Florenciola, Florentiola…alto medievale.

fiorenzuola Temporary Poster-1FIORENZUOLA ALTO MEDIEVALE…
Leggendo varia letteratura storica del periodo compreso tra i secoli VIII e XI (ovvero databili tra gli anni 700 e 1000), relativa alla Valdarda, si notano questioni che, per certi versi, riguardano gli albori di Florenciola*, quantomeno di quella medievale.
Si nota, per esempio, che dopo un primo periodo di insediamento medio e alto valdardaese, i longobardi prima e i franchi successivamente, concentrano sempre maggiori attenzioni sulle terre poste a cavallo della Via Emilia. Zona, dal secolo VIII, in ripresa con terreni recuperati alle antiche vocazioni agrarie come lo erano stati fino all’età tardo antica (epoca romana).
E altri insediamenti della pianura orientale piacentina che sarebbero meritevoli di una trattazione a sé sarebbero anche Fontana Theoderici, Muretelle e Pontenure…ma in questo post mi limito a Fiorenzuola (avendo in precedenza scritto di Fontana Fredda …di Theoderici).
Il territorio locale documentato del primo insediamento nel corso del IX secolo fu di fatto sotto il controllo del cenobio di San Fiorenzo di Florenciola; cenobio citato per la prima volta in un diploma longobardo emanato da re Ildeprando nel 744, che menzionò i monasteria di Florentiola, Tolla e Gravaco...
Monasteri, quelli citati, realizzati in epoca longobarda (come quello di San Colombano a Bobbio e altri nella diocesi piacentina collinare e montana) sulla direttrice viaria nord-sud, con funzioni civili, di evangelizzazione e, indirettamente, anche di presidio “militare” al fine di raggiungere i territori del centro Italia e permettere il transito sicuro dei pellegrini francigeni diretti alla tomba di San Pietro. 

Un placito, un atto giuridico del tempo, dell’830 attesta la disputa intercorsa tra il monastero di San Fiorenzo di Fiorenzuola e il prete Orso della chiesa di San Donnino (probabilmente si tratta della decaduta Fidenza, al tempo importante municipium padano) della diocesi di Parma per la proprietà di una pischaria(un laghetto naturale molto pescoso, una rivendita di pesce o… ?).
Il cenobio Sancti Florenti, possedeva vasti terreni agrari e li aveva organizzati in forme curtensi, come dimostra un contratto “livellario” dell’847 stipulato tra un omo liber e il vescovo di Piacenza Seofredo, che agiva per conto del monastero, per alcuni terreni pertinenti la curtis di Tressedenti, località locale(?). Tale curtis sembrò di fatto controllata dalla stessa cattedrale di Piacenza, in virtù del legame che sussisteva tra il vescovo e l’ente monastico di Florenciola sancito dai diplomi d’età longobarda e successivi.
Le ultime due attestazioni che si hanno per il IX secolo per l’insediamento di Florenciola sono la menzione di due abitanti: “Sundelbertus**et Petrus***de Florenciola”, che parteciparono in qualità di astanti (vicini, confinati…) ad un placito nell’anno 874 e la datatio “Actum Florenciola” di una vendita dell’884 in cui i coniugi Ropaldo e Nadreverga* cedettero a Lamperto da Macomeria (Mocomero di Vernasca) un appezzamento di terreno con casa in Macomeria stessa, a dimostrazione che i possidenti che potevano vendevano in alta collina e acquistavano nel piano.

Soprattutto nelle valli dei torrenti Arda, Chiavenna ed Ongina si può notare una particolare concentrazione di beni appartenenti a signori fondiari di stirpe franca (e pure di ex longobardi ora cristianizzati e “italianizzati”), alcuni dei quali ricoprirono cariche pubbliche e che appartengono all’élite della zona, pur non essendo originari né di Piacenza, né della pianura e del monte. Si potrebbe ipotizzare che la particolare presenza franca fosse dipesa dalla situazione anomala di queste zone, che erano anticamente parte, fino al confine con Castell’Arquato, del municipium di Veleia e che anche dopo il collasso delle strutture romane probabilmente mantennero una continuità insediativa, nonché un certo prestigio legato all’antico ruolo della comunità veleiate.
Emerge un quadro piuttosto coerente circa i personaggi di origine transalpina e la distribuzione dei loro patrimoni, in alcuni casi cospicui, che si radicarono preferibilmente nella civitas e nei villaggio posti nel Fines di Piacenza (una specie di distretto amministrativo, un comprensorio…)Piacenza tra Fiorenzuola, Fontana Theoderici, Muretelle (Muradello), Pontenure…e dintorni.

In pratica siamo di fronte a una significativa eccezione piacentina, giusto per ricordarla, rappresentata “dall’enclave” franca localizzata nella zona della val d’Arda, dove si segnala la presenza forte sia di funzionari pubblici, sia di esponenti di famiglie illustri collegate alla regalità franca, quale il conte Suppone ed Etone, figlio del salico Bosone. Difficile comprendere, tuttavia, perché la valle del torrente Arda presentasse una simile concentrazione di individui di origine franca. Si potrebbe ipotizzare che quest’area del Piacentino si presentasse nel IX secolo come particolarmente appetibile sia per la sua posizione strategica dal punto di vista della viabilità, sia per la presenza di antichi insediamenti risalenti all’antica diocesi romana di Velleia. Fatto è che la Valdarda e Fiorenzuola fin da allora sono state protagoniste indiscusse dello sviluppo del contado di Piacenza e dello stesso comune di Piacenza fino ai giorni nostri.

Appunti di storia di Sergio E.Valtolla.

FONTI E NOTE
-Quaderni della Valtolla (volumi vari)
-Giorgia Musina, le campagne di Piacenza tra VII e IX secolo…, unibo, a.a.2012
*il toponimo lo ritroviamo anche scritto diversamente: Florentiola, ecc…
**nomi che tradiscono una chiara origine longobarda e franca.
*** Petrus lo incontriamo in certi placiti dell’epoca quale nome che adottano i longobardi cristianizzati e “italianizzati”

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2 Comments Add yours

  1. salvatorebafurno ha detto:

    G. Semerano: Le origini della cultura europea- Olschki, Firenze 1994

  2. salvatorebafurno ha detto:

    Il lemma Florentiola e varianti compare nel periodo indicato per le necessità di distinguere le località col nome Florentia, lemma latino del nome originario Birenz e varianti, derivato dall’accadico (1) che indica un nucleo “su un conoide a guardia di un guado”, con le varianti linguistiche, Firenz (B aspirata) per gli etruschi, Plorent e simili altrove. Girando per Fiorenzuola si nota ancora il conoide con la “vetta” in Vicolo della Torre, e anche il guado anche se spostato a ovest. Lo stesso lemma, nelle varianti Crem, (C)rom e simili, è la radice di Roma, il cui nucleo di fondazione è sul Palatino presso il guado dell’isola Tiberina, e anche nei nomi dei fondatori, Romolo e Remo (con la C aspirata, etrusca).
    (1)G. Semerano: Le origini della cultura europea- Firenze 1994
    Saluti, Bafurno

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