
La cava di m. Vitalto è uno dei posti più cari nei miei ricordi dell’infanzia a Castelletto.
I luoghi della nostra val d’arda, della nostra valtolla sono oggetto di un attento monitoraggio da parte di tutti noi con fotografie, racconti, testimonianze, cartoline, blog, pagine di facebook, siti web, ricerche storiche……
ricordo di Marco dall’est
Andà al’cave, era una delle più affascinanti mete d’escursione ed erano un ambiente magico perchè allora (anni 70) c’erano ancora molti macchinari in abbandono: ricordo dei binari di decoville, qualche carrello della teleferica,delle ruote dentate per me gigantesche.
Avevo 10 anni e ci andavo con il nonno o lo zio quando “venivano a casa” da Londra. Allora mi sembrava una camminata lunghissima anche perchè prima di arrivarci si passava al “poggio della Chiesa” ed al “Sasso ad Lisson” oggi conosciuto come sasso delle mole.
Ma il ricordo più affascinante delle cave è legato ad un episodio di incoscienza giovanile (uno dei tanti…)quando alcuni anni dopo, credo avevo 14 o 15 anni, una frana aveva parzialmente riaperto l’accesso ad una miniera, quella più vicina alla vecchia cabina elettrica verso castelletto. Con una torcia elettrica un pò rudimentale, ero riuscito ad intrufolarmi nella galleria e ricordo che dopo i primi 30 m di cunicolo puntellato, si apriva un insieme di gallerie enormi, la cui volta era delimitata dagli strati obliqui di marna, senza alcun tipo di sostegno o puntellamento.
Allora mi sembrava un labirinto ma non credo che fossero più di 3 o 4 gallerie, ma ricordo ancora il fascino di quella esplorazione clandestina. Oggi che ho qualche anno in più, se vengo a sapere che mio figlio ha fatto una cosa simile…lo strozzo….
——————————–COMMENTO DEL BLOG———————————–
Ringraziamo l’amico Marco per il ricordo che pubblichiamo e siamo grati ad Andrea Dadomo che con il suo blog ci ha dato l’opportunità di far conoscere questi luoghi.
