non ci resta che far ballare l'orso...
non ci resta che far ballare l’orso…

Ieri ne hanno preso un altro! Anzi, altri due, tre, cinque! Oggi ne prendono altri sei o sette! Domani dieci! Abbiamo (noi cittadini) recuperato milioni, anzi miliardi, e altri ne ripescheremo.

Tra poco, tutto sarà ripulito e si ripartirà. Verso il domani, verso il futuro…forse.

Rubano su tutto. Sugli ospedali, le case di riposo, le chiese, le bare, le fosse, i cimiteri e perfino sui forni crematori. Sulle mense dei bambini dell’asilo e sui pannoloni per gli anziani incontinenti. Sulle stazioni ferroviarie e gli aeroporti, sui parcheggi di superficie, quelli sopraelevati e quelli interrati.

Sui mercati comunali, sui centri commerciali già costruiti, quelli non ancora costruiti e quelli che mai lo saranno, e pertanto demoliti appena fatta la prima gittata.

Sui McDonald’s e i chioschi di salamelle. Sui campetti di calcio e quelli di tennis e sulla costruzione di bocciofile e palazzetti dello sport.

Chiedono soldi per qualsiasi cosa.

Per i terreni agricoli, quelli edificabili e quelli industriali. Per espropriare e per non espropriare. Per le industrie e i cantieri aperti e subito dopo chiusi, le gru, le betoniere, l’illuminazione stradale, l’immondizia, le fognature, i depuratori della merd…, le discariche a cielo aperto spesso “tollerate” pur abusive e sulle rive dei fiumi e dei torrenti. Chiedono soldi per il cemento, l’asfalto, la semplice ghiaia, l’acqua, le rivendite di pane, di libri e di riviste illustrate.

C’è un giro di bustarelle sui disastri naturali e le frane artificiali. C’era una strada a rischio che però non veniva mai giù. Ma poi d’improvviso, nei giorni scorsi, son crollati viadotti appena inaugurati, intonaci appena rifatti nelle scuole e tutto si è complicato, maledettamente complicato per tutti, per destra, sinistra, centro, ex governanti, governanti attuali e aspiranti .

E qualcuno pensa di poter bruciare carbone fasullo nelle cementerie del piacentino senza che nessuno batta ciglio, protesti e invece…

Noleggiano un camion carico di ghiaia per simulare lo smottamento e intascare la stecca sulla ricostruzione fasulla. Ma questo succederà anche dalle nostre parti? No, dalle nostre parti no! Noi siamo immacolati, fuori dal mondo…

Carpivano e ancora lo fanno (secondo certe accuse comparse sui giornali) indebitamente mazzette tutto, per le strade e le autostrade, per installare spartitraffico e guardrail e disegnare le strisce di mezzeria (solo su quelle ci si guadagnano sacchi e sacchi di soldi).

Rubano sui funerali dei vecchi morti all’ospizio (c’era un tizio che aveva il contratto di esclusiva) e sulle operazioni chirurgiche, sulle protesi e sui farmaci.

Estorcono a chi produce bulloni e fil di ferro, a chi coltivava grano, avena e orzo, a chi allevava vacche, porci capre, a chi installa antenne o cessi pubblici, a chi vuol aprire un ferramenta, un solarium o un addestramento di cani per ciechi. Chiedono pizzo e tangenti e bustarelle sempre.

Alcuni lo fanno alla luce del sole sicuri di cavarsela…

Ci sono quelli che rubano in prima persona e altri che mandano emissari e galoppini con la faccia da maniaci o da politici bonaccioni. A voce o per iscritto o per telefono o per semplice allusione… Sembra, insomma, tornando a noi, che i brutti vizi non arretrino mai…

MA QUANTO TEMPO CI VORRA’ PER CAMBIARE VERAMENTE?

(Liberamente tratto da F.Vitaliano, Era solo una promessa, Laurana Editore, 2012)

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2 pensieri riguardo “Ieri ne hanno preso un altro!*

  1. Complimenti per il brano, ottimo esempio di pessimismo realistico !!!!
    Molto probabilmente la nostra democrazia repubblicana, è, ormai, troppo complicata per l’ Uomo……

  2. ….Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che ne versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni.
    E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo;
    avviene che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato;
    avviene che il maestro non osa rimproverare gli scolari che si fanno beffe di lui;
    avviene che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parere troppo severi, danno ragione ai giovani.
    In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno.
    In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia

    (Platone- 427-318 aC- La repubblica, libroVIII)

    ciao Marco

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