AGRICOLTURA & NATURAL VALLEY (1)

PATATE E BOSCHI ( valtolla photo archive)

Ci avete fatto caso?….sui cartelli segnaletici della nostra Comunità Montana ci sta un logo con scritto ” natural valley “

Dov’è e cosa significa? …. nel sito apposito ci sta scritto: scelte le zone delle nostre colline e montagne dove l’acqua, l’aria e il terreno hanno i valori migliori, ne è stata ricavata un’area estesa per circa 60.000 ettari ed è stato poi richiesto ai rappresentanti dei produttori e dei consumatori di partecipare attivamente al controllo della qualità dei prodotti e dell’ambiente, fino a garantire in prima persona che Natural Valley è più di Biologico, è Biologico Ambientale Certificato corrispondente a ben specifici standards e caratteristiche.

Praticamente la valtolla è quasi del tutto inclusa ( tutto Morfasso e molto Lugagnano, Vernasca….)

Abbiamo iniziato così per introdurre un argomento che ci sta a cuore…ancor di più a cuore dopo aver scoperto che la valtolla ospita alberi da frutto centenari…tra i quali il castagno più longevo della provincia con ben 500 anni d’età ( vedi post del 18 e 20 novembre 2009).

Il Belpaese, si sapeva, è tale perchè è ricco anche di diversità agrobiologiche!….Siamo uno dei Paesi ancora ricchi di tutto ciò.

Gran parte delle nostre varietà sono un unicum con il territorio in cui sono state selezionate dagli agricoltori; gran parte sono spesso qui da tempi lontani e costituiscono la base del tessuto agriculturale.
Quanto è arrivata la cultura dell’agroindustria (massiccia a partire dagli anni 60) a imporre le sue razze e i suoi semi molto è cambiato, le campagne sono mutate e ha iniziato a depauperarsi tale biodiversità.
Le esigenze di tale implementazione agroindustriale erano dettate da due fattori fondamentali: l’uno perché le vecchie “ varietà o razze animali” non erano più sufficientemente produttive rispetto all’accrescere dei costi produttivi unitari e dei bisogni alimentari, l’ altro perché tali “ varietà o razze animali” non erano oggetto, da troppo tempo, di difesa tipologica e ricerca genetica. In poche parole non veniva supportata la qualità che producevano tali varietà locali a scapito della quantità e degli standard commerciali prevalenti.

Così, piano piano, siamo arrivati a parlare di OGM ( organismi geneticamente modificati) e, pertanto, ci sta attendendo una mutazzione “ varietà o razze animali”  frutto di ” ingegneria genetica” spazzando via, di colpo, ciò che è stato, si è evoluto, si è modificato in natura in milioni di anni.

Certamente l’introduzione massiccia di tutto ciò  favorirà le grandi aziende piuttosto che le piccole.
Di conseguenza si marginalizzeranno le piccole aziende, la maggior parte delle aziende agrarie italiane e la totalità di quelle della alta collina e montagna, a favore di coltivazioni e agricoltura industriale estensiva……….(continua)……..

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