Riportiamo dal quotidiano libertà del 16 dicembre 2010 una bella notizia per la valtola, per le valli piacentine, per tutti noi. Grazie Ivano!!! ( Ivano Rocchetta è il Sindaco di Castell’Arquato).
 
Castellarquato chiede una centralina fissa. «Cosa brucia nel cementificio di Molino Teodoro»? Il quesito che turba i cittadini della Valdarda è stato inoltrato ad Arpa dal sindaco di Castellarquato, Ivano Rocchetta, il primo degli amministratori a prendere la parola durante l’assemblea. «Nella zona – ha indicato – sono aumentate alcune patologie, da alcuni messe in relazione con l’impianto industriale di Vernasca. Lo stabilimento sembra infatti funzionare come un inceneritore, per cui chiediamo di conoscerela la natura dei materiali rilasciati in atmosfera dopo la combustione».
 
Altra problematica della fascia collinare valdardese, evidenziata dal primo cittadino arquatese, è il traffico veicolare connesso alle attività produttive. «Oltre ai danni all’apparato respiratorio – ha osservato – temiamo per quelli causati dall’inquinamento acustico, dovuti al transito di oltre mille camion al giorno nei periodi di più intensa attività. Il problema è particolarmente evidente a San Lorenzo, dove la strada scorre ad un metro e mezzo dalle abitazioni costruite nel Settecendo quando un certo tipo di insediamenti industriali ancora non esisteva».

La proposta per verificare la compatibilità di un simile flusso di mezzi pesanti è quindi quella di «una centralina fissa da installare a Castellarquato», suggerimento accolto da Fabbri che si è dichiarato disponibile ad attivare o il dispositivo per la misurazione delle Pm10 o a lanciare una costante campagna di monitoraggio in collaborazione con la provincia. Per quanto riguarda le emissioni del cementificio, il direttore di Arpa ha assicurato come l’esame sia «annoverato tra le azioni a controllo periodico che l’agenzia effettuerà nel 2011». ……( omissis..)

COMMENTI DEL BLOG

Conosciamo bene il signor Sindaco di Castell’Arquato  e quello che riporta Libertà NON ci ha sorpreso.

Sapevamo che è un “ragazzo” eccellente della nostra magnifica vallata; un ragazzo di San Lorenzo; una persona impegnata seriamente per la sua comunità.

CARO IVANO NOI SIAMO TUTTI CON TE!! GRAZIE PER QUESTO INTERVENTO.

NOI CONTINUEREMO AD ESSERE CRITICI E “ROMPIBALLE” PERCHE’ LA SALUTE DEI NOSTRI FIGLI E DELLA NOSTRA GENTE CI STA TROPPO A CUORE.

BOUN LAVORO E BUON 2011!

Ps: attendiamo anche il pronunciamento degli altri Sindaci!!

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6 pensieri riguardo “Castell’Arquato: grazie Signor Sindaco!

  1. Chiediamoci anche come mai sono sparite da anni le centraline (per polveri, NOX ed ossidi di zolfo) installate con soldi UNICEM, nel comune di Vernasca a seguito del mega “accordo” tra il comune di Vernasca e l’UNICEM stessa, a titolo di “risarcimento” per il “danno ambientale” (absit iniuria verbis…..) prodotto dalle sue imponenti (e chiaramente nocive) emissioni atmosferiche.

    Chi pagherebbe, invece, queste nuove centraline? Sempre il cittadino Pantalone, vero?

    Anna

  2. commento di sergio valtolla
    cara anna,
    il tuo commento mi piace e faccio un paio di considerazioni.
    1- che io sappia di quell’accordo al quale fai riferimento non ricorda più nulla nessuno; la provincia e la regione (arpa) come mai non hanno mai detto nulla? Chi ha dato l’autorizzazione a toglierle?
    Insomma ” fatta la legge …fatto l’inganno” e tutti vissero contenti di ignorare….
    2- intanto era ora che un Sindaco della zona chiedesse apertamente di sapere cosa si brucia nella “stufa” dell’unicem…che avanzasse qualche sospetto e annunciasse che sono aumentate certe patologie legate a certo inquinamento da polveri fini ( proprio le famigerate PM10) e che chiedesse di installare una centralina a castello…..

    E’ già un risultato!! E’ rilevante! Non risolutivo di tutto ma…..

    1. Ciao Sergio,
      concordo con te in merito alla volontà del Sindaco di Castello, ma ricordo a te e agli altri lettori che le polveri PM10 sono solo la parte minore del problema..
      Esistono tutta una serie di polveri più sottili (PM2,5 e minori) che arrecano danni maggiori e sono ahimè meno “visibili” sul breve periodo. A queste sono ormai scientificamente attribuite patologie ben più gravi di quelle connesse alle PM10!

      link ufficiali:
      http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/reggioemilia/notizie_810.asp
      http://www.explora.rai.it/online/doc_news.asp?news_id=1096
      http://www.arpa.emr.it/documenti/arparivista/pdf2009n6/PoluzziAR6_09.pdf

      altri link da cui reperire bibliografia:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Nanotossicologia
      http://www.codiamsa.org/salute.html

      1. grazie andrea!
        sarebbe interessante capire se le pm2,5, per esempio, sono presenti in provincia e lo possono essere anche qui in valdarda…..

  3. Gentile Sergio,
    evidentemente Lei è giovane e non può ricordare quell’accordo (di cui esiste documentazione) degli inizi degli anni ’90, che suggellò il ritiro del ricorso al TAR contro la concessione edilizia ad UNICEM da parte del comune di Vernasca ad ampliare (di fatto, a costruire ex novo) la cementeria.
    Diversi personaggi di spicco allora (come lo sono oggi) affermarono (ed è scritto) che l’aumento di traffico dei camion, conseguente all’ampliamento della fabbrica, non avrebbe comportato nessun problema. Già allora erano smentibili. La successiva costruzione dell’odierna tangenziale di Lugagnano (il cui costo, poi, è ricaduto per gran parte sulla collettività) prova che quei signori mentivano sapendo di mentire.
    Non si possono che provare malinconia ed amarezza se si torna con la memoria a quegli anni, in cui tanta gente si mobilitò contro la costruzione di quello che oggi qualcuno definisce “catafalco di cemento”, visto come sono andate le cose, ossia come la buona fede di tanti è stata aggirata ed abbindolata.
    Ma è una ferita che si riapre e sanguina.
    Ben vengano, comunque, le azioni di oggi a difesa del bene primario di tutti che è la salute, in una valle stretta come la Val d’Arda, in cui, a buon senso, nemmeno un bambino ingenuo avrebbe collocato un cementificio, così vicino al torrente Arda, in spregio anche alla legge Galasso.
    L’augurio è che in questa valle che Lei chiama, con suggestiva tenerezza, Val Tolla, così bella e così maltrattata, così incompresa e negletta da parte di qualcuno di quei personaggi a cui sopra mi riferivo, l’augurio, dicevo è che trovi, sotto la cenere dell’indifferenza e della rassegnazione, l’orgoglio e la forza per riscattarsi.
    Nel frattempo, a Lei e a chi si impegna per il bene la Val d’Arda/ Val Tolla, un sincero augurio di Buon Natale.
    Anna

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