I PATRIARCHI DORMONO

Da qualche tempo, in Emilia, un associazione classifica con metodi scientifici le piante da frutto più longeve e ne ha pubblicato due interessanti  studi.

L’ultimo in ordine di tempo classifica Vezzolacca (vernasca) come il territorio dove vivono il  castagno e il melo più longevi della provincia.

“……La biodiversità non è statica e si evolve nel tempo, così possiamo definire una biodiversità storica, legata quindi al passato, quando il paesaggio era diverso, anche le piante da frutto che sono illustrate in questo libro vengono dal passato, più o meno recente, e sono spesso la testimonianza di tradizioni alimentari legate alla cultura contadina della nostra regione……” (da i patriarchi da frutto in emilia romagna).

ECCO IL PATRIARCA DELLA VALTOLLA: 500 ANNI!

Abbiamo già scritto a proposito dei centenari in Novembre 2009; ora vi mostriamo il nostro patriarca centenario che dorme nel bosco della burona….con la sua ” guardia del corpo” costituita da altri castagni ultrasecolari e giovanetti di 100 anni….ti torneremo a trovare in primavera!

Questo non è forse, insieme a tanti altri alberi da frutto della valtolla, la nostra vera risorsa della natural valley?

AUTUNNO NELLA BURONA (VEZZOLACCA): il centenario riposa

AGRICOLTURA & NATURAL VALLEY (1)

PATATE E BOSCHI ( valtolla photo archive)

Ci avete fatto caso?….sui cartelli segnaletici della nostra Comunità Montana ci sta un logo con scritto ” natural valley “

Dov’è e cosa significa? …. nel sito apposito ci sta scritto: scelte le zone delle nostre colline e montagne dove l’acqua, l’aria e il terreno hanno i valori migliori, ne è stata ricavata un’area estesa per circa 60.000 ettari ed è stato poi richiesto ai rappresentanti dei produttori e dei consumatori di partecipare attivamente al controllo della qualità dei prodotti e dell’ambiente, fino a garantire in prima persona che Natural Valley è più di Biologico, è Biologico Ambientale Certificato corrispondente a ben specifici standards e caratteristiche.

Praticamente la valtolla è quasi del tutto inclusa ( tutto Morfasso e molto Lugagnano, Vernasca….)

Abbiamo iniziato così per introdurre un argomento che ci sta a cuore…ancor di più a cuore dopo aver scoperto che la valtolla ospita alberi da frutto centenari…tra i quali il castagno più longevo della provincia con ben 500 anni d’età ( vedi post del 18 e 20 novembre 2009).

Il Belpaese, si sapeva, è tale perchè è ricco anche di diversità agrobiologiche!….Siamo uno dei Paesi ancora ricchi di tutto ciò.

Gran parte delle nostre varietà sono un unicum con il territorio in cui sono state selezionate dagli agricoltori; gran parte sono spesso qui da tempi lontani e costituiscono la base del tessuto agriculturale.
Quanto è arrivata la cultura dell’agroindustria (massiccia a partire dagli anni 60) a imporre le sue razze e i suoi semi molto è cambiato, le campagne sono mutate e ha iniziato a depauperarsi tale biodiversità.
Le esigenze di tale implementazione agroindustriale erano dettate da due fattori fondamentali: l’uno perché le vecchie “ varietà o razze animali” non erano più sufficientemente produttive rispetto all’accrescere dei costi produttivi unitari e dei bisogni alimentari, l’ altro perché tali “ varietà o razze animali” non erano oggetto, da troppo tempo, di difesa tipologica e ricerca genetica. In poche parole non veniva supportata la qualità che producevano tali varietà locali a scapito della quantità e degli standard commerciali prevalenti.

Così, piano piano, siamo arrivati a parlare di OGM ( organismi geneticamente modificati) e, pertanto, ci sta attendendo una mutazzione “ varietà o razze animali”  frutto di ” ingegneria genetica” spazzando via, di colpo, ciò che è stato, si è evoluto, si è modificato in natura in milioni di anni.

Certamente l’introduzione massiccia di tutto ciò  favorirà le grandi aziende piuttosto che le piccole.
Di conseguenza si marginalizzeranno le piccole aziende, la maggior parte delle aziende agrarie italiane e la totalità di quelle della alta collina e montagna, a favore di coltivazioni e agricoltura industriale estensiva……….(continua)……..

MOSTRIAMO I CENTENARI! …I PATRIARCHI.

albero millenario a Offranvile ( francia del nord)

Quando si hanno in famiglia ” centenari” o quasi centenari si è orgolgiosi di poterlo dire….in ogni occasione possibile.

In cuor nostro pensiamo…..ed è più che umano …..che siamo in una famiglia di ” buona razza ” …terminologia molto rozza e dialettale ma significativa sullo stato che tale presenza centanaria provoca in noi.

Ora NOI tutti in valtolla abbiamo appreso che vi sono molti centenari, molti patriarchi che vivono tra noi.

Ve ne sono nel comune di Vernasca, a Lugagnano a Morfasso……

Di che parliamo? ..Dei Patriarchi arborei, silenziosi dominatori dei secoli, del tempo dell’uomo.

Nella storia dell’ uomo forse ricordiamo i grandi patriarchi antichi: Adamo che visse 930 anni, Noè che visse 950 anni, Isacco 180 anni….ecc….

I grandi Patriarchi arborei invece rappresentano l’essenza della vita, di tutti, sono la congiunzione, la continuità, la certezza che 500 anni fà, 100o anni fà c’era ossigeno, c’era biodiversità, c’erano lo stesso ossigeno, gli stessi zuccheri e grazie anche a loro c’era la vita.

La vita con queste grandi piante, con la loro capacità di trasformare, la luce del sole e gli elementi,  in ossigeno essenziale per gli animali e l’ uomo compreso.

Gli alberi sono fonte di salute neuropsichica, fattore di equilibrio e di tonicità: rispettiamoli!

Pare che a Vezzolacca ve ne siano anora molti di questi patriarchi della natura, pare vi sia il più longevo della provincia di Piacenza che coabita con il melo più longevo….l’uno 500 anni…l’altro 100 anni.

In Emilia c’è un associazione di esperti agronomi e naturalisti che li ha identificati, classificati e ne ha pubblicato due meravilgiosi volumi che si possono scaricare dal sito dell REGIONE.

Questi esperti organizzano anche conferenze e mostre sul tema.

Sarebbe bello se la valtolla ospitasse in un week end primaverile una conferenza, la mostra e la visita guidata ai suoi patriarchi.

Sarebbe bello se nascesse un ” movimento locale di classificazione di piante antiche, rare, vecchie…

CENTENARI A VEZZOLACCA…una speranza!

Lo sapevate che a Vezzolacca vivono degli  ultracentenari?

Secondo uno studio commissionato dalla Regione l’albero da frutto più longevo del piacentino risiede in questo antico borgo…ovvero nei boschi dell’ antica valtolla.

Ha raggiunto la venerabile età di 500 anni, è alto 13 metri e, il suo fusto, ha una circonferenza di quasi 7 mt. ( esatti mt.6,80).

Purtroppo è circondato da altre piante, molto più giovani, cagionevoli di salute.

Comunque, a parte il castagno record, nell’intero bosco e in altri della valtolla di ultracentenari ve ne sono molti altri.

Non stiamo parlando di alberi di Castagno di  100/110 anni!…No ….stiamo parlando di piante attivissime che superano l’età di 200….in qualche occasione anche 300 anni.

Provate a girare il bosco! Quando vi imbatterete in un castagno il cui tronco supera 2,5 mt. di circonferenza siete certi di essere dinnanzi ad un ultra centenario di almeno 200 anni.

Ma ci pensate?

 

l'antico ceppo del castagno

 

Il nostro castagno cinquecentenario è nato circa nel 1510 quando l’Italia era sconvolta dalle guerre e dalle dominazioni straniere …spagnoli, francesi e austriaci…corvi distruttori e saccheggiatori del Belpaese.

In quel periodo (diciamo tra il 1500 e il 1650 circa) vi stati anche importanti pensatori e scienziati ancor oggi ritenuti “geniali”: Newton, Copernico, Keplero, Campanella, Shakespeare, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Bernini, Cervantes, ecc…..

Capite perché è giusto conservare, valorizzare, ricordare…riflettere.

Capite quanto un elemento apparentemente inanimato….ci possa aiutare a riflettere ….a riflettere sull’esistenza umana e sulla sua storia?

Quando, ad inizio autunno, la Proloco locale organizza la sua festa della castagna ( facciamo notare …della castagna) mette in mostra un antico ceppo di oltre 500 anni di un grande albero di tale essenza citata che è stato recuperato nel bosco, sapientemente ristrutturato e preparato per essere esposto.

Quando osserverete uno di questi mitici centenari rammentate….rammentate.

L’intera area della Valtolla, con in testa Vezzolacca, ha una superficie di Castagno che raggiunge diverse centinaia di ettari ( qualcuno azzarda siano almeno 1000 ettari).

Solamente il monte …o meglio i monti che sovrastano Vezzolacca/Settesorelle si estendono per oltre 600 ettari dei quali oltre il 70% a castagno…domestico e selvatico.

Ma questo piccolo borgo vanta anche un secondo primato: il Melo più vecchio della valtolla.

Questo ha “solamente” 100 anni, alto anch’esso 13 metri con il tronco che misura 2,5 metri di circonferenza.

Anche in questo caso il melo centenario vive in un contesto locale con altri alberi di melo e pero che se non sono centenari ……poco ci manca.

I boschi  e l’ambiente circostante sono la cartina al tornasole della nostra salute …se qui si vive tanto abbiamo buone speranze.

Ma non dormiamo sugli allori!

Il comune di Vernasca che fa?  Difende i centenari?

( la fonte sulle piante è  un quotidiano locale)