Castell’Arquato val ben una riflessione…

2014-10-06-castello vista esterna LR -1165Indubbia la bellezza del borgo arquatese, indubbia la qualità delle offerte museali, indubbia la qualità delle sue manifestazioni popolari targate prevalentemente proloco e avis (e anche gens). Anzi lo sottolineiamo: le associazioni di volontariato citate hanno meriti che vanno ben oltre il loro mandato istituzionale, si ha quasi la sensazione che sopperiscano a quello che manca, e anche parecchio, per cui non resta che pensare e augurarci che tutte le loro idee siano molto “sostenute” dal Comune. Continua a leggere “Castell’Arquato val ben una riflessione…”

Castelli & Medioevo: musei tra Val d’arda, ducato e turismo

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

RIPRENDIAMO DA ” VALDARDA’S BLOG ” L’ARTICOLO PUBBLICATO IL 13  AGOSTO…..

” Questo post vuol essere un piccolo contributo critico per una maggior valorizzazione dei castelli medioevali della nostra vallata, la Val d’arda, delle valli piacentine, della vicina Val Ceno.
Abbiamo appositamente visitato i due castelli museo di Castell’Arquato e di Bardi e indubbiamente sono da considerarsi una bellezza, dei veri gioielli che arricchiscono le nostre vallate collinari e montane.
Sono castelli difensivi, militari (Bardi anche residenziale) e ubicati in punti strategici delle rispettive vallate.
Imponenti e massicci hanno sempre avuto ruoli di primo piano nel governo delle zone.
Ora sono monumenti-musei come ve ne sono tanti in tutto il ducato e nel resto d’Europa …..affascinanti, misteriosi, unici!
Sono gestiti dai Comuni che non hanno, praticamente, nessun finanziamento adeguato per “mantenerli” in piena efficienza.
Tutto questo nonostante siano monumenti di importanza nazionale.
Come si può pensare che un piccolo comune ( e Castello e Bardi lo sono!) possa avere le risorse per far manutenzione a questi “colossi” immobiliari del Medioevo??…..”

( per continuare a leggere il resto andate sul widget laterale ” VALDARDA’S BLOG ” e accederete  al sito  ..andate a cercare nell’archivio del 13 agosto e buona lettura)

Rinviate le conferenze al museo geologico di Castell’arquato

RICEVIAMO DALLO IAT DI CASTELL’ARQUATO…
ciao,
purtroppo stamattina è arrivata la mail da francou  (ndr: direttore del museo geologico arquatese)che informa che le conferenze sono state rimandate perchè in concomitanza con altri eventi!
ti terrò aggiornato ciao scusa il disturbo a presto!!!
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RAMMENTIAMO CHE GLI APPUNTAMENTI ERANO ….
23 luglio 2010 ore 21.00
Origine della Terra e della Vita
Polvere di stelle

30 luglio 2010 ore 21.00
Variabilità e Selezione
Sbagliando si vince

6 agosto 2010 ore 21.00
Continuità o Estinzione
E’ solo fortuna?

VALTOLLA/VALDARDA: il museo più bello è il geologico!

Abbiamo appreso che nell’ambito dei musei più belli della Regione  è stato inserito il geologico arquatese.

Siamo estremamente d’accordo!..un plauso al suo ottimo e dinamico direttore dott. Carlo Francou.

Il riconoscimento di museo di qualità è l’inizio di un riconoscimento tutto strameritato.

In Provincia il riconoscimento a 3 musei cittadini ( super ) e poi all’archeologico di Pianello e al geologico arquatese.

A castello, da Noi, il riconoscimento arriva in fase di raddoppio del museo e di attesa per il restauro dell’ultimo tesoro: il delfino milionario.

Conosciamo altri due musei insigniti del premio: la galleria d’arte moderna Ricci Oddi ( per noi favolosa!!!..Unica!) e il museo di Storia naturale ( imperdibile…andateci con i vostri ragazzi! ).

La qualità paga sempre!…Il lavoro scientifico ancor più….visitatori ( anche locali) fatevi avanti!

il museo arquatese si occuopa anche di educazione ambientale ed escursionismo didattico ( vedere sito: museo gelologico ” cortesi”).

il sottoriportato file pdf vi introduce alle attività del mueso di qualità arquatese, con esposto fossili eccezionali e rarissimi tra la famosa balena fossile.

EDUCAZIONE AMBIENTALE Quaderno-natura-meravigliosa

FALLIMENTO TURISTICO (2)

( ..il precedente articolo, scritto per la federazione dei blog valtolla, è comparso il 26 gennaio..)

Evitare di depauperare tutto!..Evitare il rischio di buttare, come si usa dire,  l’acqua sporca con il bambino!
Il rischio c’è tutto e gli amministratori arquatesi sanno bene che una simile eventualità sarebbe disastrosa per la comunità locale e per Piacenza…una sciagura!

Analizziamo, brevemente,  i dati che sono pubblicati sui quotidiani.

collagiata: particolare (clicca sulla foto per ingrandire)

Nel 2009 si sarebbero registrati 25.000 ingressi nei musei locali che, ci dicono, corrisponderebbero a circa 150.000/180.000 visitatori ( arrotondamenti nostri).
Se ipotizzassimo che ogni visitatore ” spendesse” circa 10 € avremmo una  spesa di 1,5/1,8 milioni di € oltre agli ingressi nei musei.
Ma nel 2007 i visitatori stimati, con lo stesso metodo,  sarebbero stati oltre 300.000 con una spesa, di conseguenza, stimabile in 3 milioni di €.

Già nel 2006 i dati erano in forte crescita (circa 250.000 visitatori).
Poi la parentesi del 2008 ( il commissario in Comune) e finalmente un anno di quasi normalità nel 2009.

Normalità ma con dati in forte regresso!…Si son persi per strada quasi la metà dei visitatori e metà degli incassi.
Come hanno reagito gli amministratori locali: con ottimismo!…Meglio così.
Certamente la strada è in salita, ma si possono creare nuove basi per ” risalire la china”.
Coinvolgere le associazioni (ma non farsi prendere la mano! ) è un buon inizio!….Tanto possono le associazioni, tanto può il comune.
Intanto che si lavora per la prossima stagione, si getti uno sguardo oltre i confini…confini non solo geografici!….confini nel senso di altri orizzonti.
Gli errori del passato sono costati cari al Comune ( ma il rischio reale …..patrimoniale non ci sembra esista e dunque avanti con coraggio!) e commetterne altri sarebbe imperdonabile.
Si pensi che ( diecimila avanti o indietro ) chi lavora a Castello ha beneficiato, nel 2006/2007,  di un ” prodotto” che ha fatto incassare ben 2,5/3 milioni di € all’anno mentre nel 2009 solo la metà.
Non stiamo parlando di briciole!…..Fare sistema locale…battersi…

(2- continua)

VELEJA ANCORA VELEJA

Già Veleja!

Abbiamo voluto ” scomodare ” un illustre visitatore per scrivere il nostro post su Veleja.

Il famoso architetto razionalista Giovanni Antolini (1753-1841) visitò le rovine di Veleia e ne tracciò una situazione, già allora, imbarazzante….

” ognuno che si rechi a veleia, andandovi o da una parte o dall’altra, giunto che sia al luogo superiore alla chiesa, se mosso non fu dall’amore per le antichità, o se mente e occhi non ha di consumato artista o di sapiente archeologo, ma spinto solo da curiosità, poco o niuna sorpresa gli fanno quelle rovine: e se la speranza non lo mantiene, diviene impaziente……”

Già circa 200 anni orsono, illustri personaggi,  si chiedevano dopo aver ammirato le scoperte che potevano venirci a fare dei normali visitatori a Veleja.

Dissero che sarebbero stati disorientati nel vedere solo delle vestigia di fondazioni di case  e poco più, criticarono esplicitamente la qualità degli scavi e quindi coloro che li avevano compiuti.

Allora raggiungere il sito archeologico non era neppure tanto agevole e arrivando sul posto….constatando che il tutto era ridotto a fondazioni, qualche raro manufatto e poco più, dovettero essere abbastanza indispettiti.

Ovviamente si resero conto (stiamo parlando di illustri intellettuali)  che si trattava di una ” scoperta” davvero di alto profilo archeologico/storico e culturale.

La visita di Antolini si effettua pochi decenni dopo dalla scoperta del sito, avvenuta nel 1747, e già di parlava di furti, sparizioni, scavi eseguiti in maniera inaccettabile….si disse che era sparito di tutto…statue, colonne, capitelli, oggetti, monili, ecc.….in poche parole era sparito tutto ciò che poteva giustificare il viaggio di un ” curioso” che altro non è che un turista.

Ora vi sono maggiori comodità e il nostro sito vale, a prescindere, una visita poiché le vestigia sono molto interessanti e il piccolo..purtoppo troppo piccolo, antiquarium vale la gita…credeteci!

Ne abbiamo già parlato in questo blog…in articoli vari sul turismo in valtolla e in valdarda.

segnaletica interna al sito: quasi nulla ……..quasi nulla è un eufemismo…sarebbe meglio dire nulla!

Senza una precisa segnaletica descrittiva ( tipo percorso guidato) e documentata si va a casaccio e alla fine non si capisce nulla di ciò che si sta visitando.

Quando abbiamo visitato l’Antiquarium (nel primo autunno) con noi sono entrati due giovani ragazzi ….ammirati i reperti, con molta enfasi positiva, ne sono usciti dopo circa 20 minuti.

Li abbiamo incontrati nelle vestigia delle terme e abbiamo distintamente capito che non stavano capendo nulla di ciò che stava li.

Il ragazzo spazientito, erano le 11,30, aveva fretta di ricercare un luogo dove mangiare ( gli suggerimmo da Dorino…pensiamo di aver fatto bene).

L’antiquarium, di fatto, è un piccolissimo museo.…piccolissimo rispetto ai tanti reperti rinvenuti e chissà in quale scantinato di soprintendenza relegati. Quanti reperti potrebbero essere mostrati! Quanti potrebbero ritornare a Veleja!

Senza l’ampliamento di questa struttura non vi sono molte speranze! …un sogno? ….un sogno poter ammirare qui la tabula alimentaria?

Il sito chiaramente dovrebbe essere oggetto di una nuova e importante campagna di scavi e di una riscoperta generale per poter legittimamente diventare un vero polo di attrazione turistica nel quale effettuare (anche) eventi di carattere culturale, artistico ed espositivo.

Son passati circa duecento anni, dalla visita dell’architetto Giovanni Antolini ma lasituazione com’è?

Parafrasando le sue riflessioni scritte potremmo dire……” e che mai sono, e quale meraviglia possono suscitare quegli informi e disordinati rimasugli ad eccezione della piazza dove erano i templi sacri…se non ci vengono mostrate come potevano essere antichi palazzi, come potevano vivere in tale città gli antichi veleiati e poi a romani?..”

Sappiamo che la questione sta a cuore a molti, a molti anche ricoprenti cariche pubbliche.

Per chi volesse approfondire, nel bel libro “passeggiate archeologiche piacentine” del 2004( edizioni diabasis-belvedere guide) si ritrova ampia documentazione relativa agli scritti di Antolini che sono qui citati.

MUSEI ARQUATESI NEWS

Sarà la volta buona? Auguriamocelo!

Il più importante dei tesori museali arquatesi, il geologico, disporrà di maggiori spazi.

Nello stesso…diciamo così …edificio sottostante all’ area espositiva museale sono disponibili ampi locali denominati ” caverne Santo Spirito” che opportunamente ristrutturati potranno permettere un ampliamento della superficie espositiva oggi angusta….limitatissima rispetto alla grande quantità di materiale interessante che potrebbe essere mostrato.

L’edificio che ospita il museo  è  del 1500 circa e, in passato, è stato anche sede scolastica…poi, dal 1990, sede del museo geologico che si è trasferito dal torrione di metà paese.

DAL REALE ALLA STORIA...AL GEOLOGICO!

Situato nella parte monumentale..detta l’alto paese…di Castell’arquato è, di fatto, confinante con casa Illica ( altro gioiello da non peredere) e, il suo ingresso di via Sforza Caolzio, è quasi di fronte alla scalinata che porta direttamente nella piazza gioiello del paese.

In poche parole ” è tutto lì “….in cinquecento metri trovate musei, piazza, monumenti, ristoranti…….charme…..un museo unico!

Certo che ora, pare, avrà un competiror (da non sottovalutare): la Torricella della valle del placentiano ( della valchiavenna di Lugagnano)…..da non sottovalutare!

Fanno bene gli amministratori locali a muoversi come stanno, in effetti, facendo perchè di tempo se n’è già perso anche troppo!

CASTELL’ ARQUATO E LUGAGNANO LITIGANO

Ora che tra i due paesi vi fossero antiche rivalità campanilistiche era risaputo.

Ricordate le polemiche sulla circonvallazione a Castell’ Arquato e i silenzi Di Lugagnano che pensava di aver ” portato a casa ” chissà cosa?

Solo per citarne una …ma di argomenti semiseri e frivoli ( di solito le dispute campanilistiche ……si sa….) ve ne sono stati e ve ne saranno: le ragazze, i vini migliori e altri ” luoghi comuni” che non vogliamo ripetere .

Ora invece vi è un argomento che forse ai più non interessa ma che potrebbe avere risvolti addirittura legali: il Delfino milionario!

Nella riserva geologica del Placentiano che raggruppa zone di territori comunali diversi  è stato ritrovato un fossile di delfino….precisamente nel territorio del Comune di Lugagnano vald’arda.

Non essendo esperti ci limitiamo solo a segnalare che si tratta di un ritrovamento fantastico!

Tutti sanno che in Castell’ Arquato vi è un famoso e importante museo paleontologico dove sono esposti fossili di grande rilevanza scientifica ben curati e presentati dallo staff diretto, se non ci sbagliamo, dal Prof. Francou.

Questi ultimi si sono subito fatti avanti chiedendo di poter ” ospitare “Delfino milionario” ma Il Primo cittadino di Lugagnano ha posto un alt!

Quello che sarebbe sembrato ” naturale ”  per  tutti, ovvero collocare il nuovo ospite nel museo Paleontologico, non sembra che lo sia stato anche per le legittime aspirazioni dei Lugagnanesi.

COSA SUCCEDERA?

Possibili soluzioni:

1) il ” vero ” nel museo e un calco a Lugagnano ( ipotesi pare  tramontata);

2) un anno ( o due)  di onori a Lugagnano per poi esser  sistemato definitivamente nel museo arquatese;

3) nuovo museo palentologico anche nel Comune di Lugagnano dove troverebbero posto anche altri reperti locali di grande valore e un calco a Castell’ Arquato;

Non mancherebbero altre ipotesi fantasiose!

ALCUNE BREVI DOMANDE E CONSIDERAZIONI

Quando si istituì la riserva citata del Placentiano si stabili anche una sede?

Si stabilirono regole “amministrative ” per la gestione dei siti e di eventuali ritrovamenti?

In ogni caso un ulteriore museo fotocopia in zona potrebbe dare speranza, in tal senso, anche a Vernasca e a Gropparello ( in primis) che si sentirebbero meno ” escluse” e potrebbero godere, anch’esse, del prestito di qualche milione di fossili che sono impossibili da esporre nel pur  eccezionale museo arquatese…….Insisto: perchè musei solo a Castell’Arquato e Lugagnano?

Che dire poi di tutto ciò che, in passato, è stato ritrovato ( è non parliamo di ” robetta”) ed è in altri musei fuori provincia? Ritornerebbe?

Non sappiamo come andrà a finire…… ma ” il Delfino milionario ” merita di essere sistemato in un luogo ben fruibile, sicuro ( !!!) e dove effettivamente sia ben valorizzato.

PS: e Veleja….e il museo di Veleja? si vuol forse sopperire alla ” frustrazione  ” derivante dal fatto che in tale sito ( di valore storico favoloso) non vi sia NULLA della grande ed eccezionale mole di reperti che furono qui ritrovati?

dai calanchi del monte giogo a Castell'arquato..
dai calanchi del monte giogo a Castell'arquato..