Carbonext e brexit figli dello stesso disinteresse?

ma la valdarda è sempre bella…nessuno rovini la nostra bella valle!

CARBONEXT E BREXIT COSA C’ENTRANO?

Sono figli dello stesso disinteresse e della stessa logica: chi ha futuro ha lasciato fare a chi non ne ha (Cit.).E così tutti ci sorbiremo il tanto demonizzato carbonext con i suoi “sconosciuti” effetti inquinanti che comprometterà la qualità della vita alle giovani generazioni attuali e a quelle future, mentre gli inglesi si sorbiranno gli effetti incerti del “brexit”…

Ma forse, in tutto questo, è andata meglio agli inglesi!

Il futuro di un Paese di solito è affare che interessa ai giovani ma questi si sono, forse, abituati bene alle comodità conquistate da noi “vecchi” e sono un po’ distratti, non credono che per ottenere occorre essere in prima fila…anche se non voglio generalizzare.

Io appartengo a una generazione maggiormente votata a una certa dose di “sacrificio” (niente al confronto con le generazioni che hanno vissuto tra le guerre mondiali) che li ha sopportati, spesso, con una buona dose di autoironia: ricordate l’austerità degli anni 70, i sacrifici per possedere un semplice giradischi e i pochi soldi di cui potevamo disporre per far questo e quello? Eravamo forse un po’ sfigati ma determinati e partecipanti a tutto quello che succedeva intorno a noi: dalla musica al referendum sui diritti civili, dalla manifestazione per i diritti al lavoro, per una scuola migliore al…per migliorare i nostri stili di vita, le condizioni della società del tempo che risentiva di certe “incrostazioni” che giudicavamo insopportabili.

Ma forse figli e nipoti di questo mondo valdardese la pensano diversamente e ritengono le mie considerazioni solamente delle esagerazioni.

E intanto i tecnici dell’Ausl, dell’Arpa e della nostra provincia hanno deciso che il carbonext si può fare, che si può fare anche se nessuno sa cosa comporterà per la nostra salute, per il nostro ambiente di vita, per la vallata intera dal monte a Fiorenzuola e oltre; e in Inghilterra quelli vecchi come me, quelli che si sentono oppressi dall’Europa, decidono di uscirne, di rinchiudersi nella loro isola, di rinunciare… Ma la mobilitazione di chi ha futuro tanto in una vicenda quando nell’altra ci è sembrata, in queste ultime settimane, debole, minima o quantomeno tardiva; lo sanno pure i politici, i fur…bi politici. E noi valdardesi ora attendiamo che arrivi il “nostro” carbonext, il nostro inceneritore, il nostro “brexit” che ci isolerà dalla bellezza delle valli piacentine, che ci renderà terra di inceneritori mostruosi; e poi attendiamoci grande traffico pesante, la distruzione di Vidalto e chissà cosa d’altro. Aspettiamo, in sostanza, che arrivi il gran colpo finale perché ora è tardi.

Lo ribadisco: non sono io, non sono i riottosi della mia generazione a perderci, sono piuttosto i ragazzi che stanno “giocando” con il loro futuro e con quello dei loro figli. Non interessa? E allora non strappiamoci le vesti e godiamoci quello che in Valdarda, per ora, abbiamo ancora di bello, guardiamoci gli europei di calcio, andiamo in vacanza, divertiamoci e succeda quel che succeda…e poi tanto possiamo sempre emigrare.

Ps: non mi interessano le assemblee per ribadire dati tecnici che già conosco, vorrei rivedere 1000 giovani marciare per difendere la luce, l’aria, l’acqua della vallata, di Piacenza e della provincia; vorrei rivedere 1000 giovani marciare stavolta sulla regione o sulla provincia e vorrei (ri)vedere al loro fianco anche i sindaci locali che sono silenziosi, improvvisamente molto silenziosi, i consiglieri comunali e il sindacato che deve anche a volte pensare alla salute dei cittadini, oltre che ai diritti di chi lavora e di coloro che lo cercano…vorrei un po’di utopia! Nessuno tocchi la nostra bella Valdarda.

Editoriale di Sergio E.Valtolla

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4 Comments Add yours

  1. salvatorebafurno ha detto:

    Condivido tutto l’articolo. Purtroppo la storia si ripete sempre e l’uomo, animale razionale, preferisce delegare la ragione agli altri e accettarne le idee, pedissequamente. Sono “porci del gregge di Epicuro”, quelli del “Carpe Diem”, vivere e non pensare.
    Saluti, Bafurno

  2. marco dal lest ha detto:

    Non mi ritengo in grado di dare un giudizio competente (e non di parte) in merito alla scelta degli inglesi, ma di una cosa sono certo; almeno loro hanno avuto l’opportunità di esprimere il proprio voto… da noi qualche emerito difensore della democrazia ha pubblicamente dichiarato che “il governo inglese ha fatto la sciagurata scelta di sottoporre al popolo questa decisione”…
    non stupiamoco quindi se le scelte che riguardano la gestione del nostro territorio vengono calate dall’alto e mi duole dirlo, anche con il menefreghismo quasi totale di chi vive ancora in questo territorio

    1. S.Valtolla ha detto:

      Hai ragione sulla questione del voto. Tieni comunque conto che quelli che si sono battuti per brexit e nelle recenti politiche inglesi han preso un sacco di voti, Cameron e Farage, si sono comportati in maniera strana e ambigua e infatti uno si è poi dimesso e l’altro non si sente più. Come vedi tutto il mondo è paese. Per quanto riguarda carbonext: io mi attendo una levata di scudi dei sindaci valdardesi che fino a ieri erano contro. Per ora tutto tace.

  3. salvatorebafurno ha detto:

    La questione del Brexit deve essere valutata nell’ambito della cultura politica inglese, in cui il Parlamento, istituito 400 anni orsono, deve decidere sulle scelte politiche. Farage lo sapeva bene, infatti, si è ecclissato dopo il risultato. Cameron ha reagito in modo isterico, coinvolgendo gli altri 3 regni aggregati alla Corona Inglese.
    L’isterismo ha coinvolto anche la Regina Elisabetta che, come dice il Giornale, pensa di passare la corona a Carlo per NON ESSERE LA REGINA CHE HA DISTRUTTO IL REGNO UNITO.
    Noi in Italia abbiamo poca cultura di democrazia.

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