VALTOLLA/VALDARDA: il museo più bello è il geologico!

Abbiamo appreso che nell’ambito dei musei più belli della Regione  è stato inserito il geologico arquatese.

Siamo estremamente d’accordo!..un plauso al suo ottimo e dinamico direttore dott. Carlo Francou.

Il riconoscimento di museo di qualità è l’inizio di un riconoscimento tutto strameritato.

In Provincia il riconoscimento a 3 musei cittadini ( super ) e poi all’archeologico di Pianello e al geologico arquatese.

A castello, da Noi, il riconoscimento arriva in fase di raddoppio del museo e di attesa per il restauro dell’ultimo tesoro: il delfino milionario.

Conosciamo altri due musei insigniti del premio: la galleria d’arte moderna Ricci Oddi ( per noi favolosa!!!..Unica!) e il museo di Storia naturale ( imperdibile…andateci con i vostri ragazzi! ).

La qualità paga sempre!…Il lavoro scientifico ancor più….visitatori ( anche locali) fatevi avanti!

il museo arquatese si occuopa anche di educazione ambientale ed escursionismo didattico ( vedere sito: museo gelologico ” cortesi”).

il sottoriportato file pdf vi introduce alle attività del mueso di qualità arquatese, con esposto fossili eccezionali e rarissimi tra la famosa balena fossile.

EDUCAZIONE AMBIENTALE Quaderno-natura-meravigliosa

LA RISERVA DEL PIACENZIANO DECOLLA?

Forse ci siamo….forse anche l’area archeologica-paleontologica del piacenziano (o placentiano) potrà decollare.

Stiamo parlando dei sentieri interni al parco...pardon riserva.

calanchi in valchiavenna (clicca sulla foto per ingrandire)

Stiamo parlando di un piano provinciale e regionale che inserisce la vasta area naturale tra quelle prioritarie per effettuare interventi di recupero della sentieristica ormai andata, in gran parte, distrutta in seguito ad avverse condizioni climatiche e, aggiungiamo noi, per incuria.

Forse occorrerebbe pensare anche a costituire un corpo di volontari amici del parco…per mantenere un buono stato delle cose che si andranno a ristrutturare…

Se poi il tutto rientrasse in un disegno che vede il ” tema ” sentieristico-naturalistico gestito come un “prodotto” ……dove vi rientrano il crinale appenninico, la mountain bike, altri sentieri, ecc….

Noi in valtolla ci accontenteremmo se le istituzioni tutte fossero coinvolte perchè la riserva è di tutti …..da Vernasca a Gropparello…perchè un sistema turistico comprensoriale prende forma solamente se ……

BREVI IN LINE@…

PRIMA NEVE IN VALTOLLA: nei giorni scorsi una bella nevicata ha lasciato il suo segno! Dalla parte superiore della diga (Case Bonini) ai rilievi intorno è ben visibile il manto nevoso che ha raggiunto lo spessore di circa 10 cm a salire fino a 20 nelle zone alte.

Il “dolomitico” Menegosa è bianco come i confratelli Lama e Santa Franca…bianchi il Moria e il monte  Palazza…ma le strade sono tutte percorribili.

RESTAURO DEL DELFINO MILIONARIO: l’opera di nettoiage del delfino fossile milionario continua e il museo geologico di Castello spera che la decisione della soprintendenza sia inequivocabilmente a suo vantaggio. Per l’opera di pulizia e consolidamento arriveranno a Castello gli specialisti (alti specialisti che in Italia non mancano) che saranno coordinati del valido direttore del museo prof. Francou.

PARLA IL PRESIDENTE DELLA RISERVA DEL ” PLACENTIANO”: il sig. Marco Canavesi (Gropparello) neo eletto, all’unanimità, dai soci della riserva parla di rilancio imminente e si dichiara a favore della eventuale destinazione “naturale ” del delfino nel museo di castello poichè unica struttura in grado di accoglierlo e valorizzarlo.

Poi: sede alla torricella entro poco tempo, sentieristica rinnovata  (era ora !), programmmi per le scuole, didattica in generale, collaborazioni con i viticoltori della valchiavenna, con l’università di agraria di Piacenza e……udite… udite…. con il parco dello Stirone.

Pare vi sia un disegno regionale tendente a unificare riserva e parco in un unicum …..che non sarebbe affatto male!

NOTIZIE & MAC

MUSEI ARQUATESI NEWS

Sarà la volta buona? Auguriamocelo!

Il più importante dei tesori museali arquatesi, il geologico, disporrà di maggiori spazi.

Nello stesso…diciamo così …edificio sottostante all’ area espositiva museale sono disponibili ampi locali denominati ” caverne Santo Spirito” che opportunamente ristrutturati potranno permettere un ampliamento della superficie espositiva oggi angusta….limitatissima rispetto alla grande quantità di materiale interessante che potrebbe essere mostrato.

L’edificio che ospita il museo  è  del 1500 circa e, in passato, è stato anche sede scolastica…poi, dal 1990, sede del museo geologico che si è trasferito dal torrione di metà paese.

DAL REALE ALLA STORIA...AL GEOLOGICO!

Situato nella parte monumentale..detta l’alto paese…di Castell’arquato è, di fatto, confinante con casa Illica ( altro gioiello da non peredere) e, il suo ingresso di via Sforza Caolzio, è quasi di fronte alla scalinata che porta direttamente nella piazza gioiello del paese.

In poche parole ” è tutto lì “….in cinquecento metri trovate musei, piazza, monumenti, ristoranti…….charme…..un museo unico!

Certo che ora, pare, avrà un competiror (da non sottovalutare): la Torricella della valle del placentiano ( della valchiavenna di Lugagnano)…..da non sottovalutare!

Fanno bene gli amministratori locali a muoversi come stanno, in effetti, facendo perchè di tempo se n’è già perso anche troppo!

CASTELL’ ARQUATO E LUGAGNANO LITIGANO

Ora che tra i due paesi vi fossero antiche rivalità campanilistiche era risaputo.

Ricordate le polemiche sulla circonvallazione a Castell’ Arquato e i silenzi Di Lugagnano che pensava di aver ” portato a casa ” chissà cosa?

Solo per citarne una …ma di argomenti semiseri e frivoli ( di solito le dispute campanilistiche ……si sa….) ve ne sono stati e ve ne saranno: le ragazze, i vini migliori e altri ” luoghi comuni” che non vogliamo ripetere .

Ora invece vi è un argomento che forse ai più non interessa ma che potrebbe avere risvolti addirittura legali: il Delfino milionario!

Nella riserva geologica del Placentiano che raggruppa zone di territori comunali diversi  è stato ritrovato un fossile di delfino….precisamente nel territorio del Comune di Lugagnano vald’arda.

Non essendo esperti ci limitiamo solo a segnalare che si tratta di un ritrovamento fantastico!

Tutti sanno che in Castell’ Arquato vi è un famoso e importante museo paleontologico dove sono esposti fossili di grande rilevanza scientifica ben curati e presentati dallo staff diretto, se non ci sbagliamo, dal Prof. Francou.

Questi ultimi si sono subito fatti avanti chiedendo di poter ” ospitare “Delfino milionario” ma Il Primo cittadino di Lugagnano ha posto un alt!

Quello che sarebbe sembrato ” naturale ”  per  tutti, ovvero collocare il nuovo ospite nel museo Paleontologico, non sembra che lo sia stato anche per le legittime aspirazioni dei Lugagnanesi.

COSA SUCCEDERA?

Possibili soluzioni:

1) il ” vero ” nel museo e un calco a Lugagnano ( ipotesi pare  tramontata);

2) un anno ( o due)  di onori a Lugagnano per poi esser  sistemato definitivamente nel museo arquatese;

3) nuovo museo palentologico anche nel Comune di Lugagnano dove troverebbero posto anche altri reperti locali di grande valore e un calco a Castell’ Arquato;

Non mancherebbero altre ipotesi fantasiose!

ALCUNE BREVI DOMANDE E CONSIDERAZIONI

Quando si istituì la riserva citata del Placentiano si stabili anche una sede?

Si stabilirono regole “amministrative ” per la gestione dei siti e di eventuali ritrovamenti?

In ogni caso un ulteriore museo fotocopia in zona potrebbe dare speranza, in tal senso, anche a Vernasca e a Gropparello ( in primis) che si sentirebbero meno ” escluse” e potrebbero godere, anch’esse, del prestito di qualche milione di fossili che sono impossibili da esporre nel pur  eccezionale museo arquatese…….Insisto: perchè musei solo a Castell’Arquato e Lugagnano?

Che dire poi di tutto ciò che, in passato, è stato ritrovato ( è non parliamo di ” robetta”) ed è in altri musei fuori provincia? Ritornerebbe?

Non sappiamo come andrà a finire…… ma ” il Delfino milionario ” merita di essere sistemato in un luogo ben fruibile, sicuro ( !!!) e dove effettivamente sia ben valorizzato.

PS: e Veleja….e il museo di Veleja? si vuol forse sopperire alla ” frustrazione  ” derivante dal fatto che in tale sito ( di valore storico favoloso) non vi sia NULLA della grande ed eccezionale mole di reperti che furono qui ritrovati?

dai calanchi del monte giogo a Castell'arquato..
dai calanchi del monte giogo a Castell'arquato..