Il terremoto come ben sappiamo provoca disastri seri e lascia ferite profonde anche nell’animo della gente.

Le scosse della scorsa settimana sono ancora ben presenti nei nostri cuori e ci piacerebbe poter essere un po’ più tranquilli ma sappiamo che non è ammesso.

Tutti, agli alti livelli,  ripetono le solite “litanie” che ben conosciamo « ci vorrebbero case sicure, antisismiche, piani di esercitazione, di protezione ecc… » ma sappiamo che si tratta del solito libro dei sogni  che non ha alcun costruttio vero. Si è parlato molto ma fatto poco e, in montagna, non solo è così ma la gravità si somma a tante altre avversità  più volte denunciate anche da questo blog!

Qui convive un edilizia rurale antica, spesso di grande rilievo storico ma anche spesso malconcia, per i problemi noti,  accanto a case nuove non sempre classificabili “sicure” dal punto di vista sismico e idrogeologico…

Eppure siamo in zone da sempre moderatamente “telluriche”. La presa di coscienza sulla prevenzione in generale è recentissima e di strada da fare…ancora tanta.

Ma qui non arrivano neanche i soldi per riparare una frana figuriamoci se si pensa al terremoto e ai piani di sicurezza relativi.

I comuni capita che lamentano la mancanza di denaro per il minimo vitale…..per tener aperto il municipio, le scuole elementari, l’ufficio tecnico, ecc…

Qui con le avversità si convive ma certe situazioni fanno ancor più paura perché “fiaccano” spesso brutalmente tanto la la geografia quanto le persone stesse.

Se piove, pur normalmente, per oltre due giorni scatta l’allarme frane; se c’è poca piovosità idem per le carenze idriche; con la neve, pur utile per tutto, siamo al collasso per le comunicazioni, le reti  d’utenza e i servizi in generale.

Dovremmo essere maggiormente informati e preparati ad affrontare tutto ciò? Da chi? Dai comuni? …Ma come si può pretendere! Come si pensa di andare avanti senza un becco di un quattrino neppure per una badilata di ghiaia o  per riparare l’altalena del parco giochi.

Ma se concretamente, non sulla carta, il  compito della protezione civile si iniziasse a gestire in maniera associata sul territorio…come Dio comanda, con supporti logistici, mezzi e volontari [volontari!!] non sarebbe forse meglio? Cosa stiamo aspettando?

E intanto adesso nevica….adesso serve che nevichi!

Allora…benvenuta neve, ma non esagerare con la quantità, limitati a 25 centimetri! Non crearci altre difficoltà, grazie.

[ps: Quanti “soldi” pensate abbiano ricevuto per esercitazioni, creazione di gruppi di protezione civile volontaria e relativa  formazione ecc.. i comuni della valtolla? ….Per ora teniamoci avversità e tremori…poi si vedrà!]

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