Terremoto o terremolto? Avversità in montagna e tremori…

Il terremoto come ben sappiamo provoca disastri seri e lascia ferite profonde anche nell’animo della gente.

Le scosse della scorsa settimana sono ancora ben presenti nei nostri cuori e ci piacerebbe poter essere un po’ più tranquilli ma sappiamo che non è ammesso.

Tutti, agli alti livelli,  ripetono le solite “litanie” che ben conosciamo « ci vorrebbero case sicure, antisismiche, piani di esercitazione, di protezione ecc… » ma sappiamo che si tratta del solito libro dei sogni  che non ha alcun costruttio vero. Si è parlato molto ma fatto poco e, in montagna, non solo è così ma la gravità si somma a tante altre avversità  più volte denunciate anche da questo blog! Continua a leggere “Terremoto o terremolto? Avversità in montagna e tremori…”

Agricoltura in alta valdarda: fiere, filiere e prospettive

Bello aver pensato ad una fiera agricola in valtolla. Bello considerare l’agricoltura un fattore di rilancio dell’economia locale.
Che si tratti di idea lugagnanese o collettiva locale poco importa. Conta aver avuto la voglia di scommettere su un settore fortemente in crisi (ma cosa non è crisi?…).
Conta che si faccia a Lugagnano v.a. perchè qui è il cuore della zona agraria.
Tutta la zona ha alcune caratteristiche agroalimentari ottime legate principalmente al vino che può ancora migliorare ma……inevitabilmente, confidando diventi un appuntamento fisso, si dovrà dar spazio anche alla montagna, agli elementi paesistici figli di una ruralità antica, al bosco, al castagno, alle coltivazioni pregiate di montagna, alla reintroduzione di certe antiche produzioni, all’ innovazione….alla politica del territorio, al dissesto e …….si dovranno affrontare le tematiche della utile e necessaria convivenza tra agricoltura e parchi
Oggi e domani al via la prima fiera agricola della valdarda in un periodo di pieno lavoro, di grande impegno in campagna, di tanta presenza di turisti e villeggianti …. un modo per favorire l’ incontro tra produzione, consumo e istituzioni per apprezzare, per condividere, per discutere e riflettere.

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FIERA AGRICOLA VALDARDESE PROSSIMA VETRINA DEL GUSTO, MARCHIO DI UNA FILIERA, FIERA CON INIZIATIVE COLLATERALI ZONALI TEMATICHE?
INTANTO UN BUON INIZIO POI VEDREMO!

Valtolla: quale futuro per la montagna e l’alta collina?

falciatrice dal webSOMMARIO DEL POST

Premessa; 1-Agricoltura ko e voti utili;  2- I Comuni potrebbero farcela se…;  3- Esempi positivi e meno: i prodotti e i club;  4- Economia agricola, comuni montani e alto collinari; 5- Non si fa turismo con un paesaggio rovinato; 6- La criticità latente e i rompicoglioni

Premessa

Se ci poniamo la domanda che appare nel titolo del post c’è da star tranquilli?

La riposta è semplice: NO!

Continua a leggere “Valtolla: quale futuro per la montagna e l’alta collina?”

L’ACQUA INFINITA DELLA VALTOLLA??

Ieri  nostra cugina ha partorito due gemelli!

Il processo finale è iniziato con la rottura delle acque e poco dopo anche i due neonati si sono presentati a Noi.

L’acqua ( il liquido amniotico ) gli ha permesso di svilupparsi e crescere sani nella “pancia “ della mamma per nove mesi.

Questo ci deve far riflettere e ricordare che, Noi tutti,  senza l’acqua, senza questo liquido citato, non avremmo la vita….non esisteremmo.

Si può vivere senza petrolio, senza tante cose ….. ma non senz’acqua!

L’acqua del pianeta non è la nostra, è a disposizione di tutti noi….ma è della nostra madre terra…l’unica che il buon Dio ci ha messo a disposizione….e non è un dono di poco conto.

Eppure nostra madre terra si continua a maltrattare, ad inquinando il mare, il Po, cercando di costruire briglie sui fiumi dei nostri monti ( vedi Ferriere) per far del finto “ecologismo” contrabbandando ciò con la necessità di produrre “energia pulita”.

Le solite balle!!!

Imbrigliamo pure i corsi d’acqua, cementiamo i fondi dei torrenti, costruiamo case sule sponde del mare e dei torrenti, dimentichiamoci di riaprire i canali di scolo che poi, come belve scatenate, gli elementi della natura (acqua in primis) si vendicheranno, ci travolgeranno e si riprenderanno i loro spazi.

La natura non potrà che restituire la “violenza” ricevuta…alla prima occasione!

Poi piangiamo perché le montagne franano a valle, perché aumentano i dissesti nelle nostre montagne e colline, perchè franano le case, le strade, i paesi……con i conseguenti lutti……tragedie e tutto ciò che ne con segue.

In Africa abbiamo un amico ….abbiamo tanti amici italiani e africani che ci hanno spiegato che il momento più importante della giornata, quello fondamentale, è recarsi a prendere una brocca d’acqua per bere e dissetare gli animali.

Km e km di sentieri nella foresta e nella savana, al giorno,  per recarsi a prendere la propria razione d’acqua….capito??

Noi, in valtolla, abbiamo un grande lago artificiale che ogni primavera si riempie di “vita”, con dodici milioni di acqua raccolta dai monti nel corso del disgelo invernale e durante le piogge invernali e primaverili.

Una grande quantità di questa acqua è destinata anche ad irrigare i campi della valle ….giusto! Giustissimo.

Però…..con i sistemi distributivi attuali ne sprechiamo almeno il 30% e così nei primi giorni di Luglio, in piena crisi idrica, non abbiamo più acqua e cominciamo a “temare”….a celebrare funzioni religiose ( la parrocchia di Sant’Antonio di Castell’Arquato balzò alle cronache nazionali per tale funzione celebrata nelle scorse estati).

Anche in Africa fanno anche la “danza della pioggia”……proprio come noi!

Pensate che Noi sprechiamo ben 3 milioni di metri cubi d’acqua circa ……3 milioni di bottiglie da un litro, il consumo annuo di almeno 8/9 mila persone ( pari alla popolazione di castello, Morfasso e lugagnano insieme)…..per farvi capire.

L’acqua non è una risorsa infinita……..i nostri monti ne danno tanta ( se piove e nevica)…ma non dobbiamo sprecarla, inquinarla e disperderla…….

L’acqua è buona, è la vita  ma…. è anche la responsabile ( parola forte e ingiusta per tale prezioso liquido) delle frane e degli smottamenti che noi tutti conosciamo…….si infiltra dappertutto……..ci sfugge…..non riusciamo a “domarla”.

Dovremmo, però, chiederci se  Noi difendiamo il territorio dal “vagare” delle acque superficiali?… Se Noi evitiamo di scavare e costruire dove l’acqua naturalmente va a depositarsi?….

In poche parole: ma che cavolo di rapporto abbiamo con “sto ben di Dio”

MORFASSO: CALA LA POPOLAZIONE.

Resistere nella nostra montagna non è facile.

Resistere dove i servizi sono minimali, dove di posti di lavoro… neanche a parlarne, dove è difficile effettuare attività commerciali, agricole e artigianali…è impresa ardua!

Resistere dove è difficile avere una normale vita sociale, dove durante la settimana non c’è anima ……

Morfasso, infatti, annuncia  che perde popolazione!

Eppure siamo solo a mezzora da Lugagnano, a tre quarti d’ora da Fiorenzuola…. siamo in una valle dove i  monti non sono altissimi…..

Qui vi sono servizi sociali, pur minimali, ma ci sono: posta, farmacia, banca, distributore di carburante, negozi alimentari, assistente sociale, guardia medica, ambulanza…..municipio sempre aperto….chiesa, scuole primarie.

MORFASSO (clicca sulla foto per ingrandire)

Allora dove hanno sbagliato…o dove sbagliano?…difficile dirlo!

Quello che “scoraggia” , in generale sono le prospettive: frane e smottamenti perenni….servizi sempre più all’osso e sempre più spesso messi in discussione ( le scuole hanno pochi ragazzi, la posta non ha sufficiente lavoro, il distributore non ha sufficienti clienti, ecc…..).

Quello che fa paura è sapere, dagli stessi amministratori locali, che non hanno nemmeno fondi a sufficienza per lo sgombero neve….figuriamoci per il resto….

Questo stato di cose non incoraggia! Quale progetto di vita è possibile fare per chi decide di restare in montagna?…Per qualcuno sicuramente, e per fortuna, è possibile fare progetti ma, per la maggioranza, il discorso è out!

Che attrattiva esercita un qualsiasi comune della nostra  montagna per favorire la residenzialità?…Badate che non è un problema del solo comune di Morfasso.

Ricostituire attrattiva si può sicuramente ma si tratta di un progetto di lungo periodo…di almeno 10 anni di costante impegno di più forze, di mezzi finanziari..dieci anni dove ” tutti ” tirano dalla stessa parte…con pazienza.

Guardate l’anagrafe…..amministratori guardate l’anagrafe!…Quante forze attive permanenti resteranno tra dieci anni, quanti saranno gli ultra 75 enni? Quante donne e uomini  giovani saranno ancora residenti in paese?

Avete fatto bene i conti? Bene! …Adesso  preparatevi, documentatevi, spiegatevi bene tra di voi, con il vostro consiglio comunale…perché se, tutti, ci credete ……si può anche vincere!

RABBINI (clicca sulla foto per ingrandire)

Pretendete perche ne avete diritto, vi spetta di diritto: la dotazione di moderna strumentazione e tecnologia per le emergenze ambientali……altro che aspettare anni e anni che governi lontani vi diano l’elemosina per aggiustare al 10% una frana che nel frattempo ha provocato la morte di un territorio e la morte civile del comune!

Pretendete perche ne avete diritto, vi spetta di diritto: di avere un fondo per le emergenze ambientali che costituirete tenendo nel territorio, come anticipo, tutte le tasse e le imposte di tutti i tipi!…come anticipo!

Pretendete perche ne avete diritto, vi spetta di diritto, spetta di diritto a Morfasso, Lugagnano a Vernasca: 1,00 € per ogni metro cubo d’ acqua che si raccoglie nella diga per il grave impatto ambientale che determina, per la servitù perenne alla quale ci sottoponiamo…..

Fate un piano paesistico intercomunale che punti a far diventare la zona ” bella “, attraente come prescritto dal protocollo natural valley…perchè un bel territorio attrae!..un brutto territorio determina la fuga!

Fate un programma per il recupero ” super agevolato” del patrimonio abitativo rurale e antico che favorisca lavoro,riqualifichi il patrimonio e crei le basi per un piano turistico residenziale di alto profilo.

Fate, pretendete, siate battaglieri e fieri del ruolo che vi spetta…

COINVOLGETE GIOVANI, OPINIONE PUBBLICA, FATE DIVENTARE IL VOSTRO PROGETTO UN EVENTO! PIU’ SE NE PARLA MEGLIO E’!

FRANE TANTE, SOLDI NIENTE

Per le recenti frane, le grandi frane della primavera 2009, non c’ è un cinque!
La protezione civile( il ministero) non ha stanziato, per la regione, nulla!
Le frane non esistono, sono invenzioni dei sindaci e, pertanto, nisba!
Vien da ridere, ironizzare, come abbiamo appena fatto ma …..
Sarebbe facile fare della ” macabra” ironia ma non è possibile trattare in questo modo sindaci ed enti locali.
Gli amministratori locali si troveranno di fronte a gravissimi problemi già con il prossimo disgelo ma vedersi precludere
anche un minimo d’ aiuto per le vecchie ferite…. non era previsto …poveri sindaci!
Non è che si son destinati fondi ad alcune regioni e ad altre no???
Non è che, in vista delle elezioni regionali della prossima primavera, sono iniziate le grandi manovre politiche per cui prima agli amici e poi, se avanza, il resto??
Povera valtolla! … ma qualcuno avrà i santi in paradiso??..qualcuno forse ma
per qualche briciola, statene certi…briciole!
Tante belle parole, tante promesse e poi, quando occorre….. niente soldi dal governo….niente!
Duro stare sui nostri monti.

BENVENUTI IN COMUNITA’ MONTANA…IN VALTOLLA.

benvenuti in.....valtolla (parte della comunità montana.....)

Stamattina siamo andati a fotografare questo cartello posto sulla provinciale Vernasca- Bardi sul confine delle due provincie di Piacenza e Parma nei pressi di Luneto (Bore) perchè tra poco lo toglieranno.

IL cartello è posto a circa 830 mt s.l.m. e non è certamente il punto più alto della valle ma declassando Vernasca dalla comunità montana ( come lo saranno anche Bettola, Gropparello e Lugagnano) dovrà essere spostato al Pellizzone (?).

Noi non siamo nostalgici della comunità montana ma prima di sciogliere un Ente occorrerebbe sapere cosa potranno fare, per governare tanto territorio montano, i comuni che abbiamo citato.

Unioni comunali?……Come dovranno essere? ……Favoriranno la gestione (vera) associata delle competenze e delle eccellenze?…Disporranno di percorsi finanziari propri?

Quello che è certo è che i Comuni ( ribadiamo non chi li amministra ma i comuni come entità amministrativa locale) sono ancora, per fortuna, percepiti come l’istituzione della gente….sono gli Enti più popolari!

Il comune, il nostro comune, prima di ogni altra istituzione, lo riteniamo indispensabile!

Non ci sarà molto da esultare neppure per chi resta nella comunità…ma restare uniti, in valtolla,  è comunque d’obbligo.

I problemi di Monastero di Morfasso e di Vezzolacca di Vernasca (o di Obolo di Gropparello) sono uguali e dunque le risorse devono esservi per entrambi questi luoghi.

Prevarrà il buon senso??

2010 IN VALTOLLA: una mail dai lettori

Dalla lettrice (?) marta.cr abbiamo ricevuto una e-mail relativa all’ articolo ” 2010 in valtolla ” e la pubblichiamo volentieri.

(Il nostro indirizzo e-mail per i vostri commenti e articoli.. blog.valtolla@yahoo.it )

La crisi, forse, puo’ costituire un valido motivo per sperimentare nuovi approcci al territorio.

la valtolla innevata (clicca sulla foto per ingrandirla)

I buoni propositi dei Sindaci ricalcano modelli obsoleti in termini di visione generale. Da quando i trasferimenti agli Enti Locali sono drasticamente
diminuiti, i Comuni non riescono a far quadrare neppure i bilanci di spesa corrente.

Parlare di turismo, nuovi insediamenti artigianali/commerciali, rimedi ai dissesti idrogeologici ecc. con le finanze attuali è come andare alla guerra
con l’arco e le frecce.

Sono emulazioni di modelli che potevano andar bene decenni fa o che imitano politiche di paesi di pianura (vedi insediamenti industriali). Mi sembrano discorsi triti e ritriti che da ventanni a questa parte si ripetono.

I Sindaci citati non possono (e non devono) da soli affrontare problemi cosi’ complessi.

E’ contro ogni forma elementare di intelligenza lasciare il timone di un territorio a, in questo caso, 3 teste seppur pensanti e valide ma prive di fondi strutturali.

Occorre una partecipazione di tutti gli attori istituzionali (Regione, Provincia, Camera di Commercio, Comuni e Associazioni di categoria) affinche’
vi sia una presa di posizione seria sul discorso MONTAGNA.
I finanziamenti per la viabilita’ ed i servizi alla persona non possono essere finanziamenti “straordinari” a medio-breve periodo.

Occorre una regia (quasi un ente non governativo) ed un programma di largo respiro che metta in condizione questo territorio di poter scegliere il proprio futuro. Sistemando i servizi e le strade in primis.
Stabilendo quando, per quanto e come investire. Valutando i risultati e le opere compiute.

Sara’ poi compito degli amministratori locali e della gente che risiede sul territorio scegliere il tipo di sviluppo, scegliere la tipicita’ e la caratterizzazione dei prossimi decenni a venire.

Consideriamo un anno zero e pragmaticamente partiamo dal ripristino dei servizi e delle infrastrutture necessarie. Da qualche parte bisogna pur partire
e un po di buon sano pragmatismo non guasta.

Il futuro che ci attende, a detta di  molti economisti, non sara’ la ripresa di quello che avevamo….
Il mondo cambia occorre cambiare il modo di rapportarsi con il mondo.
Va da sè che l’autoreferenzialismo politico ed istituzionale deve andarsi a far benedire.

Enrico VII augura un buon anno.

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RISPOSTA DELLA REDAZIONE

Innanzitutto grazie per il contributo.

Lei affronta il problema con grande conoscenza ed in maniera molto pragmatica.

Sarebbe interessante se potesse sviluppare meglio (per i lettori) alcune affermazioni “...Sara’ poi compito degli amministratori locali e della gente che risiede sul territorio scegliere il tipo di sviluppo, scegliere la tipicita’ e la caratterizzazione dei prossimi decenni a venire..” e poi la parte finale  “...Il mondo cambia occorre cambiare il modo di rapportarsi con il mondo. Va da sè che l’autoreferenzialismo politico ed istituzionale deve andarsi a far benedire.. ” .

NATURAL VALLEY.. si muove?

Qualità dell’aria, qualità del territorio, qualità dei prodotti agricoli.
La valtolla c’entra?
Si c’entra!..Eccome se c’entra.
La Comunità Montana ha speso i nostri soldi per “attrezzare” il nostro territorio per preservare quella naturalità che dovrebbe cosentire alla nostra agricoltura di produrre secondo metodi bio- integrati.
La condizione, però, è che il territorio conservi buoni parametri ambientali.
Da tempo andiamo chiedendo se vi sono ancora le condizioni per fregiarci, come territorio montano, del ” titolo” di VALLE NATURALE.
Misurare la qualità dell’aria, da Noi, è assolutamente fondamentale e la covenzione con l’ARPA (ag. reg. le per la protezione ambientale) è una strada obbligatoria….altrimenti togliamo i cartelli e non pensiamoci più.
Evitiamo di prenderci per i fondelli.

(pubblicato con iphone)

OGGI POMERIGGIO DA UN BALCONE…

Oggi pomeriggio alle 16 circa da un balcone naturale della valtolla si vedevano le prealpi innevate…….

Il tempo sereno in tutta la Valpadana ha favorito questo spettacolo di panorama…..qui in valtolla ( su tal balcone) vi erano, a quell’ora, circa 3 °C….che fresco!!

Giù in pianura vi erano  7 °C ma…….

BENVENUTI IN VALTOLLA

Mentre si vedevano distintamente le lontane bianche cime innevate  e si respirava quell’aria frizzante tipica della stagione non potevamo non scorgere…purtroppo anche quella sottile striscia grigia  che separava la pianura padana dal profilo delle guglie innevate delle Alpi.

Qui aria frizzante, sereno…laggiù dove molti di noi vivono, lavorano, studiano….uno strato di smog grigio…e, in lontananza…..affiorava, come sospeso in aria, un orizzonte di monti bianchi, candidi….immensi come le nostre vallate piacentine…….immensamente vicine e così lontane dallo smog.

Quando potete venite in valtolla, venite della valle più bella, qui potete vedere sopra alla pianura padana, potete ammirare un orizzonte più alto, più profondo di quello solito e….respirare.

Approfittate dei ristoranti, degli agriturismi …..del relax che vi offre la valtolla, spezzate il solito orizzonte  frenetico, caotico con un immersione nei nostri monti…nei monti vicino a casa nostra.

I monti infiniti, i balconi naturali, il buon cibo…una passeggiata e dopo un bel pranzo.

Una passeggiata e dopo un caffè, un thè con due biscotti …qui potete anche prendervela comoda!

Anolini in brodo (anvëin)

Borgo di Castell’Arquato Ricetta della settimana: ANOLINI IN BRODO:
Gli anolini sono una tipologia di pasta all’uovo ripiena originaria della Provincia di Piacenza (in piacentino “anvëin”). È un piatto con radici antiche, già conosciuto e menzionato dal famoso cuoco rinascimentale Bartolomeo Scappi nel 1500, tramandato di generazione in generaz…ione nelle famiglie. La tradizione piacentina vuole che durante la Vigilia di Natale la famiglia si riunisca per la preparazione degli gli anolini di Natale (o “anvëin d’ Nadäl” come sono definiti nel Piacentino).
Un’altra variante piacentina, più precisamente della Val d’Arda, utilizza un ripieno dato esclusivamente da Grana Padano e pane grattugiato. Il ripieno così composto si compongono sulla pasta all’uovo gli anolini che vengono tagliati con l’apposito stampino razionalmente di 3 cm di diametro.ë
Su proposta della regione Emilia-Romagna il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto gli anolini come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani tipico della provincia di Piacenza.

Ingredienti per 6 persone: per la pasta: 400 gr di farina, due uova, ; 100 g di pangrattato; 200 g di formaggio Grana Padano grattugiato; 1 uovo e un tuorlo; 2 litri di brodo di “terza”; sale e pepe

ANOLINI PIACENTINI

1) Mettere il pangrattato in una terrina e scottarlo, versandovi sopra un poco di brodo bollente (quanto basta per ammorbidirlo bene) e farlo raffreddare; aggiungere l’uovo e il tuorlo, il formaggio grattugiato e un pizzico di sale e pepe. Impastare gli ingredienti, fino a ottenere un composto consistente ma morbido, e farlo riposare in luogo fresco.
2) Stendere la pasta in una sfoglia sottile e, con un tagliapasta tondo del diametro di 3-4 cm, ricavare tanti dischetti; mettere al centro d’ognuno un poco di ripieno, ripiegarli a metà, formando delle mezzelune, e premere bene i bordi per sigillarli; congiungere le due estremità, sovrapponendo un poco le punte, e premerle, formando così gli anolini. Distribuirli sopra una spianatoia infarinata e lasciarli asciugare un poco.
3) cuocere, quindi, gli anolini, in brodo preparato con carne di manzo, gallina o cappone, maiale ma, attenzione, le tre carni vanno cotte separatamente e i brodi ottenuti si miscelano successivamente, dosandone la quantità in modo da ottenere un brodo saporito ma non grasso, limpido, sapido ma di gusto delicato. il classico “brodo di terza”.

( articolo di Marika P.)

UN GIOIELLO IN VALTOLLA !!!

ripreso dal blog federato ” valtolla’s country houses ”

Abbiamo ricevuto da una gentilissima lettrice del blog ( M.P.) una fotografia di una vecchia casa in sasso che, da sola, vale un articolo.

Non crediamo servano commenti sulla bellezza di questa casa….una casa in sasso come non ne vedremo più.

Ognuno faccia i commenti che vuole …non è escluso che, con un prossimo post, ne tracciamo alcune considerazioni sull’ architettura.

casa vecchia villa Pelazzi di Vezzolacca ( archivio M.P.)

RICOGNIZIONE IN VALTOLLA

Ancora una volta abbiamo fatto una ricognizione breve in valtolla in seguito alla precedente effettuata in Agosto 2009 (blog agosto).

Giornata piovosa, nebbiosa, a tratti ventosa e piovviginosa.

 

Siamo partiti, per ovvi motivi, dalla diga di Mignano  e ci siamo subito  diretti a Monastero-Rabbini ….abbiamo  fatto qualche sosta fotografando scorci nebbiosi della vallata mentre, il fondovalle, ci sembrava avvolto nel fumo.

In prossimità della chiesa di Monstero Rabbini, come al solito, gente che chiacchierava amabilmente e attendeva….
La temperatura era sui 7° c…a Piacenza circa 10° c.
molte abitazioni, evidentemente seconde case, sono sembrate chiuse.

Il paesaggio è sempre di quelli emozionanti tanto a Monastero quanto a Taverne con le sue case ben tenute, con il suo bel totem, nei pressi del ponte vecchio, che rappresenta il montanaro agricolo.

Abbiamo proseguito fino al parco provinciale del Monte moria, a 1200 mt.slm, fino all’ albergo ristorante immerso in boschi immensi di castagno, faggio, carpino, rovere.

Non abbiamo notato molte presenze di “ forestieri” e nessuna guardia del parco.
Siamo ridiscesi  e ciu siamo diretti verso Morfasso….anche in questo caso abbiamo scattato foto.

Durante il viaggio abbiamo intravisto le montagne del crinale far capolino tra le nubi….il Menogosa…il Santa Franca…..

In Paese, nella piazza, bar affollati e chiacchiere e poi…. verso Rusteghini scollinando ed  entrando in quella magnifica valle dove nasce e scorre l’Arda.

Questa pezzo di valle che è chiusa tra i monti è, come sempre, molto suggestiva con i suoi borghi presepe e la rocca dei Casali  che la intravedi fino a Sperongia dove abbiamo intravisto anche la nebbia.

Poi giù verso Mignano osservando, dal basso, le imponenti montagne che sovrastano Settesororelle avvolte da nubi basse e nebbia….con il monte palazza che svetterebbe più alto di tutti…ma oggi no.
Dopo Case Bonini abbiamo deviato verso Castelletto, fatta una tappa (d’obbligo) all’antica chiesa di Sant’Andrea … bella e suggestiva come sempre…. con la vista sul ” fumo” che avvolge la valtolla bassa…..giù…giù fino a Lugagnano.

Giunti al bivio per Vezzolacca…abbiamo notato che le fontane rilasciano, è normale, poca acqua…ma di quella sempre buona…..in paese la solita quiete luminosa delle stagioni mezzane, ….la solita vista mozzafiato, oggi sul fumo della valle che ti lascia intravedere…quello che vuoi sognare….

E’ la stagione “ più morta” dell’anno….ma si prepara il Natale che riserva sempre iniziative e sorprese.

Ricordate? Lo scorso anno…di questi tempi nevicava.

CASE IN SASSO (4° POST): materiali sepolti

Cadono le case e le macerie noscondono spesso per sempre elementi di ruralità che non ritroveremo più.

La ristrutturazione di una casa antica di sasso, lo sanno coloro che hanno provato a farlo, presuppone che vi sia molta passione.

Noi pensiamo che la passione ci voglia in tutto ciò che facciamo con gioia.

Se vogliamo ” goderci ” il frutto di tanto e faticoso impegno facciamolo con quella dovizia di attenzioni che ci ripagheranno: i sassi, i legni, i dettagli, le ciappe, i comignoli, ecc….anche i soli piccolo dettagli…contano!

Un sasso recuperato che era stato sapientemente lavorato, scalpellato per fare uno spigolo, un davanzale, un gradino…..un legno raccolto nel momento giusto nel bosco, 200 anni orsono, che ha sostenuto un tetto oppure è stato sapientemente modellato per fare una porta, una scala interna…una balaustra…

Recuperandoli  esaltano la bellezza della nostra casa e gli conferiscono prestigio!

Un sasso, direte, è comunque un sasso. Invece non è così: tutti sappiamo distinguere il vecchio dal nuovo, forse altrettanto bello, con la differenza che il nuovo viene da chissà dove ….il vecchio è stato cavato in valtolla ed è un tutt’uno con il nostro ambiente.

Sarebbe come fare una casa stile campagne inglesi, con i tetti spioventissimi mansardati,  in valtolla……

L’originalità VERA è tornare alle origini!

casa in sasso in vezzolacca

 

AGRICOLTURA & NATURAL VALLEY (1)

PATATE E BOSCHI ( valtolla photo archive)

Ci avete fatto caso?….sui cartelli segnaletici della nostra Comunità Montana ci sta un logo con scritto ” natural valley “

Dov’è e cosa significa? …. nel sito apposito ci sta scritto: scelte le zone delle nostre colline e montagne dove l’acqua, l’aria e il terreno hanno i valori migliori, ne è stata ricavata un’area estesa per circa 60.000 ettari ed è stato poi richiesto ai rappresentanti dei produttori e dei consumatori di partecipare attivamente al controllo della qualità dei prodotti e dell’ambiente, fino a garantire in prima persona che Natural Valley è più di Biologico, è Biologico Ambientale Certificato corrispondente a ben specifici standards e caratteristiche.

Praticamente la valtolla è quasi del tutto inclusa ( tutto Morfasso e molto Lugagnano, Vernasca….)

Abbiamo iniziato così per introdurre un argomento che ci sta a cuore…ancor di più a cuore dopo aver scoperto che la valtolla ospita alberi da frutto centenari…tra i quali il castagno più longevo della provincia con ben 500 anni d’età ( vedi post del 18 e 20 novembre 2009).

Il Belpaese, si sapeva, è tale perchè è ricco anche di diversità agrobiologiche!….Siamo uno dei Paesi ancora ricchi di tutto ciò.

Gran parte delle nostre varietà sono un unicum con il territorio in cui sono state selezionate dagli agricoltori; gran parte sono spesso qui da tempi lontani e costituiscono la base del tessuto agriculturale.
Quanto è arrivata la cultura dell’agroindustria (massiccia a partire dagli anni 60) a imporre le sue razze e i suoi semi molto è cambiato, le campagne sono mutate e ha iniziato a depauperarsi tale biodiversità.
Le esigenze di tale implementazione agroindustriale erano dettate da due fattori fondamentali: l’uno perché le vecchie “ varietà o razze animali” non erano più sufficientemente produttive rispetto all’accrescere dei costi produttivi unitari e dei bisogni alimentari, l’ altro perché tali “ varietà o razze animali” non erano oggetto, da troppo tempo, di difesa tipologica e ricerca genetica. In poche parole non veniva supportata la qualità che producevano tali varietà locali a scapito della quantità e degli standard commerciali prevalenti.

Così, piano piano, siamo arrivati a parlare di OGM ( organismi geneticamente modificati) e, pertanto, ci sta attendendo una mutazzione “ varietà o razze animali”  frutto di ” ingegneria genetica” spazzando via, di colpo, ciò che è stato, si è evoluto, si è modificato in natura in milioni di anni.

Certamente l’introduzione massiccia di tutto ciò  favorirà le grandi aziende piuttosto che le piccole.
Di conseguenza si marginalizzeranno le piccole aziende, la maggior parte delle aziende agrarie italiane e la totalità di quelle della alta collina e montagna, a favore di coltivazioni e agricoltura industriale estensiva……….(continua)……..