Vernasca: il centro di raccolta (discarica) frana?

il depliant che ogni famiglia vernaschina ha ricevuto al momento dell'apertura della discarica nella primavera 2014.
il depliant che ogni famiglia vernaschina ha ricevuto al momento dell’apertura della discarica nella primavera 2014.

IERI

Lo scorso 1° dicembre il “Brigante” pubblicava sul blog un breve ma puntuale articolo sul centro di raccolta dei rifiuti di Vernasca e iniziava così:

“Ma chi è stato quel “genio” che ha pensato di costruire l’area ecologica di Vernasca proprio in quel posto? Questa è la domanda che due cittadini di Vernasca mi hanno fatto cui non saprei proprio cosa rispondere…Certo, se ci penso, nessun vernaschino avrebbe fatto quella scelta e tantomeno avrebbe comprato il terreno su cui è stata costruita l’area ecologica. A proposito, sarà stata acquistata dal Comune o sarà dell’Iren? Oppure potrebbe essere ancora della ditta costruttrice? Boh…(l’intero articolo corredato da foto, un filmato e cartine  è leggibile cliccando sul link: La discarica di Vernasca).

OGGI

Oggi anche sul quotidiano libertà appare un articolo(che alleghiamo) sulle frane di Vernasca e si riparla del centro di raccolta.

L’articolista di libertà afferma che la nuova “discarica” è già franata 3 volte  e che ora è inutilizzabile dai cittadini. L’area per inciso è da sempre….pare da sempre franosissima.

DOMANDE

Come si è potuto costruire tale opera pubblica (pagata dai cittadini) già franata senza che nessuno dicesse o si accorgesse di nulla? Come mai IREN non dice nulla alla popolazione che utilizza e paga per i suoi servizi ? Cos’è successo?  E ora chi paga per sistemare l’area, ancora noi?

discarica vernasca
estratto quotidiano libertà odierno

Chi ben conosce la montagna e la sua gente…

GIIPRO0a012020150108_2Domenica 8 febbraio (ndr: 2015) don Ezio Molinari prenderà possesso delle tre parrocchie della città di Piacenza che la Diocesi gli ha affidato (San Francesco, San Pietro e Santa Maria in Gariverto) e lascerà l’alta Valnure dove, per 21 anni, si è diviso tra le parrocchie di Brugneto, Castelcanafurone, Curletti, Metteglia e all’occorrenza Ferriere.

Se un lettore del blog non sa dove si trovano tali località allora sappia che sono tra le più “alte” parrocchie piacentine, quasi sperdute sui monti di Piacenza, poco distanti dalla prov. di Genova. Luoghi molto desolati, ora più desolati.

Il quotidiano “Libertà” con la brava Maria Vittoria Gazzola oggi gli dedicano un ampio articolo, un omaggio, un giusto omaggio a chi quella montagna l’aveva scelta, e l’ha vissuta con amore.

Noi riferiamo un breve estratto…

Gazzola «Com’è la montagna oggi?»

Don Ezio «Lasciata sola, i residenti continuano a diminuire, sembra di essere agli sgoccioli della vita. Ma ci sono piccoli miracoli, come a Curletti dove i 12 abitanti hanno costituito un circolo, ristrutturata la scuola, organizzano incontri e feste, ripuliscono i castagneti».

Gazzola «Lei ama la notte, sembra di capire osservando le sue fotografie»

Don Ezio «E’ un fascino che sento fin da bambino, c’è una dimensione onirica del paesaggio che per me è particolarmente attraente (cieli stellati, paesi illuminati, il riflesso della luce lunare sulla neve): la solitudine al cospetto del panorama della pianura illuminata dà un senso di piccolezza, la tua, e di infinito del mondo che hai davanti. La notte apre a una dimensione differente dell’ambiente naturale».

Gazzola «Quali letture ha scelto per riprendersi la città?»

Don Ezio «L’Evangelii Gaudium di papa Francesco che ho sentito molto vicino fin da subito. Inoltre scritti di Carlo Maria Martini e di David Maria Turoldo per la loro visione dell’uomo contemporaneo e della realtà attuale».

Noi aggiungiamo: Don Ezio è un prete amato dai suoi parrocchiani e anche un grande fotografo. Un uomo che conosce la montagna e la sua gente.

Terme di Bacedasco: un patrimonio popolare in malora…

recuperiamo le termeSulle Terme di Bacedasco abbiamo detto già tanto ma non abbastanza…Oggi anche Libertà ne parla con due articoli ben impostati che evidenziano tre cose. Continua a leggere “Terme di Bacedasco: un patrimonio popolare in malora…”

Frane: fare presto…e spendere bene i pochi soldi a disposizione.

IMG_3515 sergio valtollaI sindaci riuniti presso la Provincia di Piacenza (assessore Dosi) chiedono innanzitutto interventi in tempi rapidi e criteri oggettivi per la ripartizione dei fondi “antifrana”.

«Non ce la facciamo più, non possiamo aspettare ancora» dice il sindaco di Bettola, Sandro Busca, cui fa eco il sindaco di Travo, Lodovico Albasi. «Chiediamo rapidità nel far arrivare le risorse promesse – dice – perché non possiamo più aspettare: fra qualche giorno tornerà una nuova ondata di maltempo».
«Il criterio di omogeneità ha sempre penalizzato Piacenza – aggiunge il sindaco di Caorso, Fabio Callori – Mi auguro che si tengano in considerazione l’emergenza e l’urgenza di alcune situazioni, con un’attenzione precisa anche alla prevenzione».
Le casse comunali sono già state messe a dura prova dagli interventi di sgombero neve.

Il solo Comune di Farini ha dovuto sborsare oltre 100mila euro per garantire strade in sicurezza. «Se arriveranno almeno quei fondi capaci di rimborsare i soldi utilizzati dai Comuni per le somme urgenze legate al dissesto idrogeologico potremo avere un po’ di ossigeno e proseguire nella messa in sicurezza del territorio – commenta il sindaco di Farini, Antonio Mazzocchi -. L’inverno è stato massacrante, e qui in montagna abbiamo ancora temperature piuttosto basse, che arrivano anche ai 7 gradi». Il sindaco di Bettola, Busca, plaude alla nascita del tavolo di monitoraggio. Ma rimprovera alla Provincia il ritardo nei tempi di attuazione. «Siamo in ritardo nel definire criteri oggettivi e chiari per la stima dei danni – conclude il primo cittadino -. Le strade sono distrutte, anche i percorsi alternativi sono in condizione di estrema precarietà. Finora ci siamo arrangiati con soldi del nostro bilancio, ora non ce la facciamo più».

Venti milioni di euro in arrivo, ma da dividere tra Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, le province più colpite dalla pesante ondata di maltempo di marzo, aprile e, ora, anche maggio. Venti milioni svincolati dal patto di stabilità e quindi teoricamente cantierabili in tempi rapidi, ma su oltre 140 milioni di euro di danno complessivo, da ‘strattonare’ tra 1.509 frane a livello regionale, 290 criticità idrauliche, 126 persone evacuate, 23 abitazioni civile distrutte o danneggiate, tre ponti crollati e 56 interruzioni stradali e 138 località isolate in tutta la regione. Un bilancio difficile, al quale Piacenza partecipa con 152 frane, 70 criticità idrauliche, tre strade interrotte e altrettante frazioni a rischio isolamento. La situazione è ancora in divenire, perché il quadro dei dissesti idrogeologici del Piacentino cambia di ora in ora, aggravato anche dalle piogge della scorsa settimana, che hanno reso impossibile il trapianto del 70 per cento delle piantine di pomodoro nei campi inzuppati. (estratto da Libertà del 23 maggio 2013 a firma di Malacalza)

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Montagna piacentina: se le cose non vanno bene di chi è la colpa?(una polemica tra due protagonisti politici locali) (3 di 3 fine)

lago di mignano 2012
lago di mignano 2012

CHI AVRA’ RAGIONE, MALOBERTI O CASTELLI? (il nostro parere)

Dare ragione a uno dei due non è facile! Castelli è un esperto di agricoltura, funzionario della comunità montana da una vita (oltre che un amministratore e un uomo politico) e parla di onestà della stragrande maggioranza degli agricoltori ( solo della stragrande maggioranza? Nel senso che qualche furbetto c’è?).

Su certi agriturismi poco agricoli forse occorrerebbe essere più chiari. Invece se Maloberti, consigliere provinciale, sa…denunci! Se la sua è solo “provocazione” cambi mestiere. Però … il partito di Maloberti esprime l’assessore provinciale  all’agricoltura e potrebbe forse sapere qualcosa che non va bene?  Conosce agriturismi fasulli? Conosce aziende agrarie fantasma che si sono intascate soldi dei contribuenti? Se sa dica!

Di sicuro le multe latte le abbiamo pagate noi contribuenti! Non sappiamo di chi è la colpa ma noi abbiamo pagato e forse continuiamo a pagare! Grazie a noi contribuenti paghiamo anche per i contributi pubblici che andranno a chi taglia piante al parco provinciale invece che fare manutenzione ovvero che vanno a pagare riparazioni di frane che in massima parte si potevano prevenire solo se si fosse fatta seria e costante manutenzione del territorio (perché in montagna nessuno fa prevenzione…nessuno se non qualche agricoltore volonteroso).

NOI PENSIAMO CHE FAR RESTARE AGRICOLTORI IN MONTAGNA VALGA MOLTO DI PIU’ CHE SPENDERE SOLDI PER IL G8, PER PAGARE LE MULTE LATTE, PER PAGARE CONTRIBUTI A CHI IN PIANURA  SEMINA SOIA E GIRASOLE,  ECC…QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA!

NOI PENSIAMO CHE GLI INTERVENTI MONTANI DEBBANO DISCOSTARSI,  ALLA GRANDE,  DA CERTI CRITERI ASSUNTI (ASSUNTI DA CHI?) IN PASSATO PER ELARGIRE SOLDI A PIOGGIA PER INTERVENTI POCO EFFICACI ( SEMBRA CHE CERTE COSE SI SIANO FATTE SOLO PER SPENDERE I SOLDI PUBBLICI… CHE SONO SEMPRE NOSTRI… FORSE CI SBAGLIAMO?)

PENSIAMO CHE ANCHE SIA FINITA L’ERA DEGLI INUTILI,  COME LO ERANO IL 50%,  DEGLI INTERVENTI DI FORESTAZIONE.  NON E’ COSI’ CHE SI SALVAGUARDIA LA MONTAGNA!

CARI CONSIGLIERI PROVINCIALI E SINDACI METTEVI D’ACCORDO PER FARE COSE CHE SERVANO A TUTTI NOI! AVETE RAGIONE ENTRAMBI MA SMETTETELA DI PREDICARE BENE E RAZZOLARE….


Montagna piacentina: se le cose non vanno bene di chi è la colpa? (una polemica tra due protagonisti politici locali)*(2 di 3)

IMG_8799Per Castelli, sindaco di Cerignale ma anche presidente Comunità montana
dell’Appennino Piacentino di Bobbio e dirigente della comunità montana di Bettola, le cose non stanno per niente così! 

Risponde a Maloberti così: «A suo dire le aziende agricole della montagna non producono reddito sufficiente per cui sono inutili, sperperano denaro pubblico e addirittura truffano lo Stato “trasformando stalle in agriturismi mai aperti”.
 Questi ingiusti commenti, conoscendo le facce pulite e oneste della stragrande maggioranza degli agricoltori della montagna, mi danno amarezza e rabbia»

«Chi lavora la terra della montagna, dura e difficile lo fa per amore e legame con essa, merita rispetto e considerazione e non insulti. Ma chiudo qui la polemica e voglio precisare meglio cosa intendo quando affermo che bisogna utilizzare l’agricoltore della collina e della montagna come prima sentinella anti frana, concetto che il signor Maloberti non ha afferrato.
..»

« La mia semplice proposta, che vorrei si traducesse in realtà nel prossimo Piano di sviluppo rurale, consiste nel limitare i contributi a superficie per privilegiare misure di finanziamento che affidino agli agricoltori di collina e montagna la manutenzione del territorio con lavori di pubblica utilità (drenaggi, pulizia dei canali, briglie, ecc.)… ».

«Infine voglio porre al signor Maloberti questa semplice domanda: quante frane e dissesti si potrebbero sanare con la cifra di 4,5 miliardi euro? Questo esorbitante importo è quanto lo Stato Italiano ha pagato in sanzioni all’Unione Europea per le infrazioni commesse da agricoltori che deliberatamente hanno sforato le quote latte creando un danno economico enorme agli agricoltori in regola e a tutti noi.
Per concludere voglio ricordare che mentre il Governo Berlusconi-Bossi azzerava gli ultimi 30 milioni di euro del fondo annuale statale per la montagna italiana, si apprestava a finanziare con 324 milioni di euro le opere per il vertice G8 alla Maddalena, summit mai tenuto in quella località, poi spostato all’Aquila.»

CHI AVRA’ RAGIONE, MALOBERTI O CASTELLI? (il seguito domani 14 aprile 2013)

* le parti virgolettate sono parte delle opinioni dei due protagonisti apparse in queste settimane su libertà.

 

Montagna piacentina: se le cose non vanno bene di chi è la colpa? (una polemica tra due protagonisti politici locali)* (1di 3)

 IMG_8566Per Maloberti, consigliere provinciale di Piacenza della Lega Nord, partito che esprime l’assessore provinciale all’agricoltura, non ci sono dubbi!

«L’esito funesto delle piogge di questi giorni non è dovuto solo a una situazione eccezionale di maltempo, che non si verificava da oltre un secolo, ma anche alla mala gestione del territorio attuata negli ultimi 20 anni »

«C’è chi si dovrebbe battere il petto. Penso agli ambientalisti che nella loro visione, sempre monotematica, vedono il territorio come qualcosa da osservare, da contemplare, senza rendersi conto che necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria… In elenco inserisco anche le associazioni sindacali agricole – che in passato sono state fautrici di progetti di filiera insensati se rapportati a certe zone del nostro territorio collinare e montano… »

«Il sindaco di Cerignale Massimo Castelli dice che occorre incentivare l’ attività delle aziende agricole in montagna? Forse non sa di cosa sta parlando. Le aziende agricole non riescono a produrre reddito in pianura, figuriamoci in montagna… Quanti soldi sono arrivati in collina e montagna per costruire stalle destinate a non ospitare animali? Quante di queste stalle sono poi state trasformate in agriturismi previo arrivo di altri finanziamenti, salvo poi non partire mai?…».

CHI AVRA’ RAGIONE, MALOBERTI O CASTELLI? (il seguito domani 13 aprile 2013)

* le parti virgolettate sono parte delle opinioni dei due protagonisti apparse in queste settimane su libertà.

Parco del Moria: indagini e denunce che crescono…(settembre 2012)

«Se all’inizio dell’estate erano 16, ora sono più di venti i proprietari di terreni all’interno del parco provinciale di monte moria, nel territorio di Morfasso e Lugagnano, che hanno presentato una querela contro ignoti per l’intervento di taglio degli alberi all’interno del bosco…» Inizia così l’articolo di libertà riportato nel presente post… ( clic per la lettura )

E’ pieno di erbacce: il parco provinciale ha bisogno di cure

 

cartina dal sito web del parco (clicca per ingrandire)

Il lettore di Liberà sig. P.A. di Pontenure scriveva nei giorni scorso al quotidiano….

Egregio direttore,
mi permetto di usufruire del suo spazio per fare un appello in occasione della splendida giornata l’altro giorno ho deciso di fare una gita “fuori porta” organizzandomi per una passeggiata con un pic-nic recandomi al parco “Monte Moria” o comunemente denominato Parco Provinciale, una zona naturale a difesa del patrimonio boschivo sito tra Lugagnano e Morfasso. Pensavo di godere di una giornata in pieno relax nella natura incontaminata con la mia famiglia, invece sono rimasto deluso. Qualcosa non sta funzionando, il parco è pieno di erbacce, mi sono informato con gli abitanti della zona ed il personale del “Rifugio Sole” dove hanno lamentato anche loro un abbandono a se stessi da parte del consorzio di bonifica. Quest’area è un punto di riferimento per itinerari naturalistici, non abbandoniamolo. Faccio appello alle persone di competenza di verificare lo stato del parco. 

NOSTRE CONSIDERAZIONI (di sergio valtolla)

Noi conosciamo abbastanza bene il nostro parco che lei cita nella sua lettera-protesta e, di conseguenza, ci permettiamo di fare alcune considerazioni. Continua a leggere “E’ pieno di erbacce: il parco provinciale ha bisogno di cure”

VALTOLLA: QUESTO MODO DI FAR POLITICA NON….

Oggi sul quotidiano Libertà c’era un intervento di Gianluigi Rigolli che vi sottoponiamo ……perchè lo leggiate con attenzione…..potete condividere tutto, parte o nulla di quanto scrive l’autore ma un grande pregio, per noi, lo ha certamente: E’ chiaro e diretto!

Anche Noi siamo in difficoltà ma andremo a votare! Nel post che abbiamo scritto per il blog lo scorso 20 Marzo terminavamo così “…Che fatica andare a votare!…Ma noi ci andremo!….Difficile scegliere!…..Ci stiamo tentando.”

articolo di g.rigolli (clicca sulla foto per ingrandire)

Stamattina siamo passati in edicola prima della colazione ……ci piace leggere il giornale ( quando possiamo) mentre sorseggiamo un caffè….e abbiamo sfogliato libertà, come al solito, dall’ultima pagina per giungere rapidamente nelle pagine del giornale delle opinioni dove, con grande soddisfazione,  abbiamo letto l’articolo che vi sottoponiamo!

Ci piace molto l’espressione coniata  ” chalet de beton armé ” per la grande fabbrica che tutti …tutti…ben abbiamo presente! La useremo, questa espressione, perché ne riconosciamo  l’ efficacia.

Ci piacerebbe che I Sindaci, tutti insieme, si mobilitassero perché certe situazioni sono intollerabili!….Noi nella valle vogliamo viverci! Vogliamo viverci bene!….Dai Sindaci (politici locali) aspettiamo chiarezza….

Se neppure i nostri politici a km zero ci danno una mano…siamo fritti!