Enerbia con "il pifferaio" Gabriele Dametti seduto sul trono....(clicca per ingrandire)

Questa sera nella vecchia chiesa di Morfasso è arrivata una “tappa” dell’Appennino festival, edizione 2011.

Hanno attaccato “i cantastorie” gruppo che riprende la tradizione del canto delle osterie e  delle feste popolari di Carnevale e del Camtamaggio, composto da tanti amici della valtolla appassionati di canto popolare….bravissimi esecutori, belle voci. Applausi scroscianti dalla foltissima platea!

Poi entrano in scena “Colleri U canta” gruppo dell’Appennino pavese che cantano insieme da una vita…e si sente. Affiatati, rilassati, entusiasti…..con alcune voci da “brivido” ….

Termina il primo “giro” alla grande con ” Enerbia” e la platea resta incantata dalla voce di Maddalena Scagnelli, sempre più passionale, antica…..poetico-popolare. Il pubblico avverte questa particolarità!

I cantastorie, gruppo vocale della valtolla (clic per ingrandire)
colleri u canta, gruppo vocale alto pavese ( clic per ingrandire)

Il pubblico resta incantato dalle sonorità semplici, e ricercate al tempo,  degli ottimi strumentisti che compongono uno dei gruppi migliori della musica popolare e antica del panorama nazionale  e tributa il giusto successo alle canzoni presentate! La serata prosegue con l’alternasti dei 3 gruppi che offrono veramente un grande spettacolo.

Il canto  e le musiche  in diretta, dal vivo [live] hanno un sapore unico…aiutano a capire meglio la musica vera, quella nostra che faticosamente stiamo recuperando grazie a questi giovani interpreti, vocalist eccellenti, suonatori d’altri tempi, passionali come pochi.

A Morfasso ieri sera  sono risuonate le note e le “arie”  che il grande pittore Stefano Bruzzi ha magistralmente impressionato sul finire del ‘800 (inizio ‘900?) in un suo celebre acquerello che ritrae il ballo popolare sul monte Santa Franca accompagnato da uno strumento purtroppo scomparso: la piva [ oggi magistralmente sostituito, si fa per dire, dall’organetto e dalla fisarmonica].

Bella serata! Ottima organizzazione. La chiesa Barocca che ci ospitava era splendida, un gioiello!

clic per ingrandire
enerbia (clic per ingrandire)

BREVE NOTA SUL GRUPPO “COLLERI U CANTA”

“…..Colleri è situato a 899 m. s.l.m., si trova all’estremo sud-ovest della Lombardia, del Piemonte e dell’Emilia. Siamo nel cuore del crocevia delle quattro provincie: Pavia, Genova, Alessandria e Piacenza. Qui, da secoli, si sono mescolati gli elementi fondamentali della cultura popolare: tradizioni e riti, feste e canti, musica, voci e suoni che celebravano e scandivano i momenti cruciali delle stagioni, delle feste, del lavoro e della vita, delle partenze e della nostalgia per il paese. E’ qui, in questo substrato culturale, che affondano le radici del nostro coro, il quale ha preso nome e coscienza di sé nel lontano 1974, non per inventare ex-novo un gruppo, ma per continuare e non disperdere irrimediabilmente ciò che già c’era ed era parte essenziale della nostra cultura contadina.
Qui la gente era ed è ancora, fortunatamente comunità: in ogni evento grande o piccolo ci si trova per cantare, sull’aia, all’osteria, nelle cantine e nelle antiche recite del carnevale. Il canto era una parentesi felice nelle cene con gli amici, la gioia di stare insieme, il respiro tra un affanno e l’altro della vita, “era la nostalgia dell’emigrante lontano dal paese e dalla famiglia”.
Il nostro coro “Colleri u canta” è nato spontaneamente in questa comunità, vuol essere ed è l’espressione di un paese che cantava e che canta. …..” 

BREVE NOTA SUL GRUPPO “ENERBIA” [dal web]

“…La musica, il ballo e il canto segnavano e segnano i momenti più importanti della vita delle genti dell’Appennino: il fidanzamento, il matrimonio, la gioia del ritorno della stagione primaverile, le feste nelle notti d’estate, le nascite e le morti. La ricchezza e la bellezza di questo repertorio, la sua struggente vitalità, rivivono nella esecuzione e nel lavoro di appassionata ricerca di “Enerbia”: antichi balli come la Giga, la Piana, l’Alessandrina, il Perigurdino si alternano a quelli più moderni come il walzer e le polke e si intrecciano con i canti  che ancora oggi risuonano nelle nostre vallate più nascoste….”

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