Caro Babbo Natale, voglio, vorrei una Valdarda …

2016-10-16-vezzo-la-vecchia-chiesa-1645VOGLIO UN VALDARDA, VORREI …

Lo so bene che non ho più l’eta per fare queste cose ma a volte ritrovare un po’ di genuina fanciullezza non guasta…

Caro Babbo Natale, vorrei  ritrovare l’orgoglio di una vallata dove vivere bene, come è sempre stato, e com’è ancora in tantissime sue parti. Voglio poter ricordare la tradizione, la storia; voglio, vorrei … Continua a leggere “Caro Babbo Natale, voglio, vorrei una Valdarda …”

Carbonext: ricorso al tribunale, e dopo?

2015-05-24-no carbonext web 1 LR-3764A quanto pare il comitato ha raccolto un bel pò di adesioni per presentare il ricorso al TAR, tribunale amministrativo regionale, contro l’autorizzazione della Regione per l’uso del carbonext in Valdarda.
Vedremo come andrà a finire.
Se vincono i comitati serve vigilare perché quanto uscito dalla porta non rientri dalla finestra.  Continua a leggere “Carbonext: ricorso al tribunale, e dopo?”

Turismo piacentino: come va?

taverna-IMG_2254PRIMA UN PO’ DI NUMERI…

Leggendo l’ultimo report semestrale 2016 della Provincia di Piacenza sembrerebbe che il turismo nostrano sia in ripresa. Questa è senza dubbio una bella notizia.

  1. Arrivi da gennaio a giugno 2016:  113.156 (nello stesso periodo del 2015 erano stati 101.650).
  2. Presenze (in pratica i pernottamenti ) da gennaio a giugno 2016: 221.623 (nello stesso periodo del 2015 erano stati 193.384).
  3. La parte del leone la fa Piacenza con la sua zona limitrofa, poi ci sono la Valdarda e la  Valtidone.
  4. In forte recupero la Valtrebbia.

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Il selvatico emigra…e i guai pure.

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un incidente nel bolognese

Una volta, negli anni ’70 del secolo scorso,  i cinghiali, i caprioli e altre specie ungulate nel nostro Appennino erano “merce rara”.

Ma si sente dire che i cacciatori, alleati con i naturalisti, d’accordo con le varie amministrazioni provinciali, introdussero questi animali un po’ ovunque in prossimità dei nostri crinali promettendone un serio controllo…avete capito bene: un serio controllo. Nessuno hai mai confermato queste notizie …e nemmeno smentite ufficialmente. Poi a un certo punto qualcosa deve essere andato “storto”… per non dir peggio e ora ci sono i problemi. Continua a leggere “Il selvatico emigra…e i guai pure.”

Della montagna si parla bene in estate e poi…

2016-07-24-teruzzi-0977IN ESTATE PARLAR DI MONTI FA TENDENZA…

Delle nostre vallate alte, per intenderci quelle più belle, a tratti molto suggestive e tutte da scoprire si parla sempre, quasi esclusivamente, in estate. E ci sono luoghi che concentrano l’attenzione di media perché i loro amministratori riescono a mandare in scena il “teatrino della politica” per parlare di cose belle, dei loro progetti, delle loro tante promesse… quasi dei sogni a occhi aperti.
Poco male, serve anche sognare! Ma non è sufficiente.
Qualcosa, a dire il vero pochissimo di quelle annunciate, viene anche realizzato.
Mi piacciono sopratutto i grandi proclami che fanno “assessoroni e assessorone” della Regione che per ferragosto e dintorni, quando tutti i palazzi della politica sono chiusi, si fanno una specie di selfie collettivo tra amici e omettono sempre (sic!) di parlare di argomenti scottanti: carbonext; che fine farà l’ospedale di Villanova, centro di eccellenza della nostra sanità in procinto di essere smantellato; il bitumificio di Gossolengo; lo stato pietoso delle strade provinciali; il disastro del lungo Po piacentino che piace solo nei proclami ma poi viene sempre “schivato” quando si tratta di far qualcosa di concreto… per non parlar di veri problemi legati all’assetto idrogeologico montano e alto collinare, argomento di cui i politici “preferiscono” parlare dopo una bella franona per promettere 100 e poi dare 10…quando ci va di lusso.
Nella montagna valdardese l’ultimo “grande intervento pubblico” che io ricordi (forse ho la memoria corta…) è stato al Parco Provinciale per abbattere un sacco di piante che non davano alcun fastidio…ovviamente si è fatto con la scusa del “risanamento”, e così un sacco di soldoni nostri se ne sono andati per un’altra cosa inutile.
Ma ho speranza (ancora una volta) che i buoni propositi annunciati nel bel comune appenninico di Cerignale in Valtrebbia prima o poi si concretizzino…speriamo prima che poi.

E ANNUNCIANO ALTRI SOLDI…
Entro ottobre, ci informa il nostro quotidiano, i comuni e i consorzi forestali potranno chiedere interventi a fondo perduto (avete capito bene: a fondo perduto), per progetti rientranti in un un range di spesa tra 50 e 150 mila €, per fare un sacco di cose legate al turismo: dal ripristino della sentieristica alla realizzazione di piccoli rifugi, dal posizionamento della segnaletica ai percorsi didattici nella natura, dalla realizzazione di nuove aree di tutela al ripristino dell’esistente, ecc…
Perché ne parlo?
1- perché mi illudo che si possano finalmente fare cose buone e utili per la montagna;
2- perché con 150 mila € si possono realizzare e ripristinare, se spesi bene e in accordo con il volontariato locale, km e km di sentieri, tabelle-segnavia, apporre punti info, ecc…

Mi illudo che stavolta non si sperperi ancora una volta tutto per realizzare cose inutili e ingestibili (potremmo farne un lungo elenco…) che dopo qualche anno sono inutilizzate e inutilizzabili alla faccia dei nostri soldi finiti nel nulla.

In ogni caso (sempre perché mi illudo che le cose possano migliorare) noi dell’associazione Via dei Monasteri Regi, con tanti amici e altre associazioni del territorio, ci siamo!

Editoriale di Sergio Valtolla©

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L’anima montanara della Valtolla nonostante il carbonext…

2016-07-15- il bivio assemblea carbonext-4016
assemblea pubblica contro il carbonext

Editoriale di Sergio Efosi

Quando circa 15 anni fa sono “ri-partito” per l’Appennino, pensavo solo di sfuggire per qualche ora alla settimana dal solito mondo monocorde e falsamente moderno che frequentavo per la mia professione. Un Appennino che avevo frequentato, da Morfasso a Ottone, per lavoro tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni novanta del secolo scorso e che avevo lasciato in gran parte smarrito…che arrancava. Continua a leggere “L’anima montanara della Valtolla nonostante il carbonext…”

Carbonext, un incontro partecipato ma con un grande assente…

2016-07-15- il bivio assemblea carbonext-4016Editoriale e foto di Sergio Efosi.
Ieri sera, nella piazza giardino di Lugagnano (il Pradello) si è svolta un’assemblea popolare convocata dai comitati locali e provinciali che si oppongono alla trasformazione della cementeria in inceneritore (a Piacenza abbiamo già un altoforno in grado di bruciare il doppio di rifiuti…perché, si chiedono i comitati, farne un secondo camuffato?) perché aumenterebbe il livello di polveri fini e finissime e chissà cosa altro immetterebbe nell’aria… Continua a leggere “Carbonext, un incontro partecipato ma con un grande assente…”

Carbonext e brexit figli dello stesso disinteresse?

ma la valdarda è sempre bella…nessuno rovini la nostra bella valle!

CARBONEXT E BREXIT COSA C’ENTRANO?

Sono figli dello stesso disinteresse e della stessa logica: chi ha futuro ha lasciato fare a chi non ne ha (Cit.).E così tutti ci sorbiremo il tanto demonizzato carbonext con i suoi “sconosciuti” effetti inquinanti che comprometterà la qualità della vita alle giovani generazioni attuali e a quelle future, mentre gli inglesi si sorbiranno gli effetti incerti del “brexit”…

Ma forse, in tutto questo, è andata meglio agli inglesi!

Il futuro di un Paese di solito è affare che interessa ai giovani ma questi si sono, forse, abituati bene alle comodità conquistate da noi “vecchi” e sono un po’ distratti, non credono che per ottenere occorre essere in prima fila…anche se non voglio generalizzare.

Io appartengo a una generazione maggiormente votata a una certa dose di “sacrificio” (niente al confronto con le generazioni che hanno vissuto tra le guerre mondiali) che li ha sopportati, spesso, con una buona dose di autoironia: ricordate l’austerità degli anni 70, i sacrifici per possedere un semplice giradischi e i pochi soldi di cui potevamo disporre per far questo e quello? Eravamo forse un po’ sfigati ma determinati e partecipanti a tutto quello che succedeva intorno a noi: dalla musica al referendum sui diritti civili, dalla manifestazione per i diritti al lavoro, per una scuola migliore al…per migliorare i nostri stili di vita, le condizioni della società del tempo che risentiva di certe “incrostazioni” che giudicavamo insopportabili.

Ma forse figli e nipoti di questo mondo valdardese la pensano diversamente e ritengono le mie considerazioni solamente delle esagerazioni.

E intanto i tecnici dell’Ausl, dell’Arpa e della nostra provincia hanno deciso che il carbonext si può fare, che si può fare anche se nessuno sa cosa comporterà per la nostra salute, per il nostro ambiente di vita, per la vallata intera dal monte a Fiorenzuola e oltre; e in Inghilterra quelli vecchi come me, quelli che si sentono oppressi dall’Europa, decidono di uscirne, di rinchiudersi nella loro isola, di rinunciare… Ma la mobilitazione di chi ha futuro tanto in una vicenda quando nell’altra ci è sembrata, in queste ultime settimane, debole, minima o quantomeno tardiva; lo sanno pure i politici, i fur…bi politici. E noi valdardesi ora attendiamo che arrivi il “nostro” carbonext, il nostro inceneritore, il nostro “brexit” che ci isolerà dalla bellezza delle valli piacentine, che ci renderà terra di inceneritori mostruosi; e poi attendiamoci grande traffico pesante, la distruzione di Vidalto e chissà cosa d’altro. Aspettiamo, in sostanza, che arrivi il gran colpo finale perché ora è tardi.

Lo ribadisco: non sono io, non sono i riottosi della mia generazione a perderci, sono piuttosto i ragazzi che stanno “giocando” con il loro futuro e con quello dei loro figli. Non interessa? E allora non strappiamoci le vesti e godiamoci quello che in Valdarda, per ora, abbiamo ancora di bello, guardiamoci gli europei di calcio, andiamo in vacanza, divertiamoci e succeda quel che succeda…e poi tanto possiamo sempre emigrare.

Ps: non mi interessano le assemblee per ribadire dati tecnici che già conosco, vorrei rivedere 1000 giovani marciare per difendere la luce, l’aria, l’acqua della vallata, di Piacenza e della provincia; vorrei rivedere 1000 giovani marciare stavolta sulla regione o sulla provincia e vorrei (ri)vedere al loro fianco anche i sindaci locali che sono silenziosi, improvvisamente molto silenziosi, i consiglieri comunali e il sindacato che deve anche a volte pensare alla salute dei cittadini, oltre che ai diritti di chi lavora e di coloro che lo cercano…vorrei un po’di utopia! Nessuno tocchi la nostra bella Valdarda.

Editoriale di Sergio E.Valtolla

Strada castellana: una pericolosa camionale o una strada per tutti?

2015-08-26-baroni-5456UN BORDELLO DI CAMION..

Se diamo retta ai rilievi del traffico registrati pochi giorni fa e pubblicati sul passaggio dei mezzi pesanti, comprese le corriere, a Castell’Arquato c’è da preoccuparsi e anche parecchio*. Ma non è delle corriere che ci si preoccupa, anzi…
Martedì 26 aprile 2016 tra le ore 4,30 e le 20 ci son stati 880 passaggi di cui 632 per la cementeria e 42 autobus. Media oraria: 60,7 ovvero un mezzo pesante al minuto.

Venerdì 29 aprile 2016  stessa fascia oraria: 819 passaggi di cui 609 per la cementeria e 55 autobus. Media oraria: 56,5 ovvero quasi un mezzo pesante ogni minuto.

Lunedì 2 maggio 2016 stessa fascia oraria: 684 passaggi di cui 454 per cementeria e 37 autobus. Media oraria 47,2 ovvero un mezzo pesante ogni minuto e mezzo circa.

In media più di 600 mezzi pesanti al giorno…

Se la Regione autorizzerà carbonext provate a indovinare quanto traffico in più ci sarà nella nostra vallata, senza contare l’effetto “altoforno” dello stabilimento e tutto il resto per le produzioni agricole, l’aria e l’acqua…

Ma quando sapremo la decisione di lor signori? Sicuramente appena passate le elezioni…perchè la pillola amara viene sempre fatta ingoiare dopo le promesse, le buone intenzioni e cose del genere…

Provate anche a immaginare quale potrebbe essere il livello di sicurezza stradale, di inquinamento da polveri fini e finissime per i nostri polmoni già stressati dal fatto che viviamo nella zona più inquinata d’Europa: la pianura padana. 

IO CREDO INVECE CHE… Continua a leggere “Strada castellana: una pericolosa camionale o una strada per tutti?”

Cara Valdarda, ma come ti han ridotta?

imageCara Valdarda, forse una volta eri molto bella e naturale, ma pochi di noi ti hanno conosciuta a quei tempi. Hanno iniziato circa 90 anni fa con una diga e poi hanno continuato con una bella cementeria che poi, pochi decenni fa, si è fatta più grande e più forte di “prima”. Per portare un’ industria insalubre di prima categoria in una valle così piccola,chissà come hanno potuto, chissà…
Ma non è finita qui: quando la ampliarono ci sarebbero voluti, come minimo, un serio controllo delle emissioni attraverso una fitta rete di centraline e invece…c’è lo hanno fatto credere ma non lo hanno mai fatto. E il traffico pesante che ha portato in valle che sfiora, in certi periodi, mille passaggi di mezzi pesanti al giorno? Pensate forse che abbiamo posto rimedi? Si, una piccola e anche poco efficiente circonvallazione (tipo fette di prosciutto sui nostri occhi di ingenui valdardesi) che evita l’attraversamento di Lugagnano ma non di Castell’Arquato dove il traffico pesante fa molti danni. Cara Valdarda abbiamo l’impressione che troppi amministratori locali si siano accontentati al posto di controlli e dinieghi di qualche “merce di scambio”: l’aiuto per una strada da asfaltare, per allestire uno spettacolo, per qualche metro di calce…e forse chissà cosa d’altro.
Ma la salute no, questa non importava a nessun politico o sindacalista.
Ma tu cara Valdarda che sei ancora bella, potresti essere bellissima con quel Castello splendido, con quei calanchi del Piacenziano…e quei monti come il Moria; per non parlare dei monti del crinale come il Lama e il “dolomitico” Menegosa, della vitivinicoltura collinare di alta qualità e di tanti monumenti…e cose del genere che ti danno lustro.
Pensa, cara Valdarda, potresti essere la terra ideale per residenzialitá, anche di alto profilo, e per un gran turismo, per arte e artigianato …e invece a ridosso delle tue zone più belle ti han costruito un mostro e han commesso, e sono in atto, tanti scempi ambientali. Ma perché, ma perché tanto accanimento? Resisti, cara Valdarda, resisti, hai superato anche prove ben più dure, resisti che ti amiamo in tanti.
A questo punto però non resta che dire, parafrasando amici di altre vallate piacentine, “grazie amministratori locali degli ultimi 40 anni…, grazie per questi esempi di scempi… Grazie, per averci portato i fabbriconi e qualche posto di lavoro in cambio della nostra salute, della salute delle generazioni future. Tanto alcuni di voi neppure abitano o abitavano in Valdarda; siete pure dei benefattori e vien proprio da chiederci come, senza di voi,  avremmo potuto rovinare tanto…”.
E allora, cari amministratori permetteteci un ultimo saluto: “baciamo le mani”.
(Ogni riferimento a cose, persone o fatti è puramente casuale, tutto inventato…frutto della perfida mente di un amante “geloso” della Valdarda alla quale è unicamente dedicata questa lettera).

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Valtolla: ieri in mille per dire No al carbone da rifiuti (foto articolo)

2015-05-24-no carbonext web 1 LR-3739Mille dovevano essere e forse erano di più! Tanti sono stati ieri, domenica 24 maggio 2015, i partecipanti alla marcia per dire NO al Carbonext nella cementeria della Valdarda. Perché “la Valdarda ha già dato” e con questo impianto si aggraverebbe la situazione ambientale, hanno sostenuto i promotori della grande manifestazione popolare, forti di una petizione popolare che, in poco tempo, è stata firmata da oltre  5000 persone della vallata da Fiorenziuola a Morfasso e da tanti valligiani emigrati all’estero. Continua a leggere “Valtolla: ieri in mille per dire No al carbone da rifiuti (foto articolo)”

Valdarda e Valtolla: tra proteste, bandiere e ferite aperte …

mille bandiere ...LA PROTESTA DI MAGGIO

Domenica 24 Maggio p.v. si svolgerà una manifestazione popolare per la tutela della Salute e dell’Ambiente della Val d’Arda.

Il ritrovo è fissato alle ore 14:30 a Lugagnano (in Piazza Casana) dove partirà un grande corteo di donne, uomini, famiglie, bambini, associazioni, agricoltori, imprenditori, lavoratori e chiunque voglia difendere il proprio futuro in questa valle. Continua a leggere “Valdarda e Valtolla: tra proteste, bandiere e ferite aperte …”

Fiori in Valtolla: godersi lo spettacolo…

2015-05-05-fiori a santa franca LR-3566Transitare al passo di Santa Franca (Morfasso), diretti in val Lavaiana  e dintorni e accorgersi che poco distante dal santuario c’è un grande prato verde che è pieno di meravigliosi fiori della primavera: genziane, orchidee e tanto altro… Continua a leggere “Fiori in Valtolla: godersi lo spettacolo…”

Vernasca: il centro di raccolta (discarica) frana?

il depliant che ogni famiglia vernaschina ha ricevuto al momento dell'apertura della discarica nella primavera 2014.
il depliant che ogni famiglia vernaschina ha ricevuto al momento dell’apertura della discarica nella primavera 2014.

IERI

Lo scorso 1° dicembre il “Brigante” pubblicava sul blog un breve ma puntuale articolo sul centro di raccolta dei rifiuti di Vernasca e iniziava così:

“Ma chi è stato quel “genio” che ha pensato di costruire l’area ecologica di Vernasca proprio in quel posto? Questa è la domanda che due cittadini di Vernasca mi hanno fatto cui non saprei proprio cosa rispondere…Certo, se ci penso, nessun vernaschino avrebbe fatto quella scelta e tantomeno avrebbe comprato il terreno su cui è stata costruita l’area ecologica. A proposito, sarà stata acquistata dal Comune o sarà dell’Iren? Oppure potrebbe essere ancora della ditta costruttrice? Boh…(l’intero articolo corredato da foto, un filmato e cartine  è leggibile cliccando sul link: La discarica di Vernasca).

OGGI

Oggi anche sul quotidiano libertà appare un articolo(che alleghiamo) sulle frane di Vernasca e si riparla del centro di raccolta.

L’articolista di libertà afferma che la nuova “discarica” è già franata 3 volte  e che ora è inutilizzabile dai cittadini. L’area per inciso è da sempre….pare da sempre franosissima.

DOMANDE

Come si è potuto costruire tale opera pubblica (pagata dai cittadini) già franata senza che nessuno dicesse o si accorgesse di nulla? Come mai IREN non dice nulla alla popolazione che utilizza e paga per i suoi servizi ? Cos’è successo?  E ora chi paga per sistemare l’area, ancora noi?

discarica vernasca
estratto quotidiano libertà odierno