanti uno ad uno sono partiti all’alba di un giorno atteso e temuto verso paesi sconosciuti, chiudendo la porta con mano tremante e consegnando la chiave al vicino con un arrivederci pieno di incertezza. Dopo qualche tempo il vicino sarebbe partito a sua volta affidando la chiave ad un altro, e così di seguito finchè tutte le porte rimasero chiuse, le ortiche crebbero sulle soglie, e tutte le chiavi giacquero in qualche angolo del quale si perdette il ricordo….»  Si giunger così  ai giorni nostri e l’oratorio in grave dissesto viene finalmente ristrutturato… qui nella quiete della valle come al  tempo dei longobardi…..

(estratto da ANGELO CARZANIGA, Oratorio di San Geminiano a Mignano in quaderni della valtolla, ACE international editore-Vernasca, AnnoVI, dicembre MMIV-  http://www.quadernivaltolla.wordpress.com )

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vista dalla provinciale

 

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